Toro, ancora in mezzo al guado…

Toro, ancora in mezzo al guado…

Il Granata Della Porta Accanto / Torna la rubrica di Alessandro Costantino: “Manca un obiettivo che catalizzi gli sforzi di tutti e parametrizzi l’impegno e la soddisfazione”

di Alessandro Costantino

Ho pensato molto alla situazione attuale del Torino e l’unica metafora che mi è venuta in mente per rendere al meglio la realtà che si sta vivendo è proprio quella di qualcuno che cerca di attraversare un guado e ne è bloccato in mezzo. L’espressione “trovarsi in mezzo al guado” in italiano è definita, in senso figurato, come “l’essere in una situazione di transizione, che presenta molte incognite” ed in effetti pare calzare molto a pennello con il momento che attraversa il Torino, squadra che, arrivati ad un terzo di campionato, non ha ancora saputo collocarsi in una precisa gerarchia nella classifica di Serie A. Mazzarri e i suoi giocatori alternano momenti esaltanti (non tantissimi purtroppo…) tipo la partita di Genova con la Samp, quella con la Fiorentina o il secondo tempo di San Siro con l’Inter ad altri deprimenti (pochi anche questi, specialmente le partite in case con Napoli e Parma), mentre il resto, cioè il grosso delle prestazioni, è composto da uno sfoggio di mediocrità nella quale si scorgono potenziali notevoli che però fanno fatica a venire fuori.

La maggior parte dei commentatori sportivi continua a stupirsi che il Torino veleggi nell’anonimato del centro classifica quando da più parti era accreditato per un solido percorso a ridosso delle prime 5-6 della classe. Eppure questo salto di rendimento non si riesce a compiere e l’elenco delle occasioni perse comincia preoccupantemente ad ingrossarsi. Continuiamo a ripeterci il mantra che il sesto posto dista solo due punti e che i giochi si faranno da marzo in avanti perché il buon senso ci spinge dire così, eppure nessuno di noi è veramente soddisfatto del rendimento di questa squadra. Mancano i gol di Belotti, mancano i cross dagli esterni, manca la capacità di verticalizzare l’azione, manca l’apporto decisivo di certi acquisti pesanti (Zaza e Soriano), manca la mentalità vincente che ti fa fare tre punti su certi campi magari giocando pure peggio degli avversari, mancano dei punti per colpa delle decisioni arbitrali, mancano dei punti per dei gol da noi regalati, manca un po’ di fortuna (ma non è una novità), manca un modulo che faccia rendere al meglio i giocatori che abbiamo o mancano i giocatori per fare il modulo che ha in testa il mister e, ultimo ma non meno importante, manca un obiettivo dichiarato verso il quale tutti, dalla società ai giocatori, dovrebbero tendere con ogni stilla delle proprie energie fisiche e mentali.

Perché alla fine possiamo discutere di tecnica di tattica, di campi pesanti, di giocatori infortunati, di vento avverso o di sottovalutazione dell’avversario, ma la determinazione, quella feroce che ti fa dare il 101%, non deriva in fondo da quanto si è più o meno focalizzati su di un obiettivo? Siamo nel 2018 e nel mondo del calcio ancora si parla di scaramanzia, ci rendiamo conto? Nessuno dice che il Toro DEVE lottare fino al 95’ minuto della trentottesima giornata di campionato per conquistarsi un posto nelle prossime coppe europee e ciò solo perché, detto brutalmente, porta sfiga. Pazzesco… Vorrei vedere Cairo presentarsi all’assemblea degli azionisti di RCS e dire che gli obiettivi economici del gruppo per il 2019 non può rivelarli perché dirlo apertamente porta sfiga e mette pressione ai dipendenti. Lo prenderebbero per matto, come minimo. Eppure, fatte le proporzioni, nel Toro accade questo. Come farebbe un manager a concentrarsi realmente su un obiettivo se non avesse l’esatta percezione di quanto “misura” tale obiettivo o, peggio ancora, se gli dicessero: tu lavora bene poi vediamo a fine anno a che punto siamo. Come farebbe a regolare l’asticella del suo sforzo e del suo impegno?

