Fateci sapere cosa volete fare

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Il Toro nella Testa / Torna la rubrica di Marco Cassardo: “Non è ancora tempo di processi, ma il tempo inizia pericolosamente a stringere”

di Marco Cassardo

Non è ancora finito gennaio e siamo già fuori dalla Coppa Italia e undicesimi in campionato a 4 punti dalla settima. Abbiamo vinto 6 partite su 20, ogni domenica è una via crucis di rimpianti e alibi, le concorrenti si rinforzano sul mercato e il nostro direttore sportivo dichiara ai quattro venti che siamo a posto così, anzi, dobbiamo sfoltire la rosa. Qualcosa non torna.

Non è ancora tempo di processi, ma il tempo inizia pericolosamente a stringere: o ci diamo una svegliata nelle prossime partite o anche quest’anno saremo costretti a vivere mesi di inedia, a scannarci tra tifosi e commentare partite che non significano più nulla.

Negli sport di squadra, se gli obiettivi non sono condivisi e sussistono forti distonie tra quelli della dirigenza, dello staff tecnico e dei giocatori, è molto facile che il processo sportivo risulti fallimentare. Ad esempio, se in una società di Serie B il presidente punta ai play off, lo staff tecnico alla salvezza e i giocatori a mettersi in luce per l’anno successivo, quasi certamente si andrà incontro a un’annata negativa.

Temo che nel Torino succeda da anni qualcosa del genere. Qual è l’obiettivo di Cairo? Sicuramente all’inizio della sua gestione l’obiettivo era quello di acquisire visibilità e notorietà per incrementare la sua credibilità imprenditoriale. Obiettivo centrato: ha acquistato Rcs e La7 e, oggi, è senz’altro uno degli imprenditori italiani più conosciuti e stimati. Ma adesso? Qual è il suo obiettivo? Non è chiaro. Mi risulta difficile pensare che sia quello di vincere premi insignificanti ed essere considerato il manager italiano con la maggiore “reputation on line”. L’Europa? Sì, a parole, ma i fatti dimostrano che è un’ambizione con il freno a mano tirato, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui ogni mercato estivo è incompleto (quest’anno era palese già ad agosto che la coperta era corta e il centrocampo modesto) e ogni mercato invernale una barzelletta con protagonisti i vari Carlao, Tata Gonzalez e Pryima. Incassare una grande plusvalenza avendo comprato il Toro a zero per rivenderlo a 150? Mi sembra lontano dall’idea di vendere. Vivacchiare a metà classifica? Cairo è un uomo di successo, una specie di Re Mida che ha trasformato in oro tutto ciò che ha toccato. Fa eccezione il calcio, fa eccezione il Toro. Cosa gli serve essere il proprietario di una squadra anonima? A essere considerato un perdente in ambito sportivo? Non mira certo a questo.

Ogni tanto anche noi vorremmo godere

E allora? Qual è il suo obiettivo? Farsi amare dai tifosi per avere una gratificazione narcisistica? Non gli interessa; altrimenti, in mancanza di successi sportivi, sborserebbe i 7 milioni necessari a completare il secondo e il terzo lotto del Filadelfa e passerebbe alla storia granata come il massimo artefice della rinascita del Tempio; basterebbe poco, la metà di quanto investito per Niang. Quindi? Quindi nulla. Quindi, sarebbe bello sapere con chiarezza quali sono gli obiettivi che si pone il presidente attraverso il Torino.

Se gli obiettivi della proprietà non sono chiari, quelli di Petrachi sono palesi: compiacere il presidente e scovare talenti a poco prezzo o in prestito con diritto di riscatto. Tralascio gli altri componenti dello staff direttivo: non hanno potere decisionale, sono padri di famiglia e il loro legittimo obiettivo è lo stipendio a fine mese.
Veniamo a Mazzarri e ai giocatori. L’obiettivo dei dipendenti è direttamente proporzionale alla chiarezza degli obiettivi dirigenziali. Qualsiasi manuale di psicologia sportiva ci insegna che gli obiettivi per essere “ben formati” devono avere alcuni requisiti imprescindibili: chiarezza, capacità sfidante, raggiungibilità, misurabilità e temporalità. Quando gli obiettivi sono fumosi (“sarebbe bello andare in Europa ma se non ci andiamo pazienza”, “il nostro obiettivo è il processo di crescita”, “ci sono tante squadre che fatturano più di noi… Si fa quello che si può”) è inevitabile che si tiri a campare e ognuno vada per conto proprio.

