Avevamo il vento contro

Avevamo il vento contro

Il Toro nella testa / Torna la rubrica del nostro Marco Cassardo: “Avevamo il vento contro, peccato”

di Marco Cassardo

Avevamo il vento contro, peccato. Il vento misto a pioggia che si è abbattuto ieri sulla Sardegna ci ha impedito di far fluire il nostro gioco spumeggiante e di sconfiggere il Cagliari. Lo avremmo meritato. Come ha detto Frustalupi a fine partita, abbiamo dominato. Se non abbiamo vinto è soltanto per le condizioni meteo avverse e per il destino baro che ha fatto sì che Cragno facesse due parate. Anche il presidente Cairo e Mazzarri (a proposito, auguri sinceri di pronta guarigione!) si sono detti soddisfatti, il risultato ci sta stretto.

D’altronde non si può sempre vincere; quest’anno abbiamo già spezzato le reni alle corazzate Spal, Chievo, Frosinone e Samp (tutte squadre saldamente ancorate dal dodicesimo all’ultimo posto) e stiamo blindando il decimo posto grazie a pareggi contro squadre della levatura di Udinese, Bologna e Cagliari; lamentarsi sarebbe da irresponsabili.

Ebbene sì, sto provando a sdrammatizzare l’ennesima prestazione da premio Nobel del masochismo messa in scena dai nostri ragazzi. Siamo soltanto a fine novembre e sono già cinque le occasioni in cui siamo riusciti a martellarci i testicoli con un’applicazione e una determinazione tali da fare invidia a un maestro di arti marziali. È la quinta volta che ci viene offerta su un piatto d’argento la possibilità di entrare in zona Europa League, ed è la quinta volta che la dilapidiamo preferendo stare a cuccia nel ventre molle del centro classifica. Abbiamo avuto la possibilità di spiccare il volo prima di Udine (furto subito, nessun tiro in porta, pareggio finale), prima di Bologna (pareggio finale facendoci rimontare due gol in modo pornografico), prima di Torino-Fiorentina (pareggio con buona prestazione ma regalo iniziale), prima di Torino-Parma (sconfitta con prestazione immonda), appunto ieri (pareggio con sessanta minuti di narcolessia)

In psicoanalisi la malattia del Torino si chiama “Coazione a ripetere”. Di cosa si tratta? Della tendenza incoercibile, del tutto inconscia, a porsi in situazioni penose o dolorose, senza rendersi conto di averle attivamente determinate, né del fatto che si tratta della ripetizione di vecchie esperienze. L’enciclopedia Treccani ne dà anche una descrizione clinica: “Nella vita di tutti i giorni alcuni individui si trovano a vivere, più e più volte, situazioni sostanzialmente simili, spiacevoli, frustranti. Assolutamente inconsapevoli del proprio ruolo attivo nel determinare gli eventi che li colpiscono, costoro si sentono vittime del destino e addirittura perseguitati dalla cattiva sorte. In alcuni disturbi del carattere, la coazione a ripetere si esprime attraverso il bisogno reiterato di attuare comportamenti controproducenti o di stabilire rapporti fallimentari, caratterizzati da modalità relazionali sempre identiche a quelle del passato”.

Insomma, la Treccani senza saperlo ha parlato del Toro. Insomma, c’è un problema: un grave disturbo si è insinuato nella nostra identità.

Eppure c’è soddisfazione presso società, staff tecnico e squadra. Si torna al Fila, si chiudono le porte e ci si guarderà in faccia. Ecco, sì; ora, dopo avere fatto un punto su sei contro Parma e Cagliari, ci si guarderà in faccia nel silenzio degli spogliatoi e si ripartirà; il segreto è uno solo: lavorare, lavorare e lavorare. E poi, magari, giovedì sera, una nuova cena per cementare il gruppo: la squadra sta crescendo e orizzonti di gloria stanno per spalancarsi dinanzi a noi.

Eppure c’è soddisfazione anche presso i media. Tutti battono la grancassa e, chi più chi meno, si associano al coro delle pance piene: Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera e Torino Channel, per ovvi motivi, assumono toni trionfalistici; Tuttosport, da qualche tempo stranamente dimesso e “cerchiobottista”, si limita a scrivere che per l’Europa serve qualcosa in più. La Stampa? Boh, la Stampa da sempre si dedica al Toro con la stessa passione che può nutrire un adolescente per gli studi catastali.

Eppure c’è soddisfazione; la società è economicamente sana, per il secondo anno consecutivo siamo la squadra che pareggia di più e finalmente sta per essere posata la prima pietra al Robaldo, tutta roba da pelle d’oca. I tifosi no, i tifosi non sono soddisfatti, i tifosi sono esausti, hanno il fegato marcio e non sanno più che scuse inventarsi per convincere i loro figli ad accompagnarli al Grande Torino (al Fila non possono, è chiuso).


 

Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista. È l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata.

