Perché la settimana dell’orgoglio diventi la stagione dell’orgoglio

Perché la settimana dell’orgoglio diventi la stagione dell’orgoglio

Il Toro nella Testa / Torna la rubrica di Marco Cassardo: “Che meravigliosa settimana! Da tempo non vivevamo giorni cosi belli”

di Marco Cassardo

Che meravigliosa settimana! Da tempo non vivevamo giorni cosi belli: mercoledì la Primavera ha vinto la Supercoppa battendo l’Inter ai rigori (con annesso il godimento serale della debacle strisciata a Madrid) e domenica, dopo anni di occasioni decisive fallite, abbiamo sconfitto l’Atalanta in una delle più belle partite della stagione. Lunedì scorso dicevamo di quanto sia importante, a questo punto della stagione, firmare un armistizio tra guelfi e ghibellini del mondo granata. Oggi lo ribadiamo con voce ancora più convinta. E’ il momento decisivo; se riusciremo a capitalizzare al massimo le prossime tre partite, potremo davvero sperare di tornare in Europa e rivivere serate come quella di Bilbao.

E ora stiamo a vedere

La vera prova di maturità è domenica contro il Chievo. E lo sarà la domenica dopo a Frosinone. E lo sarà di nuovo il sabato successivo contro il Bologna; soltanto dopo questo terzetto di partite potremo dire se qualcosa sta cambiando sotto il cielo granata. Le atroci illusioni degli ultimi anni impongono prudenza, ma alcuni segnali fanno sperare in una inversione di tendenza: una squadra che fa dell’agonismo e dell’intensità i suoi punti di forza; una difesa tra le più forti d’Europa; giocatori capaci di buttare il cuore oltre l’ostacolo come Sirigu, Izzo, Moretti, Rincon, Belotti; un entusiasmo che sta tornando a crescere anche tra i tifosi più scettici. Oggi vorrei parlare dello stato d’animo, di quanto sia importante la disposizione mentale per ottenere grandi risultati. Domenica scorsa ne abbiamo avuto una prova lampante osservando Iago Falque: prima del gol un giocatore depresso, spaesato, impreciso; dopo il gol un diavolo che zompava da una parte all’altra del campo illuminando la squadra con classe e fantasia. Capita così in campo come nella vita. Sei sereno e di buon umore? Qualsiasi cosa tu decida di fare funzionerà: sarai a tuo agio al lavoro, brillante con gli amici, reattivo e scattante sul campo di calcio. Sei giù? In ufficio sarai uno stoccafisso, con gli amici una palla al piede e in campo esprimerai il trenta per cento del tuo potenziale. Dallo stato d’animo dipendono i tuoi pensieri, il tuo modo di interpretare la realtà e, in ultima analisi, le tue azioni. La storia dello sport ci insegna che, dal punto di vista mentale, la differenza più significativa tra un fuoriclasse e un giocatore “normale” sta nella capacità del primo di porsi nello stato d’animo ideale prima di ogni prestazione. Certo, sono pochi gli atleti baciati da Dio che, nonostante i problemi personali, sanno immediatamente disporsi nello stato d’animo giusto appena entrano in scena (penso ad esempio a due leggende come Fausto Coppi e Valentino Mazzola); per tutti gli altri lo stato d’animo dipende da una serie di fattori: l’ambiente, la motivazione interna (la capacità di trovare dentro di sé il desiderio e il piacere di eccellere) e alcuni strumenti di allenamento mentale come il dialogo interno, l’atteggiamento del corpo e il focus (cioè la capacità di mantenere per l’intera durata della contesa il mirino su ciò che si desidera fare, l’ immersione totale nel “qui e ora”).