Se l’obiettivo è battere il record europeo di pareggi, continuiamo così, ma se è davvero l’Europa League, il mister la smetta di vedere spettri ovunque. Abbiamo un problema evidente: i nostri tre attaccanti (Belotti, Zaza e Iago Falque… non gente qualunque) hanno segnato 11 gol in 20 partite e la manovra offensiva è asfittica. Belotti fa dieci chilometri a partita e ormai gioca più da mediano che da punta; Zaza è l’ombra di sé stesso; Iago Falque sta perdendo serenità e fiducia; in Primavera gioca un ragazzo che ha fatto 22 gol in 15 partite e che in qualsiasi altra squadra sarebbe già stato lanciato. Se l’obiettivo è l’Europa, Mazzarri pesti sull’acceleratore. Dobbiamo iniziare e vincere; sta a lui decidere se schierare sempre il tridente o lanciare Millico, ma faccia qualcosa; a questo punto della stagione i pareggi servono come l’ombrello quando c’è il sole.

Dedicato ai piccoli cuori granata

Il tempo stringe, e tornando al discorso degli obiettivi, se gli obiettivi di gruppo non sono chiari o sfumano a metà stagione, è inevitabile che i giocatori di maggior qualità dirottino sugli  obiettivi personali e inizino a chiedersi cosa fare per strappare un ingaggio più importante o accasarsi in una squadra che fa le coppe. Sarebbe un peccato; gente come Sirigu, Nkoulou, Izzo, Iago Falque, Belotti, Djidji, Ola Aina, Baselli, se contestualizzati in un ambiente determinato e vincente, potrebbero regalarci grandi soddisfazioni. L’ossatura c’è. Non buttiamo a mare per l’ennesima volta la possibilità di sognare.


 

Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista. E’ l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata

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  1. Toro71 - 11 mesi fa

    Dopo la probabile sconfitta in casa con l’Inter, via subito Mazzarri e mettere Moreno Longo che conosce bene l’ambiente granata.

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  2. prawda - 11 mesi fa

    Io credo che la gestione in questi 14 anni sia molto chiara. A mio parere Cairo ha preso il Torino per ragioni di visibilita’ e pubblicitarie, non ha investito nulla, ha improntato una gestione contenendo i costi al massimo, i primi anni, con i giocatori di proprieta’, non si riusciva nemmeno a mandarne 11 in campo. In questo modo la gestione era sostanzialmente in pareggio e l’eventuale piccola perdita compensata dalla visibilita’ e pubblicita’ ottenuta. Si e’ pero’ caduti in serie b e ci si e’ stati per ben tre anni con un aggravio pesante dei conti e credo ci si ricordera’ la decisione di Cairo di mettere in vendita la societa’. Pero’ alla fine decise di non cedere nonostante le forti contestazioni subite e tornati in serie a, anche il Torino ha potuto beneficiare del decreto Melandri che dal campionato 2010 aveva radicalmente cambiato il sistema di ripartizione dei diritti televisivi, passati da contrattazione individuale a collettiva. Il Torino grazie a quei parametri diventava l’ottava squadra come incassi da diritti televisivi. Tornati in serie a, ceduto Ogbonna, giocatore che proveniva dalle giovanili ancora del Torino prefallimento, con una entrata che fino al bilancio 2016 avrebbe totalmente coperto la principale voce di spesa, quella degli ingaggi, e che nell’ultimo bilancio 2017 rappresenta oltre il 70% dei ricavi, la gestione del Torino e’ cambiata. Cairo, a mio parere, ha probabilmente compreso che il Torino non sarebbe stato solo una fonte di visibilita’ ma anche potenzialmente una fonte di corposi utili. D’altra parte basta prendere gli ultimi 5 bilanci, un totale di oltre 60M di utili, un valore della rosa a prezzi di saldo di 150M, per vedere chi ha fatto l’affare. In definitiva al Torino di andare in Europa non conviene, ovviamente se si guardano solo i numeri del bilancio: i maggiori costi supererebbero le maggiori entrate, diventerebbe difficile non tarpare le ali, non si potrebbero rincorrere solo scommesse o giocatori in crisi che pero’ sono potenzialmente le piu’ grosse plusvalenze. Infatti se si guardano gli ultimi mercati il Torino ha acquistato quasi solo giocatori che erano delle scommesse, oppure giocatori da rilanciare che arrivavano da una o piu’ stagioni difficili ma che avevano fatto intravedere delle qualita’. La redditivita’, mi sembra, l’unico parametro che si tenga in considerazione, l’unico obiettivo. Nonostante un campionato di serie a mai cosi’ mediocre come in questi ultimi anni, nonostante la pesante crisi economica che ha investito le milanesi e di cui a turno in molti hanno saputo approfittarne, il Torino solo un anno e’ riuscito ad arrivare settimo ed ad andare in Europa quasi per caso. Insomma mi pare che gli obiettivi della societa’ siano molto chiari e purtroppo non sono quelli sportivi che invece dovrebbero essere i principali in una squadra di calcio. Ovviamente e’ solo la mia opinione, nessuna pretesa di far cambiare idea a chi ritiene Cairo il miglior presidente possibile.