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  1. Fabio - 8 mesi fa

    Professor Cassardo, Lei che ha sempre la ricetta giusta mi può dire quali sono i calciatori che aiuta sotto l’aspetto motivazionale? Così comincio a seguirli e a valutarne la crescita. Perché certamente, se è tutto così semplice, i risultati si vedono a occhio nudo… Purtroppo Lei non svelerà mai i loro nomi, e sa perché? Non per la privacy, meno che mai per modestia: Lei lavora gratis per toronews, ma questo sito internet così letto e così seguito le regala una visibilità dunque una pubblicità notevolmente superiore a quello che sarebbe il compenso per il suo articolo. Fa benissimo a cavalcare questa onda per i suoi scopi commerciali, ci sta dal suo punto di vista. A me, se posso esprimere una modestissima opinione, dà fastidio che uno che si definisce innamorato del Toro prenda così sguaiatamente per il culo la mia squadra. Non lo accetto dalle mrd strisciate, meno che mai da un fratello. Se è davvero tale. La critica può essere anche durissima, se costruttiva. L’ironia anche feroce, se propositiva. L’irrisione fine a se stessa invece no. Serve solo a Lei, per i suoi scopi, per il suo tornaconto personale. Lei parla molto bene, scrive molto bene, e se ne approfitta. Ma questo non è giusto. Perché se fosse così facile, caro Professore, Lei sarebbe il Mental Coach di calciatori di serie A, e invece i suoi puledri di razza trottano e galoppano in B e – in maggioranza – in Lega Pro. Dunque pur con tutte le sua capacità, nonostante il suo impegno, anche i suoi risultati caro Professore sono rivedibili e migliorabili. Mi accodo all’auspicio già espresso da altri fratelli di tifo: avendone il talento e le competenze, se può non sia irridente. Chi può e sa, aiuti il nostro Toro a crescere. Parlandoci addosso diciamo sempre che il Toro siamo noi. Noi chi? Quelli che non cacciano mai un centesimo e il Toro vanno vederlo solo quando è gratis? Noi che facciamo lezioni di moralità agli altri e poi per guardarlo in tv smanettiamo su internet finché troviamo un sito che lo trasmette gratis rubando il segnale, e chissenefrega se il commento è in arabo tanto noi guardiamo solo le figure? Noi che piuttosto di comprare una maglietta originale (esistono anche con un tessuto più leggero, ma identiche a quelle utilizzate dai calciatori e costano la metà) andiamo ad arricchire gli ambulanti che ci vendono luride patacche? Noi che siamo tanto bravi a prendere per il culo tutti i nostri presidenti della storia, tutti gli allenatori, tutti i calciatori (non ne abbiamo salvato uno!!!!), salvo poi capire la realtà quando non li abbiamo più? Scusate lo sfogo, ma non se ne può più di chi sa sempre e solo aprire la bocca come se fosse lo spargiletame. Sarà anche vero che dai diamanti non nasce nulla, ma di stare sempre in mezzo alla mrd anche no. Grazie

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  2. Hagakure - 8 mesi fa

    Nessuna “Coazione a ripetere”, sig. Cassardo: l’unica “malattia” da debellare si chiama bracciamozze e i suoi “yesmen”.

    I suoi “dipendenti” (spesso scelti da lui, a partire dal DS e dall’allenatore) agiscono di conseguenza: pagati profumatamente eseguono quello che il “padrone del vapore” gli ordina (interviste post partita ed eventuali “mea culpa” compresi), anche perchè, per loro, la cairese costuisce solo una “vetrina”, una “passerella”, un passaggio obbligato verso squadre più blasonate ed ingaggi più sostanziosi (e per bracciamozze, di contro, una bella plusvalenza).

    Per tutto il resto ci pensano i giornalisti e gli opinionisiti a libro paga del suddetto bracciamozze con articoli “ad hoc”, a far vedere a tutti il “bicchiere mezzo pieno”…con buona pace dei Tifosi.

    Essere presidente del primo gruppo editoriale italiano ha i suoi vantaggi…!!!

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  3. ProfondoGranata - 8 mesi fa

    Dai, ci rifaremo contro il Sudtirol!

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  4. SiculoGranataSempre - 8 mesi fa

    Facciamo la campagna:”va bene anche 17esimi basta che giochiamo a calcio!”

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  5. ddavide69 - 8 mesi fa

    Ecco, fate così :chiudetevi da qualche parte, guardatevi in faccia e sputatevi.

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  6. SiculoGranataSempre - 8 mesi fa

    Ho letto tutti i 43 post! Che dire? Per me resta un problema di calcio. Schemi e qualità dei giocatori. Giocatori fuori ruolo almeno 3. Tattica: perché il nostro difensore centrale che ha i piedi buoni arriva a metà campo e si ferma anche quando ha ancora 10 metri di campo libero e largo? Certo Nkoulou non è Bonucci o kulibali ma perché si ferma. Stessa cosa Djidji. Solo Izzo rischia un po’ di più. Questi atteggiamenti nascono da indicazioni tattiche precise e ruoli rigidi. Cose che Mazzarri utilizza nella sua concezione di calcio. Un mio amico tifoso del Parma mi ha detto dopo aver visto la nostra partita con il Cagliari: scusa ma cosa stavate difendendo? Il decimo posto? E poi: Ma per caso Mazzarri ha paura di retrocedere? Con Zaza, Berenguer, Parigini in panchina andate a Cagliari per chiudervi? Ma per voi cosa cambia arrivare ottavi o dodicesimi? Che dire? Aveva maledettamente ragione!

