Noni o non noni? Questo è il problema

Noni o non noni? Questo è il problema

Il Toro nella Testa / Torna la rubrica di Marco Cassardo: “Contro i rossoblù, il Toro ha vinto ma non ha assolutamente convinto”

di Marco Cassardo

Una cosa mi ha reso felice: leggere centinaia di fratelli uniti nel fare gli auguri al nostro amato Toro. E’ importante, è bello, è commuovente. Dimostra che, al di là delle divisioni, siamo sempre degli innamorati cui batte il cuore quando pensano alla loro amata.

Come scrivevo qualche settimana fa, una delle note più dolorose degli ultimi tempi è la divisione creatasi da qualche anno (dalla retrocessione in Serie B del 2009) tra  “accontentisti” e “maicuntent”, i primi così riconoscenti a Cairo per la sopravvenuta solidità economica da essere diventati sordi a qualsiasi ambizione di primeggiare, i secondi così esausti da campionati anonimi e gestione societaria da essere diventati ostili a oltranza. Ci sono delle ragioni da entrambe le parti. Prendiamo l’annosa questione della scarsa frequentazione dello stadio. Ho amici granatissimi che non ci vanno più e sostengono l’assenza come il metodo più efficace per manifestare il proprio dissenso; altri, invece, che sono paladini della presenza “sempre e comunque”. E’ irrilevante segnalare che io appartengo al secondo gruppo, mentre mi sembra significativo osservare che uno stadio sempre pieno e ribollente di tifo creerebbe attorno al Toro maggiore interesse sia da parte dei media sia da parte dell’intero sistema (e alzerebbe la soglia di attenzione degli arbitri).

Inutile sottolineare la mia massima comprensione per coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese e, giustamente, hanno ben altro cui pensare. Inutile, altresì, sottolineare che capisco le ragioni di chi è esausto di vedere partite come Torino-Parma o quella di ieri, ma essere la tredicesima tifoseria di Serie A per numero di spettatori paganti e non riuscire a staccare più di quattromila biglietti per una classica del calcio nazionale come Torino-Genoa è desolante per chi professa da sempre la propria unicità e diversità. La città metropolitana di Torino conta 2.282.000 abitanti (dati del 2016); ieri allo stadio eravamo in quindicimila. Possibile che soltanto lo 0,7%  degli abitanti di Torino abbia voglia di andare a vedere i granata dal vivo?

Contro i rossoblù, il Toro ha vinto ma non ha assolutamente convinto. Così come è auspicabile un maggior equilibrio tra accontentisti e maicuntent (la ragione e i torti stanno da entrambe le parti, funziona così anche nelle coppie), è consigliabile una maggiore prudenza di giudizio alle testate giornalistiche che si occupano di Toro: annunciare Milan-Torino di domenica prossima come sfida Champions sconfina nel ridicolo. Non raccontiamoci palle: la squadra vista ieri può soltanto battere rivali come Spal, Frosinone, Chievo e le genovesi; la squadra che ieri ha sofferto le pene dell’inferno per sconfiggere un Genoa ridotto in dieci per un’ora di gioco, non può fare altro che vivacchiare a metà classifica. Però ammettiamolo: qualche dubbio viene se pensiamo che per essere quarti in solitaria sarebbe bastato che contro Roma e Udinese non ci avessero rubato tre punti e contro il Bologna non ci fossimo suicidati. Il sospetto che sia giusto concedere alla squadra un’ulteriore, piccola, apertura di credito, perlomeno per la curiosità di vedere come andrà a finire, viene se pensiamo che siamo sesti nonostante i furti arbitrali e il rendimento negativo dei due acquisti più pregiati del mercato estivo (Soriano e Zaza). Sono il primo a dire che la storia dei “se” e dei “ma” non porta da nessuna parte e che, anzi, alibi e vittimismo sono nemici giurati del Toro, ma non possiamo negare che stiamo vivendo una stagione strana. Da qui al termine del girone di andata siamo attesi da tre partite di fuoco (Milan, Juventus, Lazio), una difficile trasferta sul campo del Sassuolo e una partita sulla carta abbordabile contro l’Empoli; per ambire al sesto-settimo posto bisogna “girare” con almeno 27-28 punti e poi centrare un ritorno da supereroi. Le parole le porta via il vento; i numeri rimangono scolpiti nella pietra.