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    1. steacs - 11 mesi fa

      Tutto corretto, la penso come te, peró vorrei che la società lo dicesse anziché parlare di Europa a mezze parole… che dichiari i suoi obiettivi.

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  3. dattero - 11 mesi fa

    Al padrone del vapore l’Europa non interessa per questioni economiche,gli costa piu’ il sugo dell’arrosto.
    Il team sara’ sempre incompiuto,navigheranno sempre tra il 9no 10mo posto.
    Innegabile che ha dei forti rapporti commerciali con i signori,che parolone,a strisce,dgestendo la pubblicita’ del loro stadio,poi con l’ascesa a RCS,uno dei loro punti di forza,il dr cairo.
    Il robaldo fermo perche’,da cosa so,e qui se qualcuno è piu’ informato,ben venga,vuole che sia il comune a rifare i campi.
    Quest’uomo,raccontando enormi bugie,tutte riscontrabili,ci ha illuso di poter vivere un Rinascimento,invece ha stabilizzato una stagnazione,questo è e sara’,il suo trend

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  4. Marchese del Grillo - 11 mesi fa

    E tu cos’ lo dici. E’ un autentico monumento, un pilastro assoluto è la summa di questi ultimi 14 anni di presidenza gnomica, in tutti i sensi.

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  5. marcohelg_385 - 11 mesi fa

    tutto condivisibile

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  6. granata - 11 mesi fa

    La società non è attrezzata per obiettivi di vertice (almeno entro i primi sei posti in campionato). E non lo è per una serie di motivi dirigenziali e tecnici. A volte sembra di essere di fronte al dilettantismo più puro. L’ esempio è l’ ultima campagna acquisti: il presidente si sbilancia, investe (finalmente), ma il direttotre sportivo fornisce all’ allenatore giocatori che non gradisce: Zaza e Soriano, proprio quelli su cui si pensava di basare il salto di qualità della squadra. Al di là del valore di Zaza e Soriano (comunque giocatori di buon curriculum, non bolliti), è evidente che si inizia la stagione con l’ handicap. Mazzarri si mette di traverso ed emargina i due, dice che non sono pronti (incredibile! Provengono da preparazioni precampionato in club di prim’ ordine), che lo costringerebbero a rivoluzionare il suo modulo, ecc. ecc.. Senza considerare che così facendo la coperta diventa cortissima, anche solo per una questione di numeri. Alla prima giiornata del girone di ritorno ci ritroviamo con pochi punti in classifica e una forte sterilità nel gioco d’ attacco. Silurare Mazzarri è quasi impossibile per via dei costi altissimi del suo ingaggio (2 milioni netti a stagione) ed allora c’ è da domandarsi chi ha avuto la brillante idea di ingaggiarlo a quel costo visto che, fra l’ altro, era senza squadra. E c’ è da domandarsi se era proprio il caso di silurare anticipatamente Mihajolivc, per ritrovarsi alo stessdo punto la stagionme successiva. Non sarebeb sdtato meglio aspettare di finire il campionato e scegliere il sostituto con più calma (ad esempio Gasperini)? Lo dice uno che ha accolto Mazzarri senza prevenzioni. Ma il tecnico si è finora dimostrato poco duttile, ed ha sacrificato alle sue convinzioni tattiche i migliori giocatori della rosa: Belotti e Iago Falque.Il primpo (è la statistica a dirlo) anche con la Roma si è dannato l’ anima, correndo in lungo e in largo, ma così facendo diventa sterile come punta. Non sarà un campione, ma un buon giocatore sì, però non si può pensare che azzecchi il 100% degli assist che gli sono forniti: con la Roma gliene è stato fornito UNO. E’ troppo solo, avrebbe bisogno di una spalla. Mazzarri privilegia il gioco sulle fasce (per vie centrali si va pochissimo), ma dalla fascia toglie il migliore che ha, Iago Falque, il quale va fuori posizione (trequartista o seconda punta) e perde la bussola. Mazzarri rifiuta di schierare il tridente vero (e cioè con Belotti, Zaza e Iago Falque di fascia a fare il tornantre), poi però all’ Olimpico al 38′ della ripresa mette Berenguer (un “simil Iago Falque”) esterno, con Belotti e Zaza di punte. E infatti da lì arriva l’ unico cross decente di tutta la partita. Insomma sarebbe ora di cambiare registro (cioè modulo), senza però pensare a immediati, miracolistici risultati, visto che ci vuole un minimo di affiatamento e di abitudine. Poi a fine campionato si tireranno le somme sul conto di Mazzarri e magari dello staff dirigernziale.