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    1. Seagull'59 - 8 mesi fa

      Ho espresso anch’io la tua opinione: siccome in B non ci andremo, è ora di giocarcela SEMPRE E COMUNQUE!
      Arrivare 17mi (ultimi a salvarsi) o 7mi (fuori da tutto) sono la stessa cosa, per cui si dia un gioco, pressing, motivazioni a Vincere a questi giocatori: almeno proviamoci ad essere una squadra con cuore, orgoglio, voglia di raggiungere un risultato… a PORTE APERTE, perché con quelle chiuse abbiamo già fatto abbastanza ridere…

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  7. Conterosso - 8 mesi fa

    Tralascio le deduzioni personali del signor Cassardo; mi limito a prendere in considerazione solo i fatti esposti e cioè le partite disputate dal Toro e chiedo: è forse falso notare che noi abbiamo vinto solo con squadre del livello di Spal, Chievo, Frosinone e Samp (tutte squadre saldamente ancorate dal dodicesimo all’ultimo posto) e pareggiato contro squadre della levatura di Udinese, Bologna e Cagliari? Già solo guardando a questi, che sono fatti inconfutabili, un tifoso del Toro dovrebbe essere imbestialito da qui alla fine del campionato. E invece no, c’è chi difende questo squallore, c’è chi gonfia il petto dinanzi a tutte queste prestazioni scialbe. E sapete che c’è…? Ho capito qual’è il problema del Toro: siamo noi tifosi!! Una volta c’era il tifoso Granata che si rivelava a tutto: si è riusciti perfino a contestare Pianelli, Sergio Rossi, allenatori, calciatori… Quando mai anni addietro i gobbi di sarebbero permessi di oltraggiare Superga, di devastare più volte il Granata store ecc? Oggi invece siamo felici perfino di prestazioni come quella contro il Parma, il Cagliari, il Chievo, la Spal ecc. Anni fa questi calciatori e dirigenti non avrebbero potuto girare tranquilli per Torino, oggi invece ci coccoliamo perfino giocatori come Baselli, un fenomeno uno tranquillo, un bravo ragazzo, e tanto ci basta. Giocatori come Liajc invece oggi sono scomodi perché essendoci infighettati noi tifosi, come potremmo fare a gestire o coccolare un ragazzo un po’ fuori dalle righe? La cosa ci spaventa… Come dannatamente ci spaventa ribellarci a tutto quello che il Toro non fa e non è più!! In conseguenza a tutto ciò, è fin troppo ovvio che anche la squadra respira questo modo di pensare e di adagia inconsciamente nella mediocrità. Svegliamoci noi tifosi per primi anziché pensare che una volta è colpa dell’arbitro, un’altra di Cairo, un’altra del massaggiatore, un’altra del vento, o di plotone in opposizione….

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  8. LeoJunior - 8 mesi fa

    tutto molto condivisibile. ma vorrei condividere con tutti un altra questione. questo feticcio della partecipazione all’EL non rischia di essere effimero? ma siamo sicuri che possa essere gratificante fare preliminari o anche direttamente i gironi ma senza alcuna possibilità di passare il turno e giocarcela? ma veramente il nostro obiettivo massimo è andare a giocare in Russia, Serbia, etc. senza alcuna velleità? mah, io non credo. Continuo a pensare che in questo calcio gestito per pochi e che permetterà di vincere ai soliti noti, per cosa stiamo lottando? io continuo a pensare che dobbiamo darci traguardi diversi da quelli sportivi, o almeno non solo. Altrimenti, raggiunto quello, capiremo che era ben poca cosa. Penso che una società come la nostra debba darsi e perseguire altro. Altro per il quale poter essere orgogliosi e fieri. La tradizione e la nostra storia, a differenza di altri che non ne hanno, potrebbero aiutarci. Squadra che gioca in un certo modo e solo in quel modo. A quel punto allenatori e giocatori si cercano con quelle idee e caratteristiche. Estetica: magliette, sponsor, merchandising, etc. tutto con uno stile (vintage e pieno di storia). Tifo: no offese, inno identitario, un certo tipo di atteggiamenti, etc. Atteggiamenti: educazione, rapporti con il pubblico, etc. Giocatori che si adeguano. No social, no cuffie. Tipo di squadra: anche qui da definire. Sul modello Bilbao. Loro solo baschi. Noi potremmo fare solo giovani, solo italiani, non importa. Importa che ci sia identità. Ci sono mille modi per differenziarci e darci ns obiettivi e traguardi.
    Rincorrere una partecipazione a EL, se non lo si fa con una idea da esportare anche fuori, cosa diventa? una gita fuori porta per perdere a Kiev?

