Dal quarto al decimo posto: un finale di stagione apertissimo per il Toro

Dal quarto al decimo posto: un finale di stagione apertissimo per il Toro

Il Granata della Porta Accanto / In soli 180 minuti ci si gioca piazzamenti molto diversi, ma che non cambiano il senso di un’annata finalmente da protagonisti

di Alessandro Costantino

Come sempre accade nel corso della vita, al di là della propria filosofia, al di là dei percorsi che uno segue e al di là delle buone intenzioni che uno ha o degli obbiettivi che si prefissa, arriva un momento in cui si fanno i conti e i fatti nudi e crudi prendono il sopravvento su ogni altro tipo di valutazione.
Torino-Parma è per il Toro di Ventura proprio uno di quei momenti.

Non conta più il percorso di crescita che ha portato avanti Ventura, non conta più la soddisfazione per la stagione straordinaria, non conta più l’essere andati spesso oltre i propri limiti: alla fine di Torino-Parma quello che conterà sarà solo il risultato perchè sarà stato determinante ai fini del raggiungimento di un obbiettivo, l’Europa League, insperato ed inaspettato quanto si vuole, ma tuttora assolutamente alla portata. E’ da giorni che penso alla sfida coi ducali e per quanto mi sforzi di vederla sotto una luce diversa, di trovarle dei significati alternativi, di derubricarla a partita “normale”, giungo sempre alla conclusione che al novantesimo conterà solo il risultato finale. E’ la cruda e scomoda realtà perchè il segno in schedina dirà chi andrà avanti e chi, sportivamente parlando, “morirà”.

Come può una stagione che ha dell’incredibile trasformarsi in un’apoteosi totale o in una tremenda delusione in appena due partite?

Può perché lo scontro di domenica non concederà seconde chance a nessuno, nè a noi, nè al Parma, sia in caso di pareggio che in caso di sconfitta. Per i malpensanti il copione sembra già scritto per favorire una certa squadra milanese che con 6 punti e sfruttando lo scontro “fratricida” andrebbe in Europa quasi “di diritto”. Ma i cattivi pensieri in questo momento in cui le sorti granata dipendono unicamente dalla squadra è meglio lasciarli fuori. Ed a pensarci bene sembra quasi assurdo, invece, che con due nostre vittorie ed un paio di risultati favorevoli tipo la Lazio che sbanca San Siro e la viola che perde a Livorno (improbabile, certo, così come lo era anche che il Sassuolo vincesse a Firenze…) si possa addirittura finire quarti! Ma ci rendiamo conto? Esiste anche una reale possibilità di arrivare quarti!

Un sogno inimmaginabile fino ad un mese fa, ma anche l’altra faccia di un potenziale incubo: la crudeltà di questo finale di stagione è talmente elevata, infatti, che con due sconfitte nelle ultime due partite il Toro potrebbe chiudere al decimo posto. Non male se lo raffrontiamo all’obbiettivo di inizio stagione (parte sinistra della classifica), un po’ meno entusiasmante se consideriamo che a due turni dal termine si è sesti in solitaria…

E allora prepariamoci ad affrontare due bestie nere come Cassano ed Amauri con la consapevolezza che il risultato inciderà in un senso o nell’altro sul giudizio dell’intero campionato dei granata: da ottimo a galattico, il ventaglio degli aggettivi, purtroppo o per fortuna, è ancora apertissimo.

Ma in fondo che bello è stare sulle spine in questa maniera?!? Va a finire che si rischia anche di farci l’abitudine…

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