Vedremo, l’unica cosa su cui non ci sono dubbi è che il Toro delle ultime tre partite (quello pietoso visto contro il Parma, quello imbelle di Cagliari e quello tremolante e confusionario di ieri) non può fare altro che replicare per l’ennesima volta il “piazzamento Cairo”: nono posto.

Vedremo, l’unica cosa veramente importante è che oggi sono 112 anni, molte squadre sono grandi, ma solo una è leggenda: il Toro.


 

Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista. E’ l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata.

41 Commenta qui

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  1. Veyser - 9 mesi fa

    Ma questo è un gufo o Un tifoso del TORO?

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  2. PrivilegioGranata - 9 mesi fa

    Aggiungo che se avessimo sfruttato le occasioni con parma e cagliari saremmo quarti a 26 punti, sempre al netto di arbitri e cavolate varie.

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  3. PrivilegioGranata - 9 mesi fa

    Noni o non noni, per ora siamo sesti.
    Non durerà, però prendo atto dell’attule posizione al netto di arbitri e svarioni e approcci molli.

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  4. user-13814870 - 9 mesi fa

    Fabio…io la penso come te..perché offendere essere maicuntent…viver male.Il calcio è cambiato ..solo più questione di soldi. Tifiamo amiamo il Toro e speriamo in qualcosa in più. ..ma senza esagerare..

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  5. Fabio - 9 mesi fa

    dopodiché dobbiamo restare vigili sui comportamenti della Società. Proprio perché abbiamo meno grano dobbiamo fare un mercato quasi perfetto, senza errori. E invece negli ultimi due anni ne abbiamo fatti troppi. Prima fidandoci di Sinisa che ha preteso Niang, un ciuccio calzato evestito. Quest’anno con Zaza. Ero convinto che avessimo fatto un affare a prenderlo. Comincio a temere che sia solo una sola…

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  6. Fabio - 9 mesi fa

    Ragazzi, ma perché bisogna sempre offendere chi esprime un altro concetto rispetto a quello che magari abbiamo in testa? Stavolta il Professor Cassardo ha scritto molte cose condivisibili. Forse un ragionamento lo meritano i commenti, che talvolta spacciano per vere autentiche bufale. Per dire: come si può pensare di fare cassa domani sera in Coppa Italia? Credo che il Torino avrà più costi per aprire lo stadio che incasso: dov’è l’affare? La Coppa Italia: oggi è diventata, per regolamento, una manifestazione da far vincere solo a una delle sei/settegrandi. Che difatti entrano solo dagli Ottavi. Un tempo la coppa Italia fregava a nessuno, oggi ti manda in Europa. Infine, quando leggo che siamo abituati a ben altri spettacoli, rammento che da quando la ripartizione dei diritti tv ha cambiato le regole, il calcio non è più lo stesso. Ditemi voi quando Cagliari, Verona, Sampdoria, Bologna, Torino, Genoa potranno rivincere lo scudetto. Ci rendiamo conto che esistono dei valori imposti dal denaro? Mi dite come possiamo competere con Juve, Milan, Inter, Napoli, Roma, Lazio se ogni anno noi fatturiamo 60-70 e i gobbi 500, le milanesi 200, etc etc? Sarà mica ancora uno sport? Se neghiamo questo ci pigliamo in giro, fratelli

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    1. Granata - 9 mesi fa

      Bravo

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  7. suoladicane - 9 mesi fa

    … mentre mi sembra significativo osservare che uno stadio sempre pieno e ribollente di tifo creerebbe attorno al Toro maggiore interesse sia da parte dei media sia da parte dell’intero sistema (e alzerebbe la soglia di attenzione degli arbitri) DISSENTO ANCHE IL TORO PIU’ FORTE DOPO IL GRANDE TORINO HA AVUTO PROBLEMI CON GLI ARBITRI E CON IL “SISTEMA CALCIO” IN GENERE, IL MIGLIOR RISULTATO DOPO LO SCUDETTO è STATO IL SECONDO POSTO DIETRO IL VERONA QUANDO C’ERA IL SORTEGGIO INTEGRALE (MAI PIù FATTO DA ALLORA) E RICORDO CHE IL TORO DI MONDONICO NON AVEVA ALCUN RISPETTO DA PARTE DEGLI ARBITRI E NEMMENO DA PARTE DEI MEDIA (STADIO SEMPRE PIENO E RIBOLLENTE DI TIFO ANCHE IN CAMPIONATO) E MI RICORDO BENE I COMMENTI DURANTE LA FINALE DI COPPA ITALIA CON LA ROMA….
    io faccio parte di chi dissente e non va più allo stadio non per i risultati e non per il gioco, come dicevo in un altro post, ma perchè oggi il “prodotto” Torino FC non incarna nella prima squadra nessuno dei valori che invece il TORO ha sempre incarnato…. fino a che tutti, dall’allenatore in giù, si limiteranno a fare il compitino questi saranno i risultati e questo sarà l’appeal che la squadra avrà nei confronti dei suoi tifosi.