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    1. marione - 8 mesi fa

      Leo, condivido le tue osservazioni. Facciamo già figuracce in Italia, non è il caso che le esportiamo all’estero, ma il rischio non si pone, il padrone in Europa non ha alcuna intenzione di andarci. Piccolo cabotaggio e massimi risultati economici, quelli sportivi non sono nella mission di sto figuro

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  9. alrom4_125 - 8 mesi fa

    Voglio sperare che il sig. Cassardo abbia voluto fare solo dell’ironia comunque dopo aver “giocato” sulla diagnosi avrebbe dovuto farci divertire anche proponendo dei rimedi. Personalmente provo sempre a non dare giudizi basandomi su una sola gara ma questo esercizio mi manda ancora di più in crisi: 13 anni di Cairo = IL NULLA ( escludendo 1 derby ,1 E.L. scippata al Parma e forse 1 gara da incorniciare per ogni campionato disputato : un po’ poco vero? ).Ha ragione l’amico Bongiobello qui sotto : siamo sicuri che cairo ( minuscolo )abbia a cuore il Toro ? Una risposta onesta a questa domanda spiegherebbe tutto il resto ed allungherebbe la vita del nostro fegato.

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  10. Claudio70 - 8 mesi fa

    Bongiobello in Serie A tutti i giocatori usano le cuffiette e tutti usano i social, sai, non siamo più negli anni 60.

    Il nostro campionato può dirsi concluso? Allora anche quello di Atalanta, Roma, Fiorentina e Samp che hanno gli stessi nostri punti.

    Almeno pensate dieci secondi prima di scrivere cavolate..

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    1. alrom4_674 - 8 mesi fa

      Spiacente ma aggiungo le mie alle cavolate di Bongiobello & C : il campionato del Toro è finito , non ha più nulla di serio da aggiungere da qui al termine se non l’aver raggiunto la solita (dis) onorevole salvezza. Come succede da troppi anni. Forse l’hai scordato ma noi siamo il Toro non l’Atalanta ,la Samp o la Viola con tutto il rispetto ovviamente.

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  11. Bongiobello - 8 mesi fa

    Cassardo ha ragione, ma i problemi sono molteplici:
    1) siamo sicuri che Cairo abbia a cuore le vicende sportive del Toro?
    2) la dirigenza del Torino è fatta di burattini
    3) i giocatori sono tutte mezze fighette, entrano in campo con le cuffiette, si fanno i selfie prima, dopo e durante l’incontro, ma come STATE?
    4) l’allenatore ci mette del suo
    5) i tifosi sono brontoloni e sfigati
    6) anche per quest’anno il nostro campionato può dirsi concluso, con 5 giornate di anticipo rispetto agli anni passati.

    Vorrei vedere in campo degli uomini, dei lottatori che si incazzano se sbagliano un cross, e che il giorno dopo, finito l’allenamento si mettano a crossare e stoppare per due ore.

    Utopia, meglio chattare sui social.

    Ma se sono così innamorati dei social, facciano qualcosa di sociale, fate aprire il filadelfia e venite a metterci la faccia.

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    1. Il_Principe_della_Zolla - 8 mesi fa

      Ci vedo un bel po’ d’ingenuità anche solo a porla la domanda n° 1.
      Al Sig. Urbano Cairo del Toro come entità sportiva e come patrimonio culturale e affettivo non è MAI importato il proverbiale fico secco.
      La domanda n° 2 trova risposta per proprietà transitiva dalla domanda n° 1. La dirigenza è fatta di persone conformi al NON interesse che il Sig. Urbano Cairo porta al Toro. Sono li’ per gestire, senza obiettivi e senza “vision”, per fare dell’ordinaria amministrazione.
      I giocatori sono tutte fighette? No, certo che no. Ma non hanno obiettivi, se non quelli economici e i più giovani di approdare ad altri lidi per togliersi qualche soddisfazione sportiva.
      L’allenatore fa quello che puo’, cioé poco. Mazzarri è un lavoratore, ma ha idee calcistiche di vent’anni fa.
      Si’, i tifosi sono brontoloni: lasciateci almeno quello.
      Ultima la sesta. Va da sé, visti i presupposti, il nostro campionato è finito a gennaio, a cui seguiranno i consueti mesi di coma farmacologico, in attesa di tornare a sperare che il Sig. Cairo tolga il disturbo.

