A chi ci si riferiva con il termine Baci?

A chi ci si riferiva con il termine Baci?

Nel segno del Toro / Quale giocatore della storia granata poteva dirsi grato di vantare un simile soprannome? Capirlo non è difficile, anche perché celate in quel sostantivo sono quattro lettere capaci di evocare come un lampo il ricordo di una figura leggendaria.

di Stefano Budicin

Le quattro lettere dovrebbero subito tramutare la vostra espressione di sorpresa in un assenso cordiale, commosso e compiaciuto insieme. Perché il destinatario di un simile appellativo altri non è che uno dei più forti portieri di tutti i tempi, cuore granata e indimenticato protagonista della stagione leggendaria degli Invincibili: Valerio Bacigalupo.

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Nato il 12 marzo 1924 a Vado Ligure, nel savonese, Valerio viene da una famiglia di praticanti sportivi: nuotatori, calciatori, atleti. Come è inevitabile che sia, Valerio Bacigalupo segue le orme del fratello maggiore Manlio, portiere dal tocco elegante e celebrato per aver contribuito alla conquista dello scudetto da parte dei granata nell’annata 1927-28.

Comincia la sua carriera da professionista all’età di 18 anni, prima in serie B nelle file del Savona, mentre nel campionato di guerra del 1944 vestirà i colori del Genoa.  Già si distingue per doti atletiche e un sesto senso difensivo esemplare. Appena termina il conflitto il Toro, in cui anni prima aveva militato il fratello Manlio,  lo vuole con sé. È l’inizio della leggenda. Valerio Bacigalupo diventa ben presto un portiere esemplare, abile a supportare la difesa grazie a una preparazione atletica state-of-the-art. Quattro scudetti collezionati l’uno dopo l’altro con una voracità da cacciatore per un totale di 137 partite disputate.

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Il Baci abbaglia con il suo talento da fuoriclasse. Esce dalla porta con una spavalderia da guerrigliero, capitana i compagni di squadra con una capacità di visione strategica fuori dal consueto. Per lui il pallone è “un nemico che non deve entrare in casa”. E malgrado la stortura di una fine ingrata come improvvisa, la sua statura di portiere Invincibile continua a impressionare e ispirare ancora oggi.

Raccomando a tutti la lettura del libro “La vera storia di Valerio Bacigalupo”, splendida testimonianza scritta da Giorgio Coggiola. Il libro è un concentrato di aneddoti che orbitano tutti attorno alla vita dell’indimenticabile portiere, dalle prime esperienze a Vado Ligure fino al giorno infausto di Superga. Gli aneddoti sono raccontati da tutti coloro che hanno avuto la fortuna di accompagnare il campione nel suo percorso professionale e di vita, dai primi compagni di squadra, a Sauro Tomà, al nipote Valerio Bacigalupo Junior, a Ignazio Bovero. Non mancano poi parti tratte da articoli di giornale che commentano, accalorati dall’entusiasmo, le gesta sportive tanto di Baci quanto del Grande Torino.

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Vale la pena riportare uno dei tanti aneddoti narrati all’interno del libro e che Valerio Junior, in occasione di un’intervista rilasciata sul nostro portale:

Valerio era una persona che anche di inverno girava in pantaloncini corti e ciabatte, e anche agli allenamenti arrivava con vestito in questo modo con la sua bici. Un giorno la polizia lo fermò, e gli fece la multa perché era (ed è tutt’ora) vietato andare in bicicletta con gli zoccoli e gli fecero perciò la multa. Questo per far capire come fosse genuino, e a volte un po’ cupo, Valerio Bacigalupo.


Laureato in Lingue Straniere, scrivo dall’età di undici anni. Adoro viaggiare e ricercare l’eccellenza nelle cose di tutti i giorni. Capricorno ascendente Toro, calmo e paziente e orientato all’ottimismo, scrivo nel segno di una curiosità che non conosce confini.

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  1. Bacigalupo1967 - 4 mesi fa

    L’idolo di mio padre

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