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    1. Marco59 - 11 mesi fa

      Sei molto generoso a tirare le somme sul conto di Mazzarri e magari dello staff dirigernziale alla fine di questo campionato.

      Se vai a ritroso e tiri le somme sul conto di questa società, ovviamente da un punto di vista di risultati sportivi, negli ultimi 4 campionati, sono certo che ti renderai conto che il risultato non solo non è cambiato, ma sembra diventare peggiorativo anno dopo anno.

      Io credo che, se Urbano Cairo avesse voluto dare una “sterzata” a tutta questa mediocrità e a tutti questi errori, non avrebbe atteso cos’ tanto e avrebbe agito come si conviene a un presidente proprietario di una squadra tra le più Blasonate del Mondo, con una Storia e una Leggenda tramandata di generazione in generazione.

      Visto che così non è non mi resta che la seconda opzione, vale a dire che questa società va benissimo così com’è gestita e che la cosa fondamentale è che non faccia ombra alla seconda squadra di Venaria e al suo entorurage.

      Dunque

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  7. suoladicane - 11 mesi fa

    il problema vero è la qualità degli investimenti importanti, non tanto delle scommesse, di scommesse il ds ne fa tre o quattro ogni anno ed almeno una entra;
    i problemi sono i giocatori i bolliti che sono arrivati gli ultimi due anni, vedi Nijang vedi Soriano vedi Zaza: la risposta alla bassissima qualità degli investimenti veri, sta nel fatto che il ds deve rendere dei grossi favori per aver fatto le plus-valenze, ed allora ha riempito la rosa di bolliti-scarsi.
    L’esempio eclatante più recente è Zappacosta: comprato a 3 o 4 milioni non ricordo, rivenduto in Premier League a 30, dopo aver fatto cosa? un po’ di cross e qualche sgroppata al Toro? ma dai credete alle favole? venduto Zappa, preso Nijang

    SFT

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  8. user-14142375 - 11 mesi fa

    Ribadisco…non è permesso generare debiti, se lo fai e non ripiani entro determinate scadenze vai incontro alle sanzioni Uefa, in caso di accesso alle competizioni Europee. Il Venaria non fa testo perché i debiti li ripianano con l’aumento di capitale

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    1. Granat....iere di Sardegna - 11 mesi fa

      E infatti il Toro non ha debiti col sistema bancario. Se ti riferisci ai debiti per la compravendita di giocatori li ha come tutti ma ha anche forti crediti. L ultimo problema del Toro sono i debiti. Il vero problema sono le plusvalenze non reinvestite o reinvestite male ma nessuno dice che il Toro non le debba fare solo che se le fai e comunque non riesci a migliorare i risultati sportivi il futuro non sarà mai all altezza del nostro passato

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    2. marione - 11 mesi fa

      Se vendi Cerci e compri Amauri e Carlao e Sadiq la vedo dura creare dei debiti.

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  9. giacki - 11 mesi fa

    Però purtroppo se manda via mazzarri riprende ventura

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    1. marione - 11 mesi fa

      Già siamo abbastanza sputtanati, Ventura è irriso da tutta Italia, ma per la cairese è l’allenatore ideale. Almeno all’entrata in campo, invece dei fischi partono le risate.
      P.S. Risulta che Ventura è l’allenatore più stimato d’Italia.

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  10. giacki - 11 mesi fa

    Credo che basterebbe un mister dia un gioco alla squadra.la nostra sterilita offensiva e si figlia di imprecisione ma anche di un modulo tattico che snatura sia Belotti che falque.sul mercato o prendi gente pronta come fa la Fiorentina oppure meglio nulla

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  11. user-14142375 - 11 mesi fa

    Dottor Cassardo io le parlo con i numeri : Il Toro fattura 60/70 mln €/annuo, Cairo ha un patrimonio personale di circa 250 mln di €/annuo. Con questi numeri puoi costruire una squadra da metà classifica come stiamo facendo negli ultimi anni. L’ Atalanta ? È la classica eccezione…ma in Italia esistono solo loro così. L’obiettivo del Toro deve essere quello di raggiungere i 40 punti e poi vedere cosa puoi fare in più. Vogliamo di più ? Allora bisogna o cambiare la società ma non dipende da noi oppure alzare il fatturato del club. Per il fair-play finanziario Cairo non può investire sul mercato più di quello che il club fattura, quindi, anche volesse non lo potrebbe fare se non alza il fatturato. Il resto sono chiacchiere di nostalgici che vivono ancora come fossimo nel 1976.