Pareggiare a Cagliari è positivo? In valore assoluto sì, non è male, ma in valore relativo, se il tuo obiettivo è arrivare sesto, può essere un risultato che ti fa pensare maggiormente di aver perso due punti piuttosto che averne guadagnato uno. È così che funzionano gli obiettivi: parametrizzano il livello della prestazione e della conseguente soddisfazione.

Il Torino non sta andando male, ma a mio parere resta in mezzo al guado. Che, senza l’obiettivo dichiarato di attraversare il fiume per arrivare sull’altra sponda, può essere un posto neanche tanto male in cui stare…


Da tempo opinionista di Toro News, do voce al tifoso della porta accanto che c’è in ognuno di noi. Laureato in Economia, scrivere è sempre stata la mia passione anche se non è mai diventato il mio lavoro. Tifoso del Toro fino al midollo, ottimista ad oltranza, nella vita meglio un tackle di un colpo di tacco. Motto: non è finita finchè non è finita.

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  1. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

    Le chiacchiere, come sempre, stanno a zero, ed i fatti, ben 14 anni di fatti, dicono che il guado è l’obiettivo per raggiungere tanti altri obiettivi, quelli che tutti noi conosciamo fin troppo bene. Mi ricorda uno straordinario scetch con Corrado Guzzanti che imitava Prodi che stava nel centro, fermo sulla pensilina di una stazione ferroviaria, fermo è immutabile al passare delle stagioni, qualunque cosa accadesse. Ecco un’altra bella metafora che incarna l’essenza della cairese fc!

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  2. SiculoGranataSempre - 9 mesi fa

    user-13758358 ha ragione. Le conferenze stampa non sono assemblee degli azionisti. L’obiettivo se lo sono dati. Sono certo. È invece l’organizzazione per raggiungerlo che forse è sbagliato. Ammetto che avevo tanta fiducia in Zaza e Soriano appena acquistati. Ma prima dell’inizio del mercato a proposito delle voci su Zaza, Balotelli scrissi qui che non mi fidavo tanto dell’impegno e senso di appartenenza al Toro che giocatori di quel tipo potevano dare. Forse desiderosi solo di rientrare in Italia con ottimi ingaggi. Con giovani anche stranieri ma che hanno ancora tutto da dimostrare forse si ottengono risultati migliori. E infatti Aina e Meité lo hanno dimostrato. Spero di sbagliare ma i due acquisti in extremis e più costosi sono un flop.

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    1. Marchese del Grillo - 9 mesi fa

      È una vita che ci barcameniamo tra bolliti e decotti da un lato e giovani scommesse dall’altro. A volte ci prendi con gli uni, a volte con gli altri, ma questo continuo andazzo di voler costrire la bambola di patchwork, e non una bella bambola di porcellana, ci colloca esattamente dove siamo.

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  3. user-13658280 - 9 mesi fa

    io sarò piu positivo quando vedrò cercare di far entrare in forma uno come zaza ke x me è sprecato sempre in panca, avesse giocato lui tutte la partite avremmo qualke punto in piu

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  4. user-13758358 - 9 mesi fa

    ma secondo voi, il fatto di non aver dichiarato pubblicamente l’obiettivo, corrisponde al fatto che neanche tra società e squadra se lo siano dato? x me no…
    mimmobg

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  5. maxxvigg1968 - 9 mesi fa

    mi permetto di integrare l’ultima frase

    “Il Torino non sta andando male, ma a mio parere resta in mezzo al guado. Che, senza l’obiettivo dichiarato di attraversare il fiume per arrivare sull’altra sponda, può essere un posto neanche tanto male in cui stare… ”

    forse in mezzo al guado, è proprio il posto (non dichiarabile x ovvi motivi) dove questa dirigenza vuole stare – cosi può tranquillamente continuare il (ricco) business che prevede il lancio di nuove giovani promesse e il recupero di antichi leoni
    per i risultati sportivi ….. si prega di ripassare

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  6. Granatissimo1973 - 9 mesi fa

    speriamo che la D di guado non divenga una N…

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