Dimmi come parli e ti dirò chi sei

Tornando al Toro e alla settimana appena trascorsa, possiamo dire che è il momento di entusiasmare per entusiasmarci. Come? Beh, dando ognuno il proprio contributo per battere il Chievo affinché l’incantesimo non si spezzi: società e mister “tenendo sul pezzo” in modo feroce la squadra; i giocatori affrontando i veronesi come si trattasse della finale di Champions League; noi tifosi incitando i ragazzi per novanta minuti e riempiendo lo stadio (Maratona e Primavera a 10 euro, per le donne ingresso a 1 euro. Se non riempiamo lo stadio domenica prossima, è il momento di un bell’esame di coscienza anche da parte nostra).
Vincere aiuta a vincere; entusiasmarsi aiuta ad entusiasmare (gli undici in campo, quelli in panchina, il mister); ottenere risultati importanti alimenta l’autostima; l’autostima alimenta la capacità di andare oltre i propri limiti. E’ il momento, tutti insieme, di provare a mettere da parte le polemiche e attivare quel circuito virtuoso che da troppi anni manca al mondo granata.

Carica ragazzi! Zero ansia da prestazione

Il successo dei ragazzi di Coppitelli (quest’anno in lizza per vincere tutto), Izzo e la sua faccia tremendista, Moretti e Belotti abbracciati a passeggiare sul campo a fine partita per salutare anche gli ultimi tifosi rimasti allo stadio, ci hanno ricordato che siamo la massima espressione poetica del calcio italiano. A livello giovanile, nessuna squadra ha vinto come noi: 9 scudetti Primavera, 8 Coppe Italia, 2 Supercoppe, 6 tornei internazionali di Viareggio. Nessun vivaio ha fornito tanti giocatori al calcio italiano come quello granata. Non solo stelle, non solo Maroso, Rosato, Pulici, Agroppi, Zaccarelli, Francini, Dossena, Dino Baggio, Lentini, Cravero, Fuser, Christian Vieri e i tanti altri che sono assurti ai massimi onori calcistici (58 giocatori nati al Filadelfia hanno raggiunto la Nazionale), ma decine di calciatori che il settore giovanile granata ha offerto ai campionati di Serie A e B. E chissà che ora non si riparta con i vari Edera, Bonifazi, Parigini, Millico. Il nostro è un mito a due facce; il Grande Torino e i giovani; teniamocelo stretto, continuiamo ad alimentarlo.


 

Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista. E’ l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata.

12 Commenta qui

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  1. patricio.hernandez - 5 mesi fa

    con il chievo grinta concentrazione eBORDATE DI FISCHI A QUEL COGLIONE DI GIACCHERINI !! FVCG tutti allo stadioooooo!

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  2. Hastasiempre - 5 mesi fa

    Bell’articolo …noi siamo il TORO nella buona e nella spesso cattiva sorte , tutto il resto è noia

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  3. dattero - 5 mesi fa

    dopo gli zebrati,il chievo è la squadra che moralmente piu’ mi fa schifo.
    gente di calcio mi racconta di tanti comportamenti poco ortodossi tenuti da sti qua.
    anche loro pareggino a Napoli tipo il ns.
    Il frosinone è anche sfortunato,il bologna,boh,vedremo.
    Noi,se sottovalutiamo qualcuno,paghiamo dazio pesante.
    Giusto dire che bisogna pensare partita x partita,con umilta’,concentrazione e consapevolezza.
    Mi auguro sia cosi,i presupposti si stan manifestando.
    va bene anche 1-0 su autogol

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  4. granatadellabassa - 5 mesi fa

    Nessuna delle prossime tre partite è scontata. Soprattutto quelle con Frosinone e Bologna che sono stati rivitalizzati da mercato e cambio di allenatore. Speriamo bene.

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  5. MM64BB - 5 mesi fa

    mi permetto di dissentire solo su una cosa: la partita più importante e solo la prossima, e così fra 7 e poi 15 giorni e via fino alla fine. e se ne sbagliamo una adesso non ci si abbatte e si attacca subito la partita successiva. questo campionato e troppo mediocre, troppi scontri diretti fan si che basta infilare 2 risultati utili o negativi e passi dal 6 al 9 posto e viceversa. il Chievo ha pareggiato a Napoli, il Bologna vince a Milano e potrebbe asfaltare la Juve, il Frosinone vince in casa dei dorici. testa al Chievo, basta anche uno striminzito 1-0 e poi pensiamo a quella dopo. ‘notte da Parigi.