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    1. prawda - 11 mesi fa

      Ma dove le leggete queste notizie. Non e’ assolutamente vero che per il FPF non si puo’ investire piu’ di quanto il club fattura, che poi tradotto significherebbe che non si possono fare debiti. Ma se il 99% delle societa’ di calcio e’ indebitato, i gobbi se non ricordo male hanno 300M di debiti. Tra l’altro lo sa che vi sono investimenti che non sono nemmeno conteggiati nel FPF? Per esempio costruire uno stadio non viene conteggiato nel FPF. E’ la seconda volta che c’e’ chi racconta la barzelletta che Cairo non investirebbe perche’ il FPF non lo permetterebbe, davvero e’ risibile. Il fatturato netto e’ 70M.

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    2. Il_Principe_della_Zolla - 11 mesi fa

      Parli con i numeri ma li sbagli tutti.
      Un solo esempio, Torino calcio bilancio 2017 – Un 2017 da record per il Torino a livello economico: i granata hanno per la prima volta superato i 100 milioni di fatturato, grazie alle plusvalenze che hanno permesso di quasi raddoppiare il valore della produzione rispetto all’esercizio 2016. Chiudendo, inoltre, il quinto esercizio di fila in utile. Nel dettaglio, il valore della produzione per i granata è ammontato nel 2017 a quota 146,4 milioni di euro.

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    3. Marco59 - 11 mesi fa

      Con tutto il rispetto, tu hai dei seri problemi…e non solo di cifre…!!!

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  12. user-13780428 - 11 mesi fa

    Condivisibile si ma io continuo a pensare che petrachi e l’allenatore di turno non siano in grado di costruire una squadra ambiziosa che c’entra l’obiettivo, non è solo un fatto di soldi, ci sono carenze ben più importanti

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  13. André - 11 mesi fa

    La speranza é l’ultima a morire, si sà…ma il mio fegato é distrutto! Discorsi identici ad un anno fà. Sembra quasi di ascoltare i politici. Quando l’anno scorso Mazzarri arrivò e vinse a Bologna mi son detto: “dai che ce la facciamo”. Poi come al solito incominciano i discorsi sugli schemi di gioco non assimilati e il percorso di crescita..e “bim” altro giro altra corsa tutto come prima. La fiducia bisogna conquistarsela con i fatti ad un certo punto. Se io sbaglio nel mio lavoro mi sostituiscono o mugugnano subito, e guadagno 800 euro al mese non 15.000. Qui dopo un anno, per essere buoni, ancora a dire che ci vuole fiducia. Le vedo anch’io le partite, non sarò un esperto come molti di voi, ma ne imbrocchiamo una ogni dieci. Quel che più mi delude é che leggo e vedo sempre meno “Toro” e sempre più “pollo”. Le occasioni ci sono state per far risultato, anche giocando male. Stiamo diventando un ospedale. I giocatori vengono da noi per “rigenerarsi”, non per vincere, salvo pochi purtroppo. Scusate il post lungo. Sempre Forza Toro!

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  14. marione - 11 mesi fa

    Non è ancora tempo di processi…
    Pare un figlio che da 14 anni viene bocciato, ma siccome non è ancora giugno e non lo hanno ri-ri-ri bocciato non è ancora tempo di processi.
    Invito Cassardo ad andare all’Unione Industriale, qualche ass imprenditori o alla 7 e ascoltare la grande stima che suscita Cairo. Forse a casa Agnelli con due pacche sulla testa viene trattato come il fido cane del padrone.

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  15. alrom4_8385196 - 11 mesi fa

    Parole sante ,osservazioni fatte più volte da parecchi di noi escludendo quelli che ” stranamente” sono sempre soddisfatti e si addormentano felici dopo gare vergognose. L’unica cosa che manca nell’articolo è la formulazione finale di una ipotesi sull’inqualificabile comportamento di Cairo così ben descritto. Secondo me la mediocrità del Toro del giornalaio è studiata a tavolino e portata a compimento per non fare la benché minima ombra all’altra squadra di Torino che deve passare da trionfo in trionfo senza intoppi di nessun genere . Hanno tentato più volte di farlo letteralmente sparire il Toro e la sua storia senza riuscirci ,poi ci hanno rifilato presidenti ombra che nessuno di noi ha scordato ed ora (da 14 anni)ci hanno piazzato il padrone sonnifero che mantiene il Toro nelle retrovie e non deve mai fargli alzare la testa. Credete a me : a Torino non si muove foglia senza che quella famiglia non voglia.

