Toro, tre buoni motivi per rimanere coi piedi per terra

Toro, tre buoni motivi per rimanere coi piedi per terra

Il Granata della Porta Accanto / Ottimo esordio in Europa ed entusiasmo nell’ambiente, ma alcune situazioni rischiano di minare la tranquillità dei granata…

di Alessandro Costantino

Superato senza affanni il preliminare di Europa League, il Torino si può concentrare ora sulla doppia sfida playoff per centrare quello che è il primo grande obbiettivo della stagione granata: accedere alla fase a gironi di quella che una volta era chiamata Coppa Uefa, affrontando il prossimo ostacolo, i croati dell’RNK Split (andata a Spalato il prossimo 21 agosto, ritorno a Torino il 28 agosto). Gli ultimi tre anni sotto la guida di Ventura hanno riacceso la fiammella dell’entusiasmo nel popolo granata e lo stadio pieno di giovedì sera contro i modesti svedesi del Brommapojkarna ne è la più lampante dimostrazione.  Un Toro forza nove che viaggia a gonfie vele dentro e fuori dal campo, quindi.

Ci sarebbe di che volare con la fantasia visto anche che l’opera di miglioramento e di consolidamento messa in atto nell’ultimo triennio da Ventura e Petrachi, con l’avvallo e la delega piena ad operare finalmente concessa da Cairo, ha ridato dignità e sostanza al club granata. Ma se il quadro è finalmente a tinte forti, chiaro e luminoso come non mai, anche in casa Toro ci sono alcune situazioni che potrebbero incidere negativamente sulla vita del club, qualche buon motivo per non lodarsi troppo e rimanere saggiamente coi piedi ben saldati a terra.

Innanzitutto a tenere i tifosi granata col fiato sospeso c’è la situazione di Alessio Cerci che non si è ancora ben capito se partirà o farà una scelta di vita rinnovando con il Toro ed entrando nella storia di questa società. Al momento è tutto molto fluido e le possibilità che resti sono praticamente le stesse che vada via. L’ambiente si augura di trattenere il giocatore, ma di fronte ad offerte economiche irrinunciabili è chiaro che il divorzio si consumerebbe consensualmente ed inevitabilmente. Io trovo che più avanti si va con questa storia e più il Torino rischia di ritrovarsi il cerino acceso in mano e nella scomoda posizione poi di chi deve setacciare il mercato a tutti i costi con peraltro pochissime speranze di trovare un altro Cerci. Sfumato Ferreyra, più ci si avvicina al 31 agosto e meno calciatori disponibili ci saranno cosicchè risulterà più difficile puntare su un elemento che abbia qualità sufficiente a non far rimpiangere l’Henry di Valmontone.

In secondo luogo le questioni Sanchez Mino e Bruno Peres non sono state al momento gestite nel migliore dei modi essendo, a causa del mancato tesseramento, i due giocatori membri fantasma della truppa di Ventura. Il secondo in particolare preoccupa perchè oltre a dover sopportare questa situazione kafkiana ha avuto anche una fastidiosa tendinite che ne ha bloccato l’inserimento tattico a pieno ritmo coi compagni di squadra. Qualche malelingua si chiederebbe perchè se il maggior indiziato a liberare il posto da extracomunitario a Bruno Peres era Rodriguez, “El Pelado” sia stato venduto al Verona andando di fatto a rinforzare una rivale senza contribuire al raggiungimento dell’obbiettivo…. Misteri del calcio mercato! La situazione dei due sudamericani tra passaporto e status da extracomunitario sembra, vista dall’esterno, una ciambella non riuscita col buco e apre il fianco a critiche, oltretutto motivate, a chi era responsabile nel gestire questa situazione.

In terzo luogo pur avendo fatto un mercato chirurgico e ben bilanciato, al momento solo i “veterani” Molinaro e Nocerino sembrano poter essere in grado di inserirsi al meglio nel telaio della squadra dell’anno scorso. Quagliarella si potrà valutare quando raggiungerà uno stato di forma pari a quello dei compagni mentre quasi tutti gli altri giocatori acquistati sembrano più validi rincalzi che potenziali titolari. Ovviamente la stagione è lunga e, se come tutti ci auguriamo, il Toro lotterà su tre fronti, tutti torneranno utili alla causa. Di tutti i reparti quello più fragile al momento appare l’attacco: la coppia Quagliarella-Cerci potrebbe anche far sognare ma è una coppia solo sulla carta. Martinez è la scommessa più grande, per qualità e per entità dell’investimento fatto su di lui, mentre Larrondo e Barreto, positivi contro gli svedesi, possono sparigliare le carte nelle scelte di Ventura solo se inizieranno ad essere davvero letali sotto porta, cosa che negli ultimi anni della loro carriera non gli è riuscito molto…

Pertanto l’entusiasmo dell’inizio di questa stagione non tragga in inganno nessuno. C’è ancora molto da fare in casa Toro, soprattutto se il playoff dovesse andare e bene e il Toro si trovasse nei gironi di Europa League a settembre. Ripetere l’annata dell’anno scorso è un must ed è fondamentale per non interrompere questo meraviglioso percorso di crescita che ha riportato tutti noi tifosi a sognare nuovamente in grande stile.

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