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  8. michelebrillada@gmail.com - 9 mesi fa

    ma come si fa a andare ancora allo stadio abbiamo un mister e una società che se ne fregano altamente dei tifosi il primo oltre a non capire di calcio calpesta i tifosi chiudendo sempre le porte al filadelfia manco fosse suo o della società che lo affitta solo perche costa la metà sella sisport altrimenti manco ci sarebbe venuta,e non fa nulla per cambiare queste brutte abitudini .
    la squadra è allo sbando e non gioca a calcio è uno spettacolo brutto da vedere,perchè io devo andare allo stadio (sono stato abbonato per 40 anni e poi ho fatto abbonare mio figlio)oggi l’unica possibilità di vedere cambiare le cose è quella di non andare allo stadio e se tutti facessero come me ,si riaprirebbe il filadelfia e ci sarebbe una società che ascolta i tifosi che pagano,e manderebbe subito via il mister (che vada a fare danni da un’altra partee si porti soriano e zaza e ci ridia indietro liiaic che è l’unico che sa giocare a calcio (pur con tutti i suoi difetti caratteriali

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  9. dattero - 9 mesi fa

    in 13 anni di questa proprieta’,avro’ visto un 10%,se va bene di decenti partite,pero’,ricordo bene tutte le frottole che ha raccontato.
    non c’e’ nulla da inventare o millantare,son tutte dichiarazioni mediatiche,non dei sentito dire.
    ovvio che ti disaffezioni,comincio a pensare sia voluto

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  10. dennislaw - 9 mesi fa

    Un buon allenatore non adatta i giocatori al suo modulo, ma viceversa. Mazzarri ha un modulo in testa e non lo cambia: vedi domenica con Faque nell’insolito ruolo di regista dietro le punte ( esperimento fallito), altro che tridente! Ha Soriano ,ma non sa che cosa farsene, così con Zaza. In un campionato come questo bastava tenersi Ljajic, con la coppia Zaza Belotti davanti… ho visto l’Atalanata ieri sera e ci è superiore nel gioco: noi con il Napoli le abbiano prese senza attenuanti, loro hanno rischiato anche di vincere. Alla lunga il gioco premia. Quest’anno il Presidente non ha colpe, ha speso, se ha commesso un errore è prendere, affrettatamente, lo scorso campionato Mazzarri (che gli ha fatto anche vendere ljajic…).

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  11. rogozin - 9 mesi fa

    Io sono grato a Cairo per ciò che è stato fatto ma ho perso ogni interesse per questa bestia che più che ad un toro mi sembra ad un bue.

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  12. vicTORINOx - 9 mesi fa

    Ma donde l’avete ‘pescato’ questo nuovo ‘fenomeno’ ‘sputasentenze’….. Le volte precedenti già solo i titoli mi avevano convinto a non leggere, stavolta mi son fatto fregare….. Buon Toro a tutti.

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  13. parodifran_298 - 9 mesi fa

    Su una cosa Cassardo ha assolutamente ragione.
    I tifosi allo Stadio.
    Possibile che siamo così pochi? A me non importa di Cairo o non Cairo, si deve sostenere la squadra, sul campo, non limitarsi a scrivere da una tastiera.
    Avete mai fatto un giro a Bergamo, in uno stadio pieno e infuocato?

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    1. suoladicane - 9 mesi fa

      posso dire?
      questa squadra ha dei grossissimi limiti caratteriali, a cominciare da Belotti, se i giocatori non capiscono che devono andare oltre al compitino che gli assegna il mister, allora non vedo perchè devo andare allo stadio a tifare ed incoraggiare “atleti” che non trovano quasi mai il modo di andare oltre i propri limiti tecnici. Non è che chiediamo molto come tifoseria, purtropo però non vedo quasi mai giocatori che come diceva Pianelli, mangino l’erba, questi spesso nemmeno sudano….

