Toro, a San Siro l’impresa più insperata

Toro, a San Siro l’impresa più insperata

DIAMO I NUMERI / Vittoria a Milano contro l’Inter dopo 27 anni, due successi di fila in trasferta dopo quasi 20

di Giacomo Zanetello

Il Toro sa ancora stupire e regalare emozioni uniche quando ormai la partita sta volgendo al termine. A Milano è arrivata una vittoria che ha dell’incredibile, non tanto per lo spessore dell’avversaria – nettamente superiore alla formazione granata, ma negli ultimi anni decisamente in difficoltà – quanto per la maniera in cui è arrivata e per la storia recente (ma nemmeno troppo) dei confronti tra il Toro e la squadra del Biscione.

27 ANNI DI ATTESA – Il Torino non batteva infatti l’Inter a San Siro in campionato dal febbraio del 1988, anche in quel caso per 1-0, con rete su rigore di Cravero. Più in generale, per trovare una vittoria granata contro i nerazzurri bisogna andare al febbraio del 1994, quasi 21 anni fa, 2-0 in casa con gol di Poggi e Cois. Da allora, erano arrivate 15 sconfitte e sei pareggi in 21 sfide di campionato con i milanesi, prima del clamoroso successo di ieri. Inoltre – incredibile ma vero – era dall’aprile 1995 che i granata non vincevano due trasferte di fila in Serie A: sono passati quasi vent’anni.

LA SCOSSA DEL DERBY – Il Toro sembra essersi rialzato, dopo un avvio di stagione a dir poco difficoltoso. Ora la squadra di Ventura è imbattuta da sette giornate: ultima sconfitta il 30 novembre, nel derby perso all’ultimo secondo contro la Juventus. Sembra essere arrivata proprio da lì la scossa, dal gol di Bruno Peres che ha riacceso le speranze e portato i granata ad un passo dall’impresa. Impresa che ieri è arrivata.

DIFENSORI GOLEADOR – Dove non riescono gli attaccanti, ecco che arriva l’aiuto del resto della squadra. Ancora una volta infatti, il gol decisivo è arrivato dal reparto arretrato. Otto delle 17 marcature granata sono state firmate dai difensori: il 47%, la più alta percentuale in questo campionato.

TATTICA ATTENDISTA – Fin dal primo minuto la tattica scelta da Ventura era ben chiara: tutti chiusi dietro, lasciando il gioco nelle mani dei nerazzurri, per poi attendere qualche occasione per fare male, in ripartenza o su palla inattiva. 30% di possesso palla e due soli tiri nello specchio sono dati che raccontano molto di questo match. Va sottolineato però il buon apporto di Maxi Lopez: entrato al 58′, l’argentino ha mandato due volte i compagni al tiro, trovando anche l’assist vincente per il gol di Moretti che ha deciso la partita. Maxi si sta mostrando un buon punto di riferimento per l’attacco granata: un giocatore che può segnare ma che sa anche sostenere l’attacco con sponde per i compagni o tenendo palla per far salire la squadra. Che Quagliarella abbia trovato il compagno giusto per valorizzare al meglio le proprie qualità?

(I dati utilizzati in questo articolo sono forniti da Opta)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy