Immobile, Graziani ed i maledetti ultimi minuti

Immobile, Graziani ed i maledetti ultimi minuti

El bigote de Martin Vazquez / Il bomber del Torino arriva a quota 20 gol: non succedeva dai tempi di Ciccio Graziani. Al Toro restano quattro partite per vincere la sorte avversa

di Redazione Toro News

Il 19 Aprile 1975 Graziani esordiva con la maglia azzurra dell’Italia. Lo stesso giorno, 39 anni dopo, Ciro Immobile, fresco di convocazione in Nazionale, ha segnato il suo ventesimo gol in granata. Cifre che, in una stagione sola, nessuno raggiungeva al Toro in serie A dai tempi di Francesco Graziani, stagione 1976/1977: con le sue 21 reti segnate nell’anno successivo all’ultimo scudetto. Il bomber napoletano di oggi, col granata addosso, guarda negli occhi sia il prossimo Mondiale sia il titolo di capocannoniere.

Similmente al Ciccio dell’epoca, anche l’Immobile è un biglietto vincente, il passaporto di Ventura per l’Europa grazie ai suoi gol d’oro puro. Contro la Lazio il suo gol all’84’ sembrava sufficiente per chiudere la partita e vincere, tre punti che avrebbero lanciato il Toro al sesto posto a pari punti con Parma e Milan. Ma no. Il solito peccato degli ultimi e maledetti minuti. Ancora una volta, come contro il Milan alla 3ª giornata, contro la Samp alla 7ª, a Cagliari nella 12ª, contro il Napoli nella 28ª e con la Roma due partite dopo, è successo anche nella capitale. Nove punti che sono sfuggiti per sempre negli ultimi 5′ di gioco con i quali il Toro si ritroverebbe vicino all’Inter e davanti alla Fiorentina in classifica, con il pass per l’Europa quasi assicurato.

La fortuna si sta impegnando ad essere crudele con il Torino, ma i granata sanno affrontare qualsiasi colpo basso come i migliori pugili superando le avversità senza mai cadere al tappeto: è scritto del dna del Toro. Con Ciro Immobile che sta vivendo un momento sportivo strepitoso e anche con un Alessio Cerci motivato e fondamentale per la squadra – contro la Lazio è mancata la sua presenza e soprattutto la sua qualità per guidare i contropiedi – le quattro partite rimanenti saranno cruciali: il sogno è solamente a due punti di distanza e ma è davvero molto vicino. Così tanto che, a volte, si può quasi toccare.

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