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  14. Il_Principe_della_Zolla - 9 mesi fa

    I tifosi sono certamente cambiati, ma quello che è cambiato sono la società e di conseguenza la squadra. Dal 2 settembre 2005 ad oggi si stenta a riconoscere il Toro, a meno che non si faccia opera di autoconvincimento a base di massicce dosi di illusione e cercando di non vedere il Re nudo. Identità sfumata, obiettivi inesistenti e di conseguenza motivazioni, non resta che (nuovamente) illudersi che i pedatori mazzarriani vadano aldilà del compitino, e approfittino di uno dei campionati più mediocri degli ultimi anni per varcare la soglia di un dignitoso piazzamento. Ci sarebbe anche la snobbatissima Coppa Italia da onorare,in cui non bisognerebbe limitarsi a “spezzare le reni” al Sud Tirol, ma ambire a vincere un torneo che potrebbe (dovrebbe) essere alla portata.
    Buona giornata a tutti.

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  15. prawn - 9 mesi fa

    Intanto il Napoli ha vinto, critiche a parte, essendo tifoso del toro spero proprio che giocatori e allenatore facciano del loro meglio nelle prossime due partite (tre contando la coppa Italia!).

    Il campionato ce lo giochiamo questo mese, se si perde sempre ci si deprime e si resta piccoli, risucchiati dalla classifica, se si fanno quattro punti… Beh…

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  16. Hagakure - 9 mesi fa

    Lei era partito bene, Dott. Cassardo, ma sto notando che, articolo dopo articolo, sta abbassando i toni, oltrechè le orecchie….!!!

    Che le succede, Dott. Cassardo…???

    E’ forse arrivato un “richiamo ufficiale” da parte di qualche “addetto ai lavori”…nonchè editore del suo ultimo lavoro letterario…???

    Forse non ha ancora ben compreso che, quelli che Lei chiama “maicuntent” erano abituati a ben altri spettacoli, in campo e fuori, ma soprattutto sapevano perfettamente come si dovevano e potevano risolvere certe “improvvise mancanze” da parte di presidente, allenatore e squadra.

    Un saluto Dott. Cassardo, con l’augurio che si “ristabilisca” presto e si rammenti per bene (visto che ci ha anche giocato nelle giovanili) chi è il Toro e che cosa ha sempre rappresentato (e dovrebbe rappresentare).

    Magari faccia quattro chiacchere con Paolo Pulici, se Le avanza tempo, così Lui le rinfrescherà certamente memoria e idee a proposito del Torino Calcio.

    Veni, vidi, vici. (Gaio Giulio Cesare)

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    1. ACT1906 - 9 mesi fa

      Grande d’ accordissimo con te
      FORZA TORO!!!!

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  17. maxxvigg1968 - 9 mesi fa

    Marco ….. ti leggo sempre con piacere, stavolta – non me ne volere – un po’ meno

    il titolo del pezzo è stuzzicante – o meglio … la domanda insita nel titolo è decisamente stuzzicante – “noni o non noni ?”
    è allora mi è venuta in mente la differenza più evidente (xlomeno a me) tra essere ottavi e noni

    gli ottavi, NON giocano IN CASA le prime tre partite di coppa italia (mi sembra che tra poco noi si giochi proprio la terza) che invece i primi otto (aihmeèè) devono saltare

    ma vuoi che Cairo (oltre al solito business del poter vendere con buon profitto i giovani scoperti/svezzati/lanciati – visto che anche qstanno l’Europa x motivi sempre più improbabili è sfumata x pochi punti) non abbia inserito nei suoi calcoli anche questi tre incassi ???

    è chiaro che spero di sbagliarmi
    è chiaro che la mia è una provocazione
    è chiaro che a pensar male si fa peccato, ma poi qlcuno sostiene che non ci si sbagli poi di tanto

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  18. user-14057417 - 9 mesi fa

    sicuramente il gioco…….. spettacolare di quel l’incapace di mazzarri con l’aggiunta di zaza che dirgli inadeguato ed imbarazzante e fargli un complimento con la ciliegina soriano ci porterà molto lontanooooooo.

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    1. Tarzan - 9 mesi fa

      Mazzarri non sarà Guardiola, per carità. Ma tu il Toro dell’ultimo Ventura e di Mihajlovic li hai visti? Se questo gioca male quelli cosa facevano?