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  12. granata - 8 mesi fa

    Articolo molto caustico, ma non fuori dal seminato. Speriamo che l’ ufficio stampa del Torino lo faccia leggere ai dirigenti e a Mazzarri, perchè fotografa abbastanza bene l’ insofferenza che si sta allargando fra i tifosi per le prestazioni della squadra in contrasto con le dichiarazioni ottimistiche di società e certi media.
    Qualcuno qui sotto dice che manca la terapia. E allora mi permetto modestamente di dire la mia.
    Parto dal presupposto che la campagna acquisti non è stata così azzardata come quelle precedenti, la “rosa” è abbastanza buona e, vista la mediocrità dilagante di questo campionato, potenzialmente in grado di conquistarsi un posto in EL. Il primo rimedio alla situazione attuale è dunque che il nostro allenaotre smetta di essere indispettito per le scelte di mercvato della società. Abbiamo già perso troppo tempo e l’ accantonamento di giocatori come Zaza e Soriano ha avuto il risultato di renderli quasi corpi estranei al resto della squadra. Sono elementi dal curriculum importante e Mazzarri li ha immediastamente emarginati, sostenendo che stravolgevano i suoi progetti tattici. Soriano ha così finora totalmente deulso, ma è solo colpa sua?
    Ancor più grave l’ accantonamento di Zaza per gli effetti negativi che ha avuto sulla manovra d’ attacco. Che cosa ci avrebbe potuto dare lo si è visto a Cagliari nello spezzone di partita disputato: come hanno sottolineato praticamente tutti i mass media (solo Toro News nelle pagelle lo ha bocciato, per poi ricredersi nei successivi commenti) con lui il Toro ha dato segni di robusto risveglio in attacco. Sarebbe il momento di trovargli una sistemazione, sapendo che non è Cristiano Ronaldo e che qualche giornata no può anche averla. Ma sapendo che la coppia Zaza-Belotti può fare molto.
    Secondo rimedio: con l’ inserimento in pianta stabile di Zaza si deve attuare un cambiamento tattico, che non penalizzi Iago Falque, ma anzi ne sfrutti le sue doti migliori: il presidio della fascia destra, la capacità di saltare l’ avversario (senza però incapponirsi in inutili dribbling) e di convergere per tirare dal limite. Ovviamente questo comporta che un uomo di centrocampo o di difesa deve essere sacrificato per fare posto a Zaza.
    Terzo rimedio che è conseguente al precedente: dare prioprità alla fase di costruzione del gioco rispetto a quella del contenimento del gioco, soprattutto quando si incontrano avversari di caratura inferiore, come ad esempio il Cagliari.
    Sono rimedi immeditamente adottabili a patto che ci sia la volontà di avere un po’ più di cotraggio.

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    1. ProfondoGranata - 8 mesi fa

      Aggiungerei solo di dare più spazio a uno come Parigini che scalpita e sembra sapersi spendere con generosità, e anche di sacrificare qualcuno degli innumerevoli inconcludenti fraseggi per provare qualche tiro da fuori area.
      Gente come Rincon e Meitè potrebbe anche fare goal…

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  13. Maroso - 8 mesi fa

    Vedo che l’Esimio Dott. Cassardo non risponde ai miei quesiti (vedere più sotto). Certo uno come lui non si abbassa a rispondere a una persona come me. Bene, allora mi rispondo da solo, dopo essermi documentato: qualsiasi sindrome psichica non può colpire temporaneamente tutte le persone di un certo ambiente (circa 22 giocatori, allenatori e dirigenti). Non è la peste bubbonica! Quindi non esiste nessuna sindrome collettiva nel Torino passato presente e futuro che si trasmette per il solo fatto di appartenere a questa società di calcio. Basta un pò di buon senso per capirlo. Questi tipi di discorsi, a mio avviso, appartengono a quell’arte che si chiama demagogia, che impone di dire alla gente quello che la medesima vuol sentirsi dire, piuttosto che lavorare con la propria testa. Esiste però sempre una minoranza (molto risicata) che non smette mai di ragionare con la propria testa. Mi spiace per lei Dott. Cassardo, la sua resta un opinione, e come tale va rispettata, ma anche confutata, altro che ineccepibile! FVCG.

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    1. CarlosMarinelliCampobasso - 8 mesi fa

      Non servirebbe a niente , Mazzarri giustificherebbe anche uno tsunami a Zurigo ..

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    2. Granata - 8 mesi fa

      Bravo

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  14. Maroso - 8 mesi fa

    Vedo che l’Esimio Dott. Cassardo non risponde ai miei quesiti (vedere più sotto). Certo uno come lui non si abbassa a rispondere a una persona come me. Bene, allora mi rispondo da solo, dopo essermi documentato: qualsiasi sindrome psichica non può colpire temporaneamente tutte le persone di un certo ambiente (circa 22 giocatori, allenatori e dirigenti). Non è la peste bubbonica! Quindi non esiste nessuna sindrome collettiva nel Torino passato presente e futuro che si trasmette per il solo fatto di appartenere a questa società di calcio. Basta un pò di buon senso per capirlo. Questi tipi di discorsi, a mio avviso, appartengono a quell’arte che si chiama demagogia, che impone di dire alla gente quello che la medesima vuol sentirsi dire, piuttosto che lavorare con la propria testa. Esiste però sempre una minoranza (molto risicata) che non smette mai di ragionare con la propria testa. Mi spiace per lei Dott. Cassardo, la sua resta un opinione, e come tale va rispettata, ma anche confutata, altro che ineccepibile! FVCG.

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  15. Claudio70 - 8 mesi fa

    Cassardo, ma fammi il piacere.

    Sei bravissimo a criticare, tutti e tutto, quando sai benissimo che il processo di costruzione di una squadra di Serie A è un’operazione non semplice, fatta anche di errori

    Cairo è scarso, Petrachi è scarso, Mazzarri è scarso.
    Ti ricordo che io ho vissuto la gestione Cimminelli, il gioco libidine di Ventura, fatto di passaggi tra i difensori al limite della nostra area e il pericolo retrocessione in C prima che arrivasse Petrachi.

    Quindi ti consiglio di darti meno arie e provare a fare il bene del Toro, se sei un tifoso come dici.

    #SFT

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    1. granata - 8 mesi fa

      Caro Caludio70 non è tutto scarso. Anzi, rispetto a passate gestioni,la campagna acquisti ha dato segnali confortanti, con investimenti più che con cessioni. E allora perchè la squadra balbetta calcio? A questa domanda ho cercato di rspondere poco più sopra (se hai la pazienza e la voglia dsi leggere).
      Forza Toro.

