Spadafora: “Sì agli allenamenti di gruppo. Il 28 maggio decidiamo per il campionato”

Spadafora: “Sì agli allenamenti di gruppo. Il 28 maggio decidiamo per il campionato”

Le parole / Il Ministro dello Sport ha annunciato pubblicamente l’ok dato dal CTS per la ripresa degli allenamenti e parla anche della possibilità che riparta la Serie A

di Redazione Toro News

Ai microfoni di Rai Sport, è intervenuto il Ministro Vincenzo Spadafora, che ha annunciato pubblicamente la notizia trapelata sull’ok dato dal CTS sulla ripresa degli allenamenti: “Mi sembra un’ottima notizia – spiega il Ministro – Finalmente gli allenamenti potranno riprendere. Sono state fatte alcune valutazioni molto puntuali. La FIGC è stata disponibile a rivedere la prima proposta e questo ha sicuramente aiutato. Ci sono dei chiarimenti anche sui tempi di quarantena degli eventuali giocatori che dovessero essere positivi. Si raccomanda che i tamponi delle società non vada incidere sulle necessità dei cittadini. Soprattutto si evita l’autoisolamento inziale, in modo da permettere tutte le squadre di iniziare pur non avendo una struttura dove poter far alloggiare tutti i giocatori“. Poi continua spiegando le modalità del nuovo protocollo e di come è stato possibile raggiungere l’accordo: “Oggi ci siamo potuti arrivare perché la situazione ci consente di poter rivedere le regole in senso migliorativo, come lo stiamo facendo per tutti gli italiani. In un momento in cui tutti gli italiani hanno la possibilità di ripartire, è giusto che anche il mondo del calcio abbia modo di farlo“.

Rimandato l’esecutivo UEFA, le federazioni dovranno comunicare le date della ripresa il 17 giugno

Sulla ripresa del campionato: “Io ho convocato una riunione per il 28 maggio alle ore 15 con il presidente Gravina e il presidente Dal Pino, perché penso che giovedì prossimo avremo tutti i dati per poter insieme decidere la data della ripresa del campionato“. Poi spiega anche quali potrebbero essere le modalità: “Ultimamente in tanti cambiano idee. Il format lo deciderà la federazione. Io penso che si deve ripartire se lo si riesce a concludere“. Poi continua parlando della possibilità di seguire il modello francese: “Sarebbe stata una scelta di impulso da fare in un momento in cui in tutto il paese si contavano i morti. Io ho preferito aspettare per ragionare con calma quando le condizioni permettevano una ripresa. Il calcio è un’industria e come tutte le industrie adesso può ripartire in sicurezza“.

In conclusione annuncia che in serata arriveranno nuove direttive per lo sport: “Da stasera sul sito del governo si troveranno tutte le linee guida per gli sport di base e soprattutto per gli sport di squadra. Sullo sport di base siamo un po’ in ritardo, ma questa settimana riusciremo a mantenere le promesse che avevamo fatto“.

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  1. Madama_granata - 4 mesi fa

    – 1^ Citazione:
    “Possibilità di seguire il modello francese: sarebbe stata una scelta di impulso da fare in un momento in cui in tutto il paese si contavano i morti”.

    Perche?
    I morti di oggi non contano più???
    Non meritano lo stesso rispetto di quelli morti “più opportunamente” uno o due mesi fa???
    Lo vada dire a mogli, mariti, figli, genitori, fratelli dei 162 morti di ieri, dei 99 morti l’altroieri, dei circa 200 morti tre giorni fa, ecc..
    Quelli morti in questi giorni hanno scelto il momento sbagliato?
    Non contano più perché muoiono fuori tempo massimo??

    – 2^ Citazione:
    “Si raccomanda che i tamponi delle società non vada incidere sulle necessità dei cittadini”.

    E questo come lo dimostrano??
    “Chi” controllerà??
    Se è vero che i tamponi reperiti privatamente non danno garanzie perché poco attendibili, veramente i cittadini credono che “quelli ospedalieri, cioè quelli controllati e sicuri”, che dovrebbero essere riservati agli ammalati, non verranno “scippati” dalle società di calcio in numero massiccio x i loro “preziosissimi” giocatori??
    Veramente i cittadini credono che ai calciatori saranno fatti i tamponi con reagenti di dubbia provenienza ed efficacia, reperendoli nel privato, senza sicurezza né garanzie?

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