Volare come farfalle e pungere come api

Volare come farfalle e pungere come api

Il Toro nella Testa / Torna l’appuntamento con la rubrica di Marco Cassardo: “Adesso viene il bello, adesso si soffre tutti insieme per raggiungere l’agognato traguardo”

di Marco Cassardo

Come possiamo fare a gestire il carico di entusiasmo e adrenalina generato dalla serata di ieri?

Cosa possono fare i tifosi? E la società? E il tecnico? E i giocatori?

Quella di ieri è stata una notte a lungo attesa; definita come la più importante partita granata degli ultimi decenni, non ha tradito le aspettative: stadio esaurito, frotte di ragazzini in maglia granata, di fronte il Milan con cui non vincevamo da diciotto anni, lo splendido intervallo con lo stadio illuminato a ricordare gli Invincibili sulle note di “Un giorno di pioggia”. Ebbene, i nostri ragazzi, a differenza di tante altre volte negli ultimi anni, non hanno tremato e hanno aggredito e demolito l’avversario come accade nei sogni più arditi: la classe di N’Koulou, Ansaldi e Sirigu, la ferocia agonista di Izzo e Rincon, la commuovente dedizione del Gallo, la perla di Berenguer,  ci hanno regalato una di quelle notti a cui non eravamo più abituati.

E adesso? Adesso viene il bello, adesso si soffre tutti insieme per raggiungere l’agognato traguardo. Dobbiamo gestire l’entusiasmo, convivere con l’esaltazione. Come diceva Mohammed Ali, è il momento di volare come farfalle e pungere come api; insieme, perché il clima vincente lo si crea sulla base di una forte comunione d’intenti tra tutti gli attori coinvolti.

Cosa possiamo fare noi tifosi? Ad esempio evitare di inquinare il clima con profezie negative e il ricordo di tutte le volte che, per un motivo o per l’altro, ci siamo fermati a un centimetro dal traguardo. Non sta scritto da nessuna parte che i tifosi granata non possono godere, eccome se possono, e quest’anno lo dimostreremo. E’ il momento di sfoderare ottimismo, fiducia e pensiero positivo, il quale non è, come molti credono, un modo di pensare alla vita come fosse uno spot del Mulino Bianco, ma la consapevolezza che cosi come i muscoli non allenati si atrofizzano e si indeboliscono, allo stesso modo la mente non nutrita con pensieri e obiettivi positivi tende a lasciarsi trasportare nella deriva della depressione. Più ci si organizza e si lotta per avere successo, più si diventa abili nel raggiungerlo; se invece ci si trastulla nell’inedia e ci si abbatte per i propri fallimenti,  diventa automatico attrarne altri.

Chi tra noi granata è abituato ad accontentarsi deve evitare di pronunciare (a se stesso e ai suoi interlocutori) frasi che frenino il circuito virtuoso fornendo alibi postumi o abbassando la tensione agonistica.  Qualche esempio di comunicazione perdente? “Comunque vada è stata una grande stagione”; “essere in ballo a quattro giornate dalla fine è già un grande risultato”, “la stagione è già soddisfacente cosi”. No, “comunque vada” un bel niente, “la stagione è già soddisfacente cosi” un altro bel niente. Abbiamo le carte in regola per raggiungere il nostro sogno, lo vogliamo a tutti i costi e ora ce lo andiamo a prendere. E’ questo il modo in cui dovremo comunicare tra noi tifosi per mantenere alta l’asticella, ed è soprattutto questo il modo in cui società e tecnico dovranno parlare alla squadra. Le affermazioni di ieri di Cairo e Mazzarri lasciano ben sperare: piedi per terra e la volontà feroce di disputare altre quattro grandi partite. Non c’è tempo per festeggiare; la vittoria contro il Milan varrà ben poco se non raggiungeremo l’Europa. E perché non aprire qualche volta il Filadelfia? So che si tratta di un argomento di cui si discute dal giorno dell’inaugurazione, ma il momento è cruciale e il contatto con il tifo serve eccome, ne è una prova il bagno di folla di sabato al Lingotto.