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  16. fabrizio - 8 mesi fa

    a giudicare da molti commenti non mi sembra che i tifosi abbiano il fegato marcio, anzi e’ tutto grasso che cola. non vorrete per caso cimminelli o ciuccariello?

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  17. marcocalzolari - 8 mesi fa

    Vorrei far notare al Mitico Cassardo, che fior fior di squadroni, come Roma e Atalanta, hanno gli stessi nostri punti.

    E mi chiedo se ogni volta che Gasperini non vince, pensi che è perché l’Atalanta ha questa “coazione a ripetere”.

    Oppure è perché il calcio rimane un gioco, semplice, in cui incidono principalmente le qualità dei giocatori, poi ci sono anche gli avversari, c’e un terreno di gioco, ci sono arbitri e tifosi.

    E credo che tutti i giocatori scendano in campo per vincere, ma che in Serie A, categoria che purtroppo nè io, nè il sig. Cassardo abbiamo frequentato, il livello sia alto e vincere non è così semplice.

    Se il Sig. Cassardo ha la formulina magica, mi chiedo come mai non lavori al Real Madrid, a questo punto

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    1. Vanni - 8 mesi fa

      Oppure che compri lui il Toro. Classico da farsi mai mancare.
      Non ti sovviene che il Toro del nano da sempre fa cacare?

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  18. dattero - 8 mesi fa

    un anno la difesa e’ forte e viene smantellata,prima era forte l’attacco e venne trapanato,centrocampo sempre zoppo,mi sembra evidente la volonta’ di traccheggiare senza ambizioni,vendendo,quando si puo’ il ninnolo provvisorio.
    concordo con coach cassardo,aggiungo che oltre al vento,a cagliari anche saturno era contro,in opposizione a mercurio

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  19. Seagull'59 - 8 mesi fa

    STANDING OVATION!
    …peccato però sia molto, ma molto amara la soddisfazione di leggere il disfacimento della squadra del cuore…
    Mancano le fondamenta, oltre ai fondamentali a molti giocatori, lo spirito, le motivazioni, il piacere e la voglia di essere e giocare nel TORO!

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  20. Il_Principe_della_Zolla - 8 mesi fa

    “Un grave disturbo si è insinuato nella nostra identità”… il fatto è che non c’è più nessuna identità. La patologia del tifoso è quella di credere di ritrovare qualcosa del Toro in questo Torino FC, nel tempo devastato e vile dell’era cairota. Già detto in altre occasioni, non ci resta come passatempo che disquisire del (mediocre) fatto tecnico e/o tattico. Identità, spirito, risultato sportivo, ambizione: tutta roba perduta, che non ha riscontro alcuno, immolati sull’altare della mediocrità e del tornaconto personale di un presidente che non vale niente.

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  21. user-13997937 - 8 mesi fa

    granatiere, noce penserai che le dichiarazioni post partita siano spontanee?? dicono sempre le stesse, concordate cose: soddisfatti, testa alla prossima gara, lavorare, siamo a disposizione del mister ecc ecc..sono anni poi, che dopo un paio di partite giocate molto bene giochiamo molto male. La El non è un obiettivo, troppi investimenti da fare per affrontarla, altrimenti avrebbero tutti il coltello tra i denti, soprattutto in partite come Parma e Cagliari no? i punti bisogna farli con quelle…

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    1. Granat....iere di Sardegna - 8 mesi fa

      Il punto è proprio questo…Secondo me sono dichiarazioni sincere e spontanee, non di circostanza. Se fossero tali cambierebbe qualcosa da una partita all altra e invece a parte la Samp è tutto uguale. Quando meite dice che a Cagliari non ha ancora vinto nessuno è ingenuamente sincero…neanche si rende conto che l obiettivo è battere anche coloro che in casa non hanno mai perso…Quanto all Europa cairo non è uno stupido. Porta investimenti ma anche ricavi. Se ragionasse così non avrebbe acquisito La7 o rcs. Quello che manca alla squadra è la pervicace determinazione a raggiungere certi obiettivi ma se lo staff tecnico, appena ti alzi al mattino, ti dice che sei il più debole del campionato, è difficile dimostrare che così non è

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  22. Granat....iere di Sardegna - 8 mesi fa

    Secondo me tutto parte dalla testa. Una volta che tu inculchi nei giocatori l idea che ogni avversario è fortissimo e va affrontato con timore e che l importante è comunque non perdere partita ed equilibri, non puoi aspettarti granché. A Cagliari era talmente palese la superiorità che i giocatori probabilmente non hanno saputo approfittarne. Secondo me si sono detti: ma come? Ci avevano detto che il Cagliari era fortissimo e ora che facciamo? Vabbè dai l importante è non perdere…La cosa curiosa è che i giocatori del Toro sono soddisfatti del pareggio come quelli del Cagliari, con la differenza che quelli del Cagliari sono soddisfatti perché sanno di aver strappato un punto a una squadra superiore mentre i nostri sono soddisfatti per averlo strappato ad una squadra inferiore…Non so se centri la psicanalisi, so solo che continuando così dubito si farà qualcosa di importante

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    1. prawn - 8 mesi fa

      Mi piace molto questo commento perché combacia con il mio timore che Mazzarri appunto imposti tutto sulla paura degli avversari.
      Siamo passati dalla sbruffonaggine di Miha, siamo più forti, non serve difendere al, tutti sono più forti, non rischiamo, che paura.
      Atteggiamenti entrambi errati.