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  19. Ardi - 9 mesi fa

    Ciao a tutti

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  20. Ardi - 9 mesi fa

    Ciao a tutti sono un nuovo utente anche se seguo il sito da anni. Abito a Genova e quando stavo meglio economicamente andavo sempre allo stadio a Torino. Chiedo a tutti quelli che abitano vicino a Torino e ne hanno le possibilità economiche di andare allo stadio. È una vergogna per la nostra storia avere lo stadio vuoto. Capisco la delusione ma se io potessi non mancherei mai

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  21. claudio sala 68 - 9 mesi fa

    A parte la Juve ed il Napoli, quest’anno tutte le partite sono combattute, la Lazio ad esempio ha faticato non poco con il Chievo idem il Milano con il Parma. Non sono catastrofista come l’editorialista in quanto abbiamo guadagnato posizioni rispetto alle rivali ed oltretutto si è visto finalmente il tridente in campo, se Zaza non è diventato un brocco questo schema ci farà divertire. Aspettiamo quindi a dare giudizi negativi

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  22. Torello_621 - 9 mesi fa

    Ma che è ‘sta gufata?

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  23. Granata - 9 mesi fa

    La città metropolitana di Torino comprende 316 comuni e gli abitanti di Torino sono meno di 1 milione. I calcoli, almeno quelli, sono da rifare.

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    1. Granata - 9 mesi fa

      Qualcuno ha problemi di matematica….

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    2. fuser90 - 9 mesi fa

      Qualcuno forse non ha capito che la Città Metropolitana di Torino(ex provincia) comprende oltre 2 milioni di abitanti

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      1. Granata - 9 mesi fa

        Rileggi, abitanti di Torino, chi abita a Settimo,non risulta essere abitante della città di Torino, ignorante

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        1. Nonno - 9 mesi fa

          La “città metropolitana”, c’era anche scritto. Non capisco né la polemica né i 16 mi piace visto che tu parli del Comune di Torino nell’articolo non si parla del comune di Torino. Comunque si può anche non dare dei nomi alle persone, indipendentemente da torto o ragione.

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          1. Granata - 9 mesi fa

            Nonno, a me scrivono che non sono in grado di capire, rispondo che ignorano, dov’è il problema ?

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          2. Granata - 9 mesi fa

            Nonno, rileggi bene Cassardo fa riferimento agli abitanti di Torino

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    3. rogozin - 9 mesi fa

      I calcoli sono tutti esatti ed anche i concetti espressi nell’articolo: la città metropolitana è un ente di cui fanno parte molti comuni (anche di altre provincie) il cui capoluogo è il comune di Torino: la città metropolitana conta 2 e 800 mila abitanti mentre il comune di Torino quelli che dici tu. Pare ovvio che chi risiede a Ivrea ( che fa parte della città metropolitana ) non sia residente a Torino. Cosa c’è da capire e cosa su cui polemizzare?

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      1. Granata - 9 mesi fa

        Testuale, parole di Cassardo, basta leggere, ….Possibile che soltanto lo 0,7%  degli abitanti di Torino …..lo 0,7 non si può riferire agli abitanti di Torino ma di tutta l’area metropolitana. Eppure l’italiano è chiaro. Molto chiaro. È poi io non ho scritto chissà che….

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        1. rogozin - 9 mesi fa

          Ah, signor. Granata ha decisamente ragione lei. Mi era completamente sfuggito quel particolare fondamentale per la comprensione del testo. Comunque è ovvio che lo 0,7 fosse riferito alla città metropolitana a cui l’autore si riferisce nel testo precedente e che per errore poi abbia fatto riferimento alla città di Torino. Lei poteva semplicemente far notare la cosa, risultando comunque pedante; ha preferito fare il saccente aggressivo. Problemi in famiglia?

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          1. spelli_446 - 9 mesi fa

            Concordo con Granata. L’ironia sui problemi in famiglia è davvero fuori luogo…

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      2. Granata - 9 mesi fa

        La frase corretta doveva essere…. Possibile che solo lo 0,7% degli ABITANTI DI TUTTA L’AREA METROPOLITANA…..

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        1. rogozin - 9 mesi fa

          Bravo. Che altro dire?

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          1. Granata - 9 mesi fa

            Ne saccente ne aggressivo. Lo scritto, credo, si definisce comunicazione fredda. Chi legge può dare tono più o meno aggressivo. Il mio post di partenza non ha nulla di saccente o aggressivo. Leggere con attenzione aiuta la comprensione. La saluto, senza saccenza o aggressività.

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          2. Granata - 9 mesi fa

            Lasci stare la mia famiglia e pensi alla sua.

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