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    1. LeoJunior - 5 mesi fa

      Concordo. Soprattutto sul fatto di mettere troppa carne al fuoco e puntare tutto sulle prossime 3 partite. Mettiamocela tutta per vincere le prossime, ma non esageriamo. Difficile per chiunque vincere 4 partite di seguito, anche affrontando le ultime del campionato. Anche dovessimo pareggiarne una non muore nessuno e nulla sarebbe compromesso, anzi. Pensiamo partita per partita, senza troppi entusiasmi se vinciamo e senza tragedie se non dovesse accadere.

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  6. user-13967438 - 5 mesi fa

    In una fase di campionato delicata come questo, la pazienza è l’arma di cui munirsi.
    Le prossime tre partite sono partite che una squadra forte vince punto e basta, ma per una squadra media come è il Toro sono il “dato per scontato” se vinci e la “catastrofe” se perdi.
    Bisogna essere pazienti, far spegnere le fiammate di cui sicuramente saranno capaci quelle squadre e colpirle dove sbagliano (se sono laggiù in fondo i motivi ci sono).
    Ma per capire dove ci sono i presupposti per colpire, bisogna aver la necessaria pazienza per venire a conoscenza di quel punto debole: ci sono 90 minuti più i tempi di recupero per farlo.
    Il rischio a cui è esposto chi vuol vincere è solo uno: strafare e affogare nel proprio sudore sprecato (vedi la partita col Parma).
    Ma sono già tre partite che l’aria a centrocampo e in attacco è cambiata: come lo ero prima della gara con l’Inter ancora oggi sono ottimista, nonostante non sia mai meno critico con l’allenatore, perché ho assoluta convinzione che con altro spirito e altra tattica la rosa di questa stagione avrebbe potuto mietere molto più di quanto raccolto.
    Non mi illudo che cambi il registro di veder partite di calcio ruminato come i più coriacei vegetali nella bocca di un cammello… pazienza, se lui si sfama con quello vuol dire che se lo fa andar bene, e tanto gli basta…

    Papillon

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  7. Maroso - 5 mesi fa

    “E’ il momento, tutti insieme, di provare a mettere da parte le polemiche e attivare quel circuito virtuoso che da troppi anni manca al mondo granata.”
    Questa è, a mio avviso, la frase più importante fra le altre pur considerevoli dell’ articolo del Dr. Cassardo. In questo momento la Squadra, l’ Allenatore, la Società e noi Supporters abbiamo bisogno di un’ unità di intenti esemplare. In qualsiasi momento il nostro apporto non può mancare alla Squadra e la Squadra potrà ripagarci solo con il massimo impegno e grinta.
    Stringiamo un patto: da qui a fine stagione avanti tutti, e avanti tutta! Forza Toro!
    FVCG

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  8. TOROHM - 5 mesi fa

    Articolo giusto.Compattiamoci.C9n il Chievo dobbiamo vincere.Sarà più difficile che con la dea.Il Chievo si chiuderà a riccio perché sa che s3 ci da spazio siam9 letali mentre nello stretto siamo più carenti.E allora il cuore oltre l’ostacolo.
    FVCG

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    1. Granat....iere di Sardegna - 5 mesi fa

      Loro si chiuderanno a riccio perché sanno che il Toro fa fatica quando deve fare gioco. Faranno in pratica come noi abbiamo fatto col Napoli. Ma se i miglioramenti nella manovra offensiva saranno più decisi possiamo farcela. Non importa se non saremo belli da vedere. Ora dobbiamo pestare il piede sull acceleratore senza se e senza ma. Non ammiro il mister ma se ha trovato il modo per far rendere meglio la squadra in avanti nulla è precluso e nove punti sono alla nostra portata

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  9. Il_Principe_della_Zolla - 5 mesi fa

    Vogliamo crederci? Dobbiamo? Il Torino FC ci deve qualcosa, ce lo deve da lustri, ci deve restituire la voglia di crederci.
    Si parla di maturità, di orgoglio, di occasione. Bene, crediamoci. Ancora una volta. Tre partite, nove punti. La prova del nove.
    Per me, riprendo il titolo della settimana scorsa, non mi muovo di li’: e ora, stiamo a vedere.

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    1. ACT1906 - 5 mesi fa

      Esatto concordo in pieno @principe della zolla,
      CREDIAMOCI…..
      E ora stiamo a vedere
      FORZA TORO!!!!!

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