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      1. Granat....iere di Sardegna - 8 mesi fa

        Sicuramente Sinisa sbagliava, anche perché la convinzione sull’essere forti deve essere sostenuta da una buona struttura tattica e da una preparazione atletica adeguata. In entrambi i casi con Mazzarri si è migliorato. Tuttavia a me sono rimaste impresse le sue parole dopo il Parma: “non ho terrorizzato a sufficienza i giocatori”. E che vuol dire? Mica devono entrare terrorizzati in campo. Devono entrare in campo con la voglia di rompere il culo a qualsiasi avversario, con rispetto, ma almeno provandoci e fin dall’inizio, non a 20 minuti dalla fine quando giochi con 5 attaccanti. Io non credo ci voglia un professionista per capire che c’è il giusto compromesso tra l’umiltà e la tracotanza. Mi secca citare le merde però loro entrano in campo per battere l’avversario a prescindere, che sia più forte, che sia più debole, con una determinazione feroce. Questi elementi ti vengono dalla sicurezza nei tuoi mezzi non dalla paura dei mezzi degli altri, poi si può anche perdere ma la convinzione nei tuoi mezzi ti porta a dare il massimo sempre e comunque, altrimenti fai il tuo compitino e porti a casa il punticino. Tra l’altro la pareggite di Sinisa e quella di Mazzarri hanno origini diametralmente opposte. Sinisa attaccava in modo scriteriato e spesso e volentieri pareggiava perché si esponeva troppo, Mazzarri pareggia perché non sa affondare i colpi, non abbiamo schemi in attacco….sto iniziando a pensare che si potrebbero avere due mister: Mazzarri per la fase difensiva e Zeman per quella offensiva ah ah ah

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  23. wendok - 8 mesi fa

    come sempre, d’accordo su tutta la linea. e anche Bell articolo da un punto di vista formale.

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  24. BIRILLO - 8 mesi fa

    Quindi coazione a ripetere per la voglia di farsi male, poi mettici accanimento terapeutico nel voler far giocare a tutti costi Soriano che per ora (per ora?) è un elemento estraneo, e un pò di demenza senile nel non utilizzare costantemente i ns giovani, che peggio non possono fare e tra l’altro a costo zero e di prospettiva nella costruzione di un gruppo, finendo con la compulsività cronica, nello schierare moduli a una sola punta, da cacasotto.
    Robe da matti.

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  25. SiculoGranataSempre - 8 mesi fa

    Tralasciando e sorvolando sulle metafore di psicopatologia direi che i fatti, il contesto e gli umori dei soggetti sono corretti, quanto noti e arcinoti. Ma stiamo parlando di calcio e non di gestione di un reparto di accoglienza per persone fragili. Come dice qualcuno 22 fragili su 22 mi sembra improbabile. È solo calcio. Con i nostri esterni che erano terzini e non rischiando quelli che erano ali, senza un trequartista di ruolo vero e dai piedi vellutati non si può giocare meglio con il 3 4 1 2 o 352. Falque è un’ala destra. Con Aina, Lollo, Ansaldi devi fare il 433 senza trequartista. A sx Zaza o Parigini, Gallo al centro, Falque a dx. Problema tridente risolto. Se invece sulle fasce ai Alex Sandro e Marcelo allora puoi fare forse il 352. Ma Mazzarri che è il guru della difesa a tre lo sa. Solo che il suo mantra è non perdere. E ci riesce. Solo che con 1 vittoria ed una sconfitta si fa un punto in più di due pareggi, e qualcuno dovrebbe spiegargli che in questo campionato per noi arrivare ottavi o 12esimi non cambia nulla. Tanto vale provare a vincere sempre. Atalanta docet. Altro che psicologo!

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    1. Maroso - 8 mesi fa

      Secondo me hai ragione da vendere. Il problema è far segnare Belotti dandogli palle buone. Quindi palle “imbucate” pulite o almeno 6-7 cross ben fatti a partita; ma i cross vengono bene se le ali riescono a conquistare il fondo, aiutati dalle mezze ali, crossando teso a rientrare, non è così? Quindi, a mio avviso, è un problema di tecnica calcistica e di talento.
      FVCG

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  26. Lello66 - 8 mesi fa

    La terapia la prescrive il Dottore, in questo caso la società, ma se il dott. è un ciarlatano, propinerà sempre la ricetta sbagliata…..

