Saglietti è un ladro…di verità

di Guido Regis *

Poche balle! Il caro Mauro ha scritto la settimana scorsa un “istantanea” fortuitamente copia all’80 % di quanto avevo preparato per la mia rubrica. A questo punto invito i mie benevoli “seguaci” ma anche la ventina che, pur detestandomi,  leggono sempre le mie farneticazioni sottolineando i refusi e interpretando l’ininterpretabile con lo scopo di scavare in…

di Guido Regis

di Guido Regis *

Poche balle! Il caro Mauro ha scritto la settimana scorsa un “istantanea” fortuitamente copia all’80 % di quanto avevo preparato per la mia rubrica. A questo punto invito i mie benevoli “seguaci” ma anche la ventina che, pur detestandomi,  leggono sempre le mie farneticazioni sottolineando i refusi e interpretando l’ininterpretabile con lo scopo di scavare in un torbido inesistente, a rileggersi il pezzo di Mauro per sapere cosa penso e come ho vissuto nell’ identica maniera la settimana scorsa dal 4° minuto del secondo tempo di Varese ad oggi.
Analogo vissuto, come giustamente sottolinea Mauro, di ogni tifoso “medio” del Toro.
Aggiungo solo che nella solita marcia di recupero dall’incazzatura verso una moderata razionalità ha contribuito la rivalutazione degli episodi che ci hanno messo sotto di tre reti  a Varese.
Ho scoperto che se esistesse la moviola in campo, opportunamente corredata da una adeguata punizione divina fatta di scariche ad alto voltaggio per qualsiasi direttore di gara si azzardasse a interpretare anche questa a suo piacimento, la partita sarebbe terminata 1 a 1, con un fortunoso goal di Garofalo e due reti del Varese annullate per fuorigioco di almeno 20 cm.
Mi mancava inoltre l’espulsione di De Vezze, perché la mia partita si era interrotta al 20°, era ripresa e definitivamente terminata all’errore di Budel che aveva consentito la ripartenza in contropiede del terzo goal, sottolineo in fuorigioco. Mi è inoltre testimone il Presidente dei Giuristi Granata con il quale avevo commentato la designazione arbitrale qualche giorno prima ricordandogli la partita di Bergamo e prevedendo guarda caso analogo comportamento. Espellere un allenatore non è la stessa cosa che espellere un giocatore, anche se siamo sotto di tre, costringendo quindi De Vezze all’assenza con il Cittadella. Niente di nuovo sotto il sole e penso a quanto scritto da Mauro, cioè da me, sui poteri forti di cui tanti saggi e moderati tifosi negano ormai l’esistenza.
Quasi nessuno ha segnalato questi episodi, sono stati solo sfiorati forse, non so, non ne ho notizia, ma che importa!
Tutti giustamente, me compreso, a corroderci le budella per la tardiva rimozione di Stevanovic
( notare che io all’inizio ero contento di rivederlo proposto titolare ma dopo trenta minuti di solita sterile e nociva supponenza, qualsiasi allenatore di media capacità avrebbe dovuto prendere provvedimenti) e per l’assente reazione al secondo schiaffo, per carità immeritato, di un gruppo di giovani professionisti del pallone che non può non aver compreso ancora quanto il “ suo mestiere” sia fatto anche di questo, ma soprattutto giocare nel il Toro sia un’altra cosa.
Non parliamo poi degli aggiustamenti prodotti da Lerda: quando stimi una persona t’incazzi ancora di più se ti accorgi che non sembra fare nulla per meritarla.
In più devo dire che, anche prima dell’inizio del match, se fossi stato tra i duemila finalmente al seguito della squadra avrei controfirmato la striscione che recitava “ Se vendi Ogbonna prepara la tomba”.
Ci mettiamo anche il goal vittoria del Genoa in 10 contro 11 inflitto alla nostra  Primavera nel secondo minuto di recupero?
Il tempo passa in fretta per fortuna, in questo caso, ed accadono le stesse cose che Mauro ha descritto, accadono le moviole notturne in rete della partita, che svelano realtà nascoste o quasi inconsciamente dimenticate, accade che la triste nebbia di un imminente ennesimo omicidio di uno dei pochi ormai eccezionali prodotti del vivaio granata, divenuto vice capitano, si diradi ( speriamo definitivamente) e che nel contempo le attenzioni di mercato granata si accentrino e realizzino su nomi per lo meno credibili.
Insomma tutto sembra tornare alla normalità, non esaltante ci mancherebbe, ma meno tragica e fosca di quanto percepito nei primi tre giorni. La mia storica diffidenza nei confronti del Presidente dal quale tuttavia continuo ad attendere segni consistenti di reale svolta, torna ad essere la solita, senza odio ne rancore ma con una seppur incostante nausea.
La convinzione che questo Toro possa farcela si riaffaccia e mi ritrovo ancora disponibile ad attendere che il sabato tutto finalmente riprenda regalandoci un gruppo per lo meno all’altezza dei vertici della serie B.
Speranza quanto mai delusa. Di fronte a spalti semideserti si domina giocando quasi al torello per 45 minuti contro una squadra dimessa e senza nerbo, ma si è incapaci di infliggergli più di una rete, poi ci si fa nuovamente del male da soli a seguito di sostituzioni più o meno forzate che sembrano ancora una volta incomprensibili ed atteggiamenti rinunciatari ed auto lesivi dei singoli, anche da parte del nuovo arrivato Budel, il quale aveva giocato per il resto più che una discreta partita.
Insomma se non segnano loro e l’arbitro non riesce a dargli un rigore ci pensiamo noi a ficcare la palla nella rete di Bassi.
E si!? L’arbitro è sembrato impotente di fronte alle scarse opportunità concessegli di boicottarci ma ha saputo comunque negare un rigore dubbio a Bianchi e soprattutto costruire una vera e propria invenzione di ammonizione ad Ogbonna, eliminandolo dal gioco per Crotone. Nuovamente niente di nuovo sotto il sole. Perdiamo l’ennesima ghiotta occasione di accorciare un po’ la distanza dalle “predestinate”. Ad allietare il fine settimana solo la ripresa del cammino positivo della primavera e delle giovanili, una delle poche certezze di questo nostro Toro sgangherato e bistrattato. 
Ma lasciatemi dire che la sfiga, spesso da me evocata più per vezzo che per convinzione, nella nostra storia c’entra poco o nulla.
Se ad esempio il 17 Marzo, festa Nazionale per il 2011, a Torino si svolgeranno le più importanti  commemorazioni in quanto, volenti o nolenti, questa è stata la prima ( ed unica seria ) capitale d’Italia, ma come sempre le istituzioni, nonostante le promesse sul Fila, di commemorazioni per il Grande Torino non ne parlano, non è questione di sfiga!
Se per ogni cosa di legittima spettanza al Toro e ai suoi tifosi, bisogna lottare a lungo solo per evitare che venga definitivamente messa nel dimenticatoio, vedi il Fila, non è questione di sfiga!
E se per ogni piccolo o grande tentativo di fare qualcosa di utile per un “Toro di tutti”, a muoversi sono sempre i soliti pochi, per di più spesso anche “un pelino” divisi tra loro, non è questione di sfiga!
Che fare?  Continueremo a provarci ma sarà dura in questa stupenda capitale, ingrigita nel tempo dai poteri gobbi dove l’orgoglio granata sta perdendo colore, calore e costruttiva unità.
 

* presidente Toro Club CTO “C. Sala

http://www.torinoclubcto.com
http://www.toromio.net  
   

(foto M.Dreosti)

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