”Belingheri ama il Toro. Lerda? È stato chiaro”

di Edoardo Blandino

Rino Foschi, durante la presentazione dei nuovi calciatori l’anno scorso a Folgaria, sottolineò come l’acquisto di Luca Belingheri non fosse dovuto a un ridimensionamento del Torino, bensì rientrasse in un piano di rafforzamento della squadra in vista di un campionato cadetto lungo e logorante. L’allora DS granata disse: «Belingheri è…

di Edoardo Blandino

di Edoardo Blandino

Rino Foschi, durante la presentazione dei nuovi calciatori l’anno scorso a Folgaria, sottolineò come l’acquisto di Luca Belingheri non fosse dovuto a un ridimensionamento del Torino, bensì rientrasse in un piano di rafforzamento della squadra in vista di un campionato cadetto lungo e logorante. L’allora DS granata disse: «Belingheri è un giocatore che seguivamo da tempo. Lo seguivamo già per la Serie A, quando ancora speravamo di non retrocedere. Non è un giocatore che abbiamo preso perché siamo scesi di categoria». Insomma, quella di Rinone è stata una bella presentazione, a rimarcare come il giocatore fosse pronto per la Serie A. Tuttavia con la casacca granata Belingheri non è mai riuscito a dimostrare appieno il suo valore. I motivi? Sono molteplici: dalle difficoltà globali della squadra alla sbagliata collocazione in campo. D’altronde è difficile spiccare in un’annata storta e lo diventa ancora di più se non hai la possibilità di giocare nel tuo ruolo. Con l’arrivo di Lerda, però, qualcosa sembra essere cambiato. Abbiamo contattato in esclusiva Giorgio Parretti, agente di Belingheri, per fare insieme a lui il punto sul futuro del suo assistito.

In queste prime amichevoli estive Belingheri ha avuto la possibilità di giocare nel proprio ruolo e sta dimostrando di essere un ottimo elemento.
«Era ora! (N.d.r. Ride) Luca è stato uno dei pochi ad essere stato pagato l’anno scorso. Però non ha mai avuto la possibilità di mettersi in mostra».

Come mai? Che cosa è successo?
«Se io compro un portiere e poi lo faccio giocare terzino, ovviamente non rende. Luca è uno che deve giocare dietro l’attaccante, in un ruolo da trequartista o seconda punta. Non lo si può schierare a fare il mediano in mezzo al campo. Le uniche volte che è stato schierato nel suo ruolo naturale ha sempre fatto bene ed ha anche segnato».

Và dato atto al ragazzo che non ha mai aperto bocca, né ha mai detto una parola fuori posto.
«Perché è una persona a modo. Come lo sono io. Lui è un grande professionista che si comporta da professionista e ci tengo a sottolineare questo aspetto».

Qual è il futuro di Belingheri?
«Lui ama il Toro. Quando è arrivato Lerda gli ha subito parlato e gli ha detto che si giocherà le sue chance in squadra. Noi restiamo in attesa di capire se il campo ci dirà quanto possiamo coesistere con gli altri».

Negli ultimi giorni sono giunte delle voci di un possibile scambio Belingheri-Genevier, anche in relazione all’arrivo di Stevanovic. Lei ne sa qualcosa?
«Io non so nulla di tutto ciò. Nessuno mi ha chiamato. Luca sta benissimo al Toro. Poi Stevanovic gioca sull’esterno sinistro, non in centro. Non vedo il problema».

A proposito di Stevanovic. Lei che lo conosce bene ci dica: è stato un affare?
«Per prenderlo in comproprietà hanno dovuto dare all’Inter il 50% di Benedetti».

Non sembra molto convinto dell’affare.
«Il punto è che io Stevanovic lo portai al Torino due anni fa in prova. Lo vide Lupo. Dopo 5 minuti, neppure dopo 10, ma dopo 5, lo voleva prendere. Poi , però, dovevano versare 100 mila euro per il suo cartellino e la cifra fu ritenuta eccessiva. Adesso vale almeno 1.5 milione…».

Grazie per la chiacchierata. In bocca al lupo a lei e a Belingheri.
«Grazie e un saluto a voi».

(Foto: M. Dreosti)

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