Chi si accontenta…. non gode. Ma così come è vietato ogni “accontentismo”, è altresì vietata ogni forma di disfattismo. I detrattori ad oltranza sono invitati a tenere a bada le dita e ad allontanarsi per qualche tempo dalle tastiere. E’ il momento di chiuderci tutti insieme nel nostro carrarmato e spianare ogni ostacolo che si presenterà da qui al 25 maggio. Quelli che si vantano di non andare più allo stadio, quelli che dicono “questo non è il mio Toro”, quelli che rimpiangono i bei tempi andati di Cevoli e Casazza, quelli che sono più innamorati della loro idea che della maglia granata, si (e ci)  concedano un attimo di tregua e si disconnettano dai social.

Piangere va bene, crescere andrebbe meglio

E i giocatori? I nostri ragazzi dovranno incollarsi al “qui e ora” e non staccarsi per un attimo da esso fino al fischio finale di Torino Lazio del 25 maggio. Non esiste futuro, non esiste passato, esiste soltanto il singolo momento da vivere dando tutto. Domani l’unico obiettivo dovrà essere quello di disputare al top ogni singolo attimo dell’allenamento, dopodomani idem. E venerdì si dovrà entrare nel supermercato della Continassa con una “monoidea”: giocare ogni secondo al meglio delle proprie possibilità, come fosse il più importante della propria carriera. Soltanto così si raggiungono grandi risultati. E dopo il match di Venaria si dovrà continuare a stare chiusi nel carrarmato perché i 90 minuti di Torino – Sassuolo, Empoli – Torino e Torino – Lazio, andranno giocati con la stessa concentrazione cannibalesca che avrà contraddistinto il derby. Un allenamento per volta, una giocata per volta, una partita per volta; soltanto vivendo ogni secondo con una perfetta sintonia tra mente e corpo i ragazzi potranno regalarci una gioia che nessuno merita più di noi.

Bando ai calcoli, alla classifica, alle tabelle, alla speranza che una tra Roma o Atalanta o Milan o Lazio si inceppi, a quanto sarebbe incredibile arrivare in Champions o a quanto sarebbe bello andare in Europa League. Tutte cose che non servono a nulla, pensieri inutili che distolgono dall’obiettivo e disperdono energia. Il “focus esterno” fa danni, è colui che non ha sufficiente fiducia in se stesso che pensa agli altri. Il “focus interno”, al contrario,  genera trionfi. Quindi pensiamo a noi stessi, a come fare per dare il massimo in questo mese, a esprimere il centoventi per cento delle nostre possibilità: la gioia finale non sarà altro che una meravigliosa conseguenza.


 

Marco Cassardo, esperto in psicologia dello sport e mental coach professionista.

E’ l’autore di “Belli e dannati”, best seller della letteratura granata      

 

24 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

  1. Immer - 4 mesi fa

    Grande frase di Mohamed il mio mito quando facevo pugilato ho sempre cercato di imitarlo purtroppo senza successo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  2. DossenaBonessoTorrisi - 4 mesi fa

    Chi pensa che sia impossibile non dovrebbe disturbare chi c’è la sta già facendo. Crediamoci. Forza Vecchio Cuore Granata

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  3. patricio.hernandez - 4 mesi fa

    tutto condivisibile..una cosa alla volta..quindi fracassiamo le merde intanto… FORZA TORO!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  4. granatadellabassa - 4 mesi fa

    @Davidegranata
    I punti persi con le cosidette piccole li hanno persi tutti.
    Basti pensare che il Chievo ha vinto sul campo della Lazio e pareggiato a Bergamo.
    A me brucia la doppia sconfitta con la Roma, guarda come cambia la classifica con un solo pari…

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. DavideGranata - 4 mesi fa

      La tua giusta osservazione avvalora ancor di più il mio ragionamento, allora.

