Missione sfoltimento, incredibile ma vera

In apertura di calciomercato, cioè (non ufficialmente) lo stesso giorno successivo alla fine del campionato, era chiaro a tutti quale fosse l’obiettivo primario del Torino: ben prima dell’acquistare giocatori di buon valore, ben prima di trattenere alcuni degli elementi più validi, veniva l’operazione "sfoltimento". Un termine, quest’ultimo, abusato dovunque, anche sulle nostre pagine, perchè la…
di Redazione Toro News
In apertura di calciomercato, cioè (non ufficialmente) lo stesso giorno successivo alla fine del campionato, era chiaro a tutti quale fosse l’obiettivo primario del Torino: ben prima dell’acquistare giocatori di buon valore, ben prima di trattenere alcuni degli elementi più validi, veniva l’operazione "sfoltimento". Un termine, quest’ultimo, abusato dovunque, anche sulle nostre pagine, perchè la missione si annunciava davvero da mani nei capelli.

Senza compiere il disperante gesto, anche perchè in testa ne ha pochini, Rino Foschi si è messo all’opera. E sta arrivando in porto (dove l’attracco è previsto per il 31 Agosto) con una nave molto più leggera di quella che gli era stata affidata.
L’unico reparto non "toccato" dai tagli è stato quello dei portieri, mentre ogni altro settore è stato sforbiciato, e il successo è ancor più grande in ragione del fatto che ben poche cessioni non sono state realizzate a titolo definitivo.

Nell’ordine, la prima cessione è stata quella di Natali, seguita da quella di Abate. Due giocatori bravi, ma entrambi demotivati, che hanno portato complessivamente 5,5 milioni nelle dissanguate casse di via dell’Arcivescovado. Senza contare i sei svincolati non riconfermati (anche se uno di essi tornerebbe tutt’ora comodo…), si sono poi registrare alcune partenze di giocatori in eccedenza, quali De Stefano, ceduto alla Valenzana, o Marco Moro, all’Ascoli in cambio di Belingheri. Suciu e D’Onofrio solo in prestito, com’è giusto che sia.

E poi, partono anche Predko, Valtulina ed ogni elemento non convocato da mister Colantuono. Come detto, quasi tutti a titolo definitivo, mentre in passato è spesso risultato difficile piazzare determinati elementi anche con soluzioni temporanee.
E infine, le cessioni "di peso". In pochi giorni, partono Rosina e Barone, che provengono rispettivamente da un biennio e da un triennio deludenti; il primo riesce comunque a fruttare la bellezza di otto milioni, mentre il secondo, nonostante un ingaggio molto pesante, trova comunque acquirente, contrariamente a quanto accaduto uno e due anni fa, quando pure il campione del mondo era più giovane e aveva una brutta stagione in meno sul curriculum.

Ultima mossa, la partenza di Masiero, risalente sempre a ieri, e sempre definitiva (destinazione Pro Patria). Certo, potrebbe aggiungersene un’altra non propriamente da considerarsi "eccedenza", quale quella di Dzemaili; quand’anche dovesse partire un calciatore di valore quale l’elvetico, pare che la contropartita economica debba essere davvero consistente.

La rosa granata è passata da 33 elementi a 25. Ancora qualcosa di troppo, ma dopo i mezzi miracoli compiuti in uscita, aspettarsi che la missione impossibile venga ultimata è legittimo.

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