D’Ambrosio e Re Costantino…

D’Ambrosio e Re Costantino…

Bisturi / Finalmente qualche ragionamento sensato

di Guido Regis

Non mi sembra vero. Leggo finalmente un articolo serio e con qualche contenuto, scritto da un ragazzo che conosco appena, Alessandro Costantino.

Mi solleva dall’incombenza di scrivere, non il mio pensiero, ma l’analisi dei fatti che è sempre la base di ogni mia uscita.
Bellissimo, finalmente una critica lucida che sarebbe uscita identica, pari pari, su Bisturi.
Grazie Alessandro, “granata della porta accanto”.
Parlando di D’Ambrosio descrive un quadro generale che è insindacabile, che non vuole essere contro per partito preso.
La questione è, senza tanti giri di parole, identica a quella di Ogbonna e Bianchi.
Cambiano gli attori, i valori economici e calcistici, le provenienze ( Angelo vivaio puro, Alessandro acquisito dalla C al vivaio ma di fatto già per la prima squadra, Rolando arrivato come giocatore affermato), cambia il loro peso nel cuore dei tifosi, cambia il loro attaccamento vero o presunto alla maglia granata, ma alla fine il discorso generale è lo stesso e Alessandro lo analizza sinteticamente e lucidamente in maniera impeccabile.
Cosa aggiungo io?
Che non esiste attaccamento alla maglia se questa maglia ha il colore granata ma la gente granata non è coinvolta minimamente nel farne comprendere il significato.
Che non possono essere Cairo, tantomeno Petracchi o Ventura a far comprendere e sentire quel senso di appartenenza dal quale difficilmente ci si allontana, che forse farebbe anche sorvolare un giovane calciatore sul discorso denaro.
Che non possono bastare due o tre granata veri da soli nello staff del Toro, spesso tenuti in debita distanza dalle decisioni che contano, a svolgere questo compito.
Che non possono farcela nemmeno le isolate frequentazioni con qualche Toro Club, con qualche esagitato tifoso della maratona, o qualche più titolato presidente di museo granata, o sacerdote illuminato dalla sua OASI nel deserto.
Che non ce la farà nemmeno il Fila una volta ricostruito, se le persone non sapranno stare insieme: il luogo è importante, ma se le anime non sanno più fondersi e le menti non sanno guardare un po’ più in la del loro naso…
Solo una simbiosi vera e globale tra società e tifosi, che non può essere che economica, di programmi, di decisioni, di condivisione totale di esperienze a 360°, può far crescere nuovamente lo spirito perduto dell’attaccamento alla maglia e dei valori insiti in questo attaccamento, che trascendono dal semplice significato sportivo.
E’ inconcepibile che persone di esperienza, di presunta capacità finanziaria, presunta fede granata, presunte tante altre cose, non comprendano che da li passa tutto, persino la possibilità di grandi risparmi economici in un primo momento, e di grandi guadagni, sani, per tutti in un secondo.
Ritrovare una dimensione meno stressata sul commerciale, sul tutto e subito, sulla speculazione, risanerebbe conti e soprattutto coscienze, costruirebbe un domani migliore.
Una cosa che mi opprime perché so assolutamente folle, disgustosa, dirò di più “criminosa”, è sentire parlare di professionismo e professionisti ai quali, in quanto tali, è legittimamente consentita qualsiasi decisione anche morale sulla base del ricavato economico che questa decisione comporta.
Professionista in sostanza è sinonimo di prostituzione. Dove più mi pagano più io vado.
Fate attenzione perché questo concetto, ormai entrato prepotentemente nella mente di ciascuno da decenni, è uno dei principali motori del disastro sociale che stiamo vivendo. E’ valido in qualsiasi settore, non solo nel calcio.
Da qui nasce il diritto a fare qualsiasi cosa pur di ottenere ricchezza, e nel qualsiasi è inserito anche ingegnarsi per vendere fumo a peso d’oro, eludere le tasse in modo apparentemente lecito e quant’altro.
Si, anche dalla semplice analisi del caso D’ Ambrosio si possono trarre tutte queste semplici conclusioni.
E’ non si può pretendere che questi ragazzi, in gran parte privi di cultura, spesso affiancati da procuratori privi di etica, ed abituati a confrontarsi con dirigenze altrettanto vuote di contenuti morali, ma votate solo al profitto ed all’immagine, si comportino come mosche bianche. C’è qualcuno che ci arriva?

www.toromio.net

 

 

 

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