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    1. Marco59 - 11 mesi fa

      Esattamente.

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  16. Gigì - 11 mesi fa

    Marco Cassardo scrive un onesto articolo, ma, a mio parere, sopravvaluta Cairo. Perché Cairo, caro Marco Cassardo, ancora si chiede come mai non ha successo sportivo col Toro. Lui ha ragione, dal suo punto di vista: Ventura era il migliore allenatore a disposizione, un grande innovatore addirittura, e Mazzarri era ancora meglio di lui. Non so cosa pensi del fido castor…, cioè volevo dire di Petrachi, ma mi pale che lo consideri la risposta perfetta del suo modo di fare calcio. In pratica si chiede come mai, nel calcio, non riesce a fare soldi, non riesce a vincere. Il perché è vecchio come il mondo: non ci capisce niente, e nessuno glielo dice – cioè, qualcuno c’è, ma sono tifosi, utenti/clienti, roba che non si capisce-.

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    1. saettadallimite - 11 mesi fa

      Concordo al 1000%

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  17. Marco59 - 11 mesi fa

    Complimenti a Cassardo per l’articolo, ma queste cose le sapevamo già da circa 5 anni a questa parte.

    Diciamo pure che l’immobilismo tocca principalmente noi Tifosi, almeno una parte, ad eccezione di quella schierata (e certamente pagata) a favore di Urbano Cairo, la quale utilizza anche mezzi coercitivi violenti (a partire dalle minacce, per arrivare a schiaffi e pugni) per mantenere le cose come stanno e “dissuadere” chicchessia dal contestare la società.

    Credo che tocchi a noi, alla parte sane della Tifoseria Granata, prendere delle iniziative per fermare questo scempio, ma soprattutto per non farci annientare da questo presidente affarista senza scrupoli.

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  18. Granat....iere di Sardegna - 11 mesi fa

    Concordo con il signor Cassardo (spero che signor si possa dire). Solo su petrachi mi permetto di inserire un ulteriore obiettivo. Fare plusvalenze monstre. Questo è un obiettivo che ha la società ma è anche un obiettivo personale. Per la società è una necessità. Non è realisticamente possibile che il Toro possa mantenersi anche solo ai livelli attuali (mediocri) senza i ricavi straordinari. In questi ultimi anni si è esagerato ma la logica è corretta. L obiettivo è anche personale perché i premi al miglior ds si basano proprio su questo parametro. Non viene più dato il premio a chi allestisce squadre altamente competitive con pochi mezzi ma a chi acquista con pochi mezzi e “valorizza”i singoli per cui chi compra zappacosta a 4,5 e lo rivende a 30 è un bravo ds. Pazienza se la squadra dove militava zappacosta rimane sempre allo stesso posto e pazienza se con quella plusvalenza non si è riusciti a migliorarne la posizione, anzi ora siamo nella parte destra della classifica. Statisticamente parlando c è un solo modo per raggiungere questo obiettivo comune: l acquisto di giovani di belle speranze dal costo contenuto anche in prestito con diritto oppure l acquisto di giocatori dalle buone potenzialità ma che hanno subito una drastica svalutazione. Se va bene anche una sola plusvalenza garantisce risorse alla società e lustro al suo ds. In questa politica non possono trovare spazio gli acquisti di calciatori che diano in parte garanzie perché costano tanto e difficilmente garantiscono plusvalenze future, anzi espongono la società al rischio di una loro svalutazione (vedi rincon). Quest anno abbiamo la prova provata di questa politica. Tanti giovani interessanti ma, appunto, giovani e discontinui. Alcuni svalutati eccellenti acquistati a prezzi di saldo rispetto alle valutazioni di qualche mese fa. Risultato: la squadra langue nella parte destra della classifica e sembra aver preso un cattivo crinale, la società si è già garantita almeno 4 plusvalenze corpose che mettono il bilancio al riparo per i prossimi anni: meite, aina che sarà riscattato, djidji e Izzo. A cui vanno ad aggiungersi Sirigu e n’koulu che ora hanno recuperato le loro precedenti quotazioni. Non è pensabile che il Toro di petrachi possa essere costruito con un numero sufficiente di giocatori in grado di fare la differenza, se poi si aggiunge che probabilmente non abbiamo neanche un mister in grado di farla il quadro è completo. Mi scuso per essermi dilungato

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  19. Follefra Granata - 11 mesi fa

    Vogliono arrivare all’ EL con quello che c’è in casa, risparmiando e puntando su ricette trite e ritrite. Non interessa la storia GRANATA e il FILA (si fa persino fatica per il Robaldo), I giocatori sono in vetrina per la prossima plusvalenza e il prossimo scudetto del bilancio è l’obiettivo principale. Non interessa avere una società solida ed evoluta. Ci dobbiamo accontentare di un vivaio che sta risorgendo. Ma tranquilli, il prossimo anno ce la giochiamo….