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  27. robertozanabon_821 - 8 mesi fa

    Brevemente. Esistono gli episodi e molti sono il frutto della casualità. Esiste il talento, ed è il frutto di qualità individuali che determinano le capacità di espressione di qualunque attore in qualsiasi specialità e attività umana. Il talento si possiede e non si acquisisce. La fortuna è occasionale e spesso è mancata al Toro. Ma al Toro manca sopratutto il talento. Chiamiamola classe, genio o personalità. Insomma qualità. Avevamo un artista in squadra che si poteva e si doveva gestire meglio, ed ora manca l’imprevedibilita’ delle sue giocate specie nei finali di partita. Come tifoso del Toro chiedo a Babbo Natale di farci arrivare un “genietto”, un piccolo folletto che accenda la fantasia e stimoli la capacità di “imitazione” nei giocatori. È vero, la depressione è contagiosa. Ma anche l’allegria. Forza Toro.

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  28. Granatissimo1973 - 8 mesi fa

    Ok la diagnosi è ottima, ma la terapia?
    Che il Toro da 20 anni sia una pena lo sappiamo gia’, vorrei capire quali sono i rimedi, se ci sono.
    Nelle parole di Cassardo non riesco a vederli questi rimedi, vogliamo dire che fa tutto schifo e che è tanto se ci salviamo? Bene, ma non credo sia un rimedio al grigiore di questa societa’ e di questa squadra

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    1. Vanni - 8 mesi fa

      Dimenticare l’amore per cairo. Peggio di così chi c’è? Cimminelli già fatto.

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    2. Tarzan - 8 mesi fa

      Si potrebbe cominciare a chiamare in società qualcuno che sa cosa sono grinta e granatismo. Qualche nome a caso: sala, zaccarelli, Asta.

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  29. Maroso - 8 mesi fa

    Egr. Dottor Cassardo,
    Mi aiuti a capire:
    “la coazione a ripetere” è una sindrome che si può manifestare su tutti i giocatori,tecnici,dirigenti di una squadra di calcio contemporaneamente, riserve incluse, o forse è un problema psichico che può colpire alcuni individui? E’ poi possibile che sia sufficiente indossare la maglia del Torino di questi tempi per rimanerne irrimediabilmente colpiti? Mi sa dire percentualmente quanti soggetti della popolazione sportiva colpisce questa sindrome? Le sarei grato volesse rispondermi direttamente su questa rubrica in termini “ad usum delphini” non essendo psicologo o psichiatra nè io nè chi legge queste pagine (credo). La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.

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    1. Maroso - 8 mesi fa

      Aggiungo che a Cagliari si doveva e si poteva vincere, indipendentemente dagli alibi di tempo meteo sfavorevole e campo non ideale. Su questo concordo con Lei.

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  30. user-14086320 - 8 mesi fa

    Marco sei un grande, dalla prima all’ultima parola…ineccepibile!!!

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  31. granatadellabassa - 8 mesi fa

    Basta leggere il post di Izzo: “punto importante”. O quello di Parigini: “la strada è quella giusta “.
    Io dico che si può anche essere soddisfatti del buon secondo tempo ma al tempo stesso bisogna essere incazzatissimi per l’ennesima vittoria sfumata. E invece…

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  32. Simone - 8 mesi fa

    Tristemente vero.
    Geniale il paragone con gli studi catastali :-):-):-):-)

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  33. prawn - 8 mesi fa

    Vagli a dare una mano tu coach, fallo gratis, sei granata no? Facci sto favore.

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  34. tric - 8 mesi fa

    Che goduria poter scrivere ‘ste cose! che palle, leggerle!

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  35. Russcumelsang - 8 mesi fa

    “..si è particolarmente distinto..”

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  36. Russcumelsang - 8 mesi fa

    Nulla da eccepire. Concordo su tutto.
    Anzi, mi sorge sin un dubbio: andare in Europa League significherà sicuramente ricevere euro dall’UEFA…ma significa anche aumentare ingaggi, patteggiare e pagare premi, rinforzare adeguatamente la squadra, raddoppiare o quasi la rosa a disposizione (ulteriore aumento del monte ingaggi); tutte cose in cui il nostro presidente si è particolarmente in questi anni.
    Siam così sicuri che al padrone stia poi così a cuore raggiungere l’obbiettivo Europa?
    Come diceva qualcuno, a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre.
    Spero di sbagliarmi.

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    1. prawn - 8 mesi fa

      A me sembra tutto molto calcolato, e’ un gioco preciso, lo riconosco di partita in partita, i commenti sui giornali/siti sono pure molto calcolati.

      A pensar male a volte si pensa giusto.

      Fatico altrimenti a capire come mai tutti remino per il pareggio, per il nulla, per farsi fare goal.

      Altra opzione: si sono venduti le partite.

      MA giocare sempre uguale e ottenere piu’ o meno sempre gli stessi punti e’ veramente perverso, anche difficile da ottenere!

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  37. Torello_621 - 8 mesi fa

    Appropriato articolo per i menagrami, piuffurbi e anticairo che imperversano su sto sito.

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    1. Russcumelsang - 8 mesi fa

      Non sono mai stato anticairo; ma mi riesce davvero molto difficile essere entusiasta per i successi raggiunti nei suoi 10 anni di presidenza.

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  38. MONDO - 8 mesi fa

    Sante parole …. che fotografia realistica della situazione , purtroppo . Cassardo santo subito !
    Ma in società sono cosi biechi da non rendersene conto ?

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  39. user-13997937 - 8 mesi fa

    Applausi!

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