Benassi e Martinez: al Toro i giovani sono tutti uguali?

Benassi e Martinez: al Toro i giovani sono tutti uguali?

Il Granata della Porta Accanto/ L’ex interista gode della fiducia di Ventura, il venezuelano fatica a trovare spazio: solo questione di “conoscenze”?

di Alessandro Costantino

Non comincerò questo GPA parlando dei giovani della “cantera” granata, cioè di quei ragazzi che facendo davvero la trafila delle giovanili compiono il salto diretto dalla Primavera alla Prima Squadra: è un argomento troppo vasto e troppo difficile per affrontarlo e sezionarlo in questa rubrica. E poi tranne Ogbonna, nell’ultimo decennio a stento si conta appena qualcuno che abbia esordito tra i “grandi” (l’ultimo credo sia stato Diop), per cui ci sarebbe molto da dire in proposito…

Quello che, invece, voglio fare è pormi alcune domande sulla generica politica dei giovani tenuta dal Torino negli ultimi anni, diciamo da quando in panchina siede Ventura, prendendo spunto dalla rosa di quest’anno. Nell’ultimo calcio mercato il Torino ha comprato parecchie giovani promesse come Jansson, Martinez, Gaston Silva e Benassi (in realtà a metà con l’Inter) più altri calciatori che, sebbene non più giovanissimi, (Sanchez Mino, Bruno Peres, Ruben Perez) non sono ancora del tutto esplosi. Una condotta di mercato che ha trovato la stragrande maggioranza dei tifosi del Toro più che soddisfatti perché, in effetti, mai come quest’anno è stata riconosciuta alla società la voglia di far venire alla luce talenti con le potenzialità per sbocciare definitivamente in maglia granata.

Fin qui tutto giusto e tutto condivisibile. Come spesso accade in una stagione c’è chi parte forte e gioca tanto e bene e chi fa le cose maggiormente al rallentatore e fatica a trovare spazio. Benassi, di questo drappello, è quello che pare godere più degli altri della considerazione di Ventura, mentre quello con meno minuti nelle gambe è l’uruguayano Gaston Silva. Jansson ha fatto bene tutte le volte in cui è stato chiamato in causa, al contrario Martinez ha dimostrato grandi doti ma finora ha giocato pochissimo e non è ancora riuscito a dare continuità alle giocate che pare avere nelle sue corde. Non ne farò una questione personale legata alle simpatie o alle antipatie personali del mister, se così, sbagliando, posso definirle, anche perché sinceramente credo che un allenatore mandi in campo i suoi giocatori basandosi quasi esclusivamente su valutazioni tecnico tattiche e non di natura personale. Ventura stesso, sollecitato in merito durante la conferenza stampa pre Helsinki, ha spiegato che Martinez, a differenza di Benassi, non è abituato al calcio italiano e che pertanto prima di trovare il giusto spazio avrebbe dovuto migliorare ancora molto. Sulla carta un discorso che non fa una piega, ma io mi chiedo: davvero Benassi merita di giocare più di Martinez? Lungi da me voler criticare il giovane che l’anno scorso a Livorno si è ritagliato un buon minutaggio (in una squadra che però è retrocessa…), ma io finora non ho visto doti fuori dal comune in questo giovane centrocampista. Sicuramente è un ragazzo che si applica e cerca di assecondare al meglio le consegne tattiche del mister, ma se bastasse questo per essere un giocatore da serie A allora lo sarei anch’io!

Al di là delle battute, ciò che non mi torna è che un talento più “appariscente” come quello di Martinez sia al momento meno sfruttato a vantaggio (in un ruolo diverso, ovviamente) della mediocre continuità di Benassi. Se la carriera di un giocatore passasse per l’applicazione delle direttive degli allenatori, un Ibrahimovic starebbe ancora giocando nella Primavera del Malmoe, per dirne una… Il ruolo di Benassi nel modulo di Ventura presuppone sì la capacità di dare equilibrio al centrocampo ripiegando diligentemente in difesa quando gli avversari attaccano, ma anche un po’ di inventiva e di brillantezza negli inserimenti offensivi quando la squadra attacca. E finora quest’ultima è mancata al giovane Benassi. Al contrario Martinez, che ha nelle corde la giocata in velocità e la capacità di saltare l’uomo portando scompiglio nella difesa avversaria, probabilmente non gioca perché non ha la capacità di essere anche un po’ “mediano” come lo era Meggiorini.

Ovviamente io mi auguro che entrambi da qui a maggio esplodano con la maglia granata addosso, però mi piacerebbe pensare che se il nostro vivaio non è in grado di produrre giocatori sufficientemente talentuosi per la serie A (ma uno potrebbe essere in futuro Parigini) almeno che i giovani che si prendono vengano acquistati per farne uscir fuori il grande talento che altre squadre non hanno saputo vedere. Lo so, il calcio è pieno di Martinez che alla fine non sono esplosi, però in Italia il livello si è abbassato anche perché a star dietro ai tatticismi esasperati sono emersi tanti Benassi: forse è arrivato il momento di compiere una svolta storica, nel nostro Paese ed anche un po’ al Toro…

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