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  20. pepe - 11 mesi fa

    Carissimo Marco, concordo in toto quello che hai scritto

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  21. robertozanabon_821 - 11 mesi fa

    Spero in qualche bella partita. Non abbiamo, finora, battuto nessuna delle cosiddette “grandi”. Per l’ Europa la vedo durissima anche se la speranza resta. Come quella che questa Società metta, finalmente, almeno un po’ dell’amore e della passione che animano i suoi disillusi, ma meravigliosi tifosi. Ci basterebbe cogliere nei propositi e nelle dichiarazioni un po’ di Orgoglio Granata e finalmente un po’ di ambizione. Chiediamo troppo? Pazienza, ma non stupitevi dei “mugugni” e dei “vaffa”. Gli applausi li riserveremo a chi dimostrerà di essere un vero tifoso del Toro e che si sarà stufato, come noi, di soffrire sempre senza speranza. Potrebbe essere Cairo ? Dipende da lui. Noi ci saremo sempre.

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  22. Esempretoro - 11 mesi fa

    Articolo assolutamente condivisibile, anche se vedere riproposte cose che ho già letto nei post di molti di voi (e da parecchio tempo…)non mi aiuta a risolvere il problema dei travasi di bile che mi affliggono settimanalmente. Ma mi nasce una domanda:ma visto che se moltissimi tifosi hanno individuato alcuni punti condivisi per migliorare la squadra, com’è possibile che chi si occupa SOLO di quello non abbia messo in campo un solo correttivo? Trovo la frase “siamo a posto così” il vero inno alla mediocrità. Il miglioramento dovrebbe essere la stella polare in ogni campo lavorativo, altro che palle!
    Ecco che allora il terrore s’impadronisce di me:ma vuoi vedere che coloro che asseriscono che con determinate persone non cambierà mai una cippa non solo hanno ragione,ma sono profeti tacciati di seminare negatività? Meditate, gente, meditate… SFT

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    1. Simone - 11 mesi fa

      Stai per finire in mezzo ai profeti del malaugurio

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  23. user-13967438 - 11 mesi fa

    Perchè è così diffusa la certezza che tanto non verrà fatto quel poco che serve per terminare l’incompiuta?
    Forse la memoria storica che per 14 anni non si è fatto il ritocco finale?
    Tanto per scriverlo così, ma esser competitivi è una scienza programmabile al 100%; il Toro dell’era Cairo è sempre all’80% e non ha mai svolto azioni concrete per far meglio.
    Accontentiamoci.
    Io però tifo Toro. Col cazzo che mi accontento. Non so ma ho la vaga idea che la maggior parte dei tifosi, a carattere, la pensi allo stesso modo.

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  24. ciccio76 - 11 mesi fa

    Scusate l’ho riscritto , pensavo non fosse partito.

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  25. ciccio76 - 11 mesi fa

    La qualificazione Alle coppe europee o arrivare almeno in semifinale della coppa ITalia dovrebbe essere un primario obiettivo se non altro per le entrate che garantirebbero i vari diritti televisivi e non. Detto questo una società seria si doterebbe di manager capaci e di un allenatore in linea con gli obiettivi, per cui non capisco perché non ci si attrezzi in merito. L’unica e possibile spiegazione che mi viene in mente e’ che l’odierna dirigenza ( il Presidente) pensa che qualsiasi persona con dei soldi possa riuscire nell’ambito calcistico. Purtroppo molti pensano che il calcio non è programmazione, conoscenza, capacità manageriali,quindi si improvvisano e questo produce solo danni ,soprattutto per noi tifosi che ogni anno ci abboniamo e seguiamo con amore la ns. squadra. Quindi sarebbe indispensabile un po’ più di umiltà altrimenti passiamo la mano a qualcun’altro più lungimirante.FVCG

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  26. ciccio76 - 11 mesi fa

    La qualificazione alle coppe europee o arrivare almeno in semifinale della coppa Italia significa entrate sicure legate ai vari diritti televisivi e non. Mi riesce difficile capire perché Cairo non faccia un serio sforzo per arrivarci , visto anche il modesto livello del ns campionato. Dovrebbe affidarsi a manager capaci e dotarsi di conseguenza di un allenatore all’altezza. Forse , il suo protagonismo lo offusca pensando che tutti quelli con i soldi possono riuscire nell’ambiente calcistico, ma purtroppo , in primis per noi tifosi, così non è, per cui un esame di coscienza sig.Cairo altrimenti venda il giocattolo ad altri.FVCG

