Italia spenta e maleducata: deve finire il “Balocentrismo”

Granatina / Accettare la sconfitta e fare un bagno di umiltà

di Roberta Picco

Tra la miriade di chiacchiere e critiche di questi giorni, non potevo non dire la mia: non sono nessuno, ma spero di interpretare il pensiero di noi comuni mortali rimasti esterrefatti e arrabbiati di fronte allo schermo.

Partiamo dal presupposto che inizio ad avere la nausea per il continuo parlare di Balotelli: chi lo critica, chi lo difende, non se ne può più. Secondo il mio umile parere, è solo maleducato e sopravvaluto, tutto ruota intorno a lui e se ci pensiamo, non sappiamo nemmeno perché. Sono ormai anni che non fa stagioni indimenticabili o prodezze ineguagliabili. È tramontato, disinteressato: guardiamo i fatti, accidenti!

Hanno ragione i vari senatori azzurri, Buffon, Pirlo, De Rossi, Barzagli: si deve ripartire con una nuova squadra, con un cambio generazionale, come è giusto che sia. Ma per questo ci vuole la testa sul collo. Non servono personaggi, ma uomini professionisti.

Ciò che mi spiace, è che in tutto questo non si è ammesso che non eravamo all’altezza. Non si è ammesso che abbiamo portato giocatori inadatti, come Cassano, Thiago Motta, Paletta e altri, e non si sono portati certe sicurezze come Toni o Rossi. Si parla sempre dei soliti nomi: perché non si parla anche di chi, nonostante tutto, ha fatto bene? No, subito a dare la colpa all’arbitro, al cannibale Suarez, senza fare un esamino di coscienza. L’importante è guardare quanto ci mette Balo a tornare in campo dopo l’intervallo, o controllare se piange, quando ci sono altri che probabilmente hanno pianto, ma elegantemente, lontano dalle telecamere. Oppure si parla di che colore si fa i capelli o cosa twitta.

L’italia non è Balotelli. L’italia è Buffon, è Sirigu; l’ Italia è Darmian, è Verratti; l’Italia è Pirlo, De Rossi; l’italia è Immobile, è Cerci; l’Italia è Barzagli, Marchisio. L’Italia siamo tutti noi che forse un po’ ci credevamo, di fronte a uno schermo, in salotto o nelle piazze: il viso dipinto con il tricolore e la maglia azzurra.

Eppure sembra che ci sia solo Balotelli, che si arrampica sui vetri parlando di fratellanza quando è il primo a non fare gruppo e scappare dagli spogliatoi. Inoltre, caro Mario Balotelli, nessuno, a parte qualche ignorante, ha mai detto che tu non sei italiano, anzi, ne sei uno dei simboli ormai, ed è questo ci fa più arrabbiare, perchè trasmetti di noi un’immagine brutta, svogliata, maleducata. E sai, forse è anche vero, come dici tu, che hai dato tutto in campo, ma se quello è il tuo tutto, beh, non basta, non per un mondiale. Ora non voglio più parlare di te, non meriti tutta questa visibilità, ci sono molti altri giocatori, più professionisti e meno personaggi che la meritano più di te.

Quindi, Italia fuori: giusto così, non eravamo all’altezza. Stiamo cambiando la squadra, dobbiamo cercare uomini veri e lasciare a casa le prime donne, isteriche.

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