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  27. Simone - 11 mesi fa

    Nulla da eccepire sull’articolo.
    Okkio solo che chi contesta è a rischio querela

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  28. antonio - 11 mesi fa

    Sono perfettamente d’accordo con la Sua analisi. Il problema del Toro è proprio la società e la superficialità e l ‘approssimazione nell’ allestire le squadre: i risultati fallimentari di questi 14 anni ne sono la conferma. La scelta di allenatori inadeguati e tatticamente superati è la conferma dell’inedia e della volontà di mediocrità

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  29. antonio - 11 mesi fa

    Sono perfettamente d’accordo con la Sua analisi. Il problema del Toro è proprio la società e la superficialità e l ‘approssimazione nell’ allestire le squadre: i risultati fallimentari di questi 14 anni ne sono la conferma. La scelta di allenatori inadeguati e tatticamente superati è la conferma dell’inedia e della volontà di mediocrità.

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  30. alexku65 - 11 mesi fa

    Cassardo beato subito.

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  31. Conta7 - 11 mesi fa

    Sirigu, N’Koulou, Izzo, Iago Falque, Belotti, Dijdij, Ola Aina, Baselli:
    – 2 giocatori di spessore assoluto
    – 1 buon difensore
    – 2 attaccanti che dovrebbero portarci tanti gol e punti, ma che purtroppo quest’anno non segnano neanche con la penna, nonostante le copiose e pulite occasioni
    – 2 piacevoli scoperte di Mazzarri (pur con tutti i limiti di concentrazione che cari ci sono costati)
    – 1 giocatore che quest’anno finalmente sta tirando fuori qualcosa di buono

    Diciamo che, a mio avviso, ci vorrebbe decisamente qualche elemento in più come i primi 2 per poter stare a certi livelli.
    Detto questo, diamo fiducia a questa squadra!

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    1. suoladicane - 11 mesi fa

      di spessore assoluto solo sirigu
      Nkoulu, jago e belotti di buon livello ma non di più altrimenti nessuno dei tre sarebbe al toro a partire dal primo
      Izzo, Dijdi, Ola , onesti pedatori
      Baselli promessa che si è persa

      questo è il primo problema del toro: rosa abbastanza di basso livello ed in più bene allenato solo dal punto di vista atletico
      SFT

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  32. Il_Principe_della_Zolla - 11 mesi fa

    In tempi relativamente brevi, alle prossime elezioni politiche, quando saranno, il Sig. Cairo Urbano entrerà in politica, e forse allora ce lo toglieremo finalmente dalle p.a.l.l.e
    A questo giro Cassardo, in debito d’ispirazione, fa un articolo riempitivo, retorico anzi che no. La risposta alla domanda è palese, da anni, al popolo granata che non si è lasciato abbindolare dall’ipnosi cairota. “Fateci sapere cosa volete fare”: quello che hanno fatto finora. Il capo avere la ribalta mediatica a costo zero eun volano per gli affaracci suoi, Petrachi continuare il gioco delle tre carte con il suo giro di procuratori, e il resto della banda a portare a casa lo stipendio a fine mese. E il Toro? Il Toro? Cos’è il Toro?

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    1. Marchese del Grillo - 11 mesi fa

      Il Toro non c’è più, lo sanno anche i sassi. È scomparso, anzi, è stato fatto sparire, 14 anni fa. La cairese che gli è subentrata è solo il taxi comodo per gli affaracci dello gnomo in combutta con i soci ovini. Il resto è fuffa per riempire i giornali.

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  33. Gig66 - 11 mesi fa

    Condivido in toto !!!

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  34. MONDO - 11 mesi fa

    Chapeau … mitico Cassardo !
    Non so fino a quanto ti permettano di evidenziare queste sacrosante verità con le tue rubriche .

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    1. Marchese del Grillo - 11 mesi fa

      Siamo a decine a scrivere le stesse cose ogni giorno nei commenti a quasi tutti post, Cassardo o non Cassardo.

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  35. Granatissimo1973 - 11 mesi fa

    Bravissimo…come sempre, impossibile almeno per me non sottoscriverlo in tutto e per tutto

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  36. ddavide69 - 11 mesi fa

    Un cazzo.

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    1. ACT1906 - 11 mesi fa

      Esatto, grande la risposta più concisa e chiara proprio quello purtroppo…. Un cazzo
      FORZA TORO!!!!

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