      E tu ti sei limitato al doppio confronto con la Roma il quale, praticamente, fa il paio con la mia citazione relativa alle partite con Bologna, Cagliari e Parma.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  5. Bischero - 4 mesi fa

    Prawn se non dovessimo centrare l Europa non sarà fallimentare. Non giochiamo da soli. Arrivare in piena lotta alla fine non é un fallimento. Bastano pochi particolari per il fuori o dentro. Fossimo arrivati decimi o undicesimi potrei darti ragione. Arrivassimo settimi o ottavi con magari 1 o 2 punti in meno di chi é arrivato sesto non mi sembra. Una stagione da buttare. Si può dire della viola stagione fallimentare non noi. In parte la doria.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. DavideGranata - 4 mesi fa

      Non ti offendere se te lo dico, ma arrivare alla fine senza centrare l’EL, pensando non tanto alle “vergogne arbitrali contro” (sulle quali, purtroppo, non ci si può far nulla), ma pensando a quei 3/4 punti che ci mancano dalle partite con il Bologna, il Cagliari e il Parma, credo non sia molto piacevole.

      O sbaglio…???

      Rispondi Mi piace Non mi piace
      1. Elv.tutto.toro - 4 mesi fa

        E la partita con udinese non dimentichiamo, pratticamente saremmo in champions, nonostante tutto, siamo qui a giocarcela ed e bello lo stesso pensar di avere una squadra con un inizio della cosidetta “mentalita vincente”

        Rispondi Mi piace Non mi piace
  6. prawn - 4 mesi fa

    La stagione senza una qualificazione sarebbe fallimentare, prima di tutto non bisogna dimenticarsi i punti persi per strada e la mancanza di goals o di bel gioco per gran parte del campionato.
    Quest’anno la Roma, il Milan e la Lazio stanno facendo uno dei loro peggiori campionati, persino Inter e Napoli, a dire il vero hanno fatto pena, infatti se non buttavamo via punti alla carlona eravamo li con l’Inter.
    La champions mi interessa come obiettivo su cui puntare, che poi vuol dire puntare piu’ alto possibile, vuol dire puntare a vincerle tutte. Detto questo l’Atalanta merita di finire davanti a noi, Juve, Napoli gia’ lassu’ e anche l’Inter.
    Vorrebbe dire un ottimo quinto posto, se ci metti la Roma siamo sesti e va ancora bene. Io credo che la Dea vincera’ la coppa Italia, la Lazio mi pare allo sbando un po’ come il Milan.
    Fare i conti e’ assolutamente impossibile, chiaramente. Nove punti almeno con Empoli Sassuolo e Lazio sarebbero una gran cosa. Sarebbero 65 punti.
    Ma europa o no, vincere Venerdi’ contro le merde a strisce sarebbe fantastico, sono molto piu’ forti del Milan ma il loro campionato e’ finito. E’ un derby. Sara’ dura. Si tifa e si spera fino alla fine quest’anno, e per questo viene da ringraziare sia la societa’ che l’allenatore e i giocatori, perche’ una roba cosi’ non succedeva da troppo tempo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. patricio.hernandez - 4 mesi fa

      ormai è tardi per questi discorsi…mettiamoci l’elmetto e se ne riparla alla fine..

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  7. dattero - 4 mesi fa

    mi ricordo tanti anni fa,la pagina sportiva de La Stampa: Toro scatenato,dopo casazza anche cevoli..li capii il senso depressivo della vita.
    ora,bando agli scherzi,si condividano i momenti,con silenzio concentrazione e FIDUCIA.
    sul fila aperto,lo spero,sarebbe adrenalina pulita,entusiasmo sanissimo e coinvolgente

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  8. Tarzan - 4 mesi fa

    Confesso che l’ho detto… Comunque vada è bello giocarsela fino alla fine… E più di una volta! Non lo dirò più, faccio voto!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. patricio.hernandez - 4 mesi fa

      brrravo!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  9. wendok - 4 mesi fa

    bhe… la.frase del focus esterno sembra estrapolata dai baci perugina scaduti. per il resto, condivido.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  10. PietroCuoreGranata - 4 mesi fa

    Parole condivisibilissime!!Anche se sono realista per natura,godere la positività e le sensazioni di certi momenti non ha prezzo,in cui un sogno,un obbiattivo va oltre ogni cosa.Da sportivo e da tifoso ho imparato che non esistono i miracoli,ma cose che crediamo siano difficili che si realizzino,specie quando usiamo sogno e realtà separatamente.Per assurdo credo invece che due cose così agli antipodi siano il mix più potente al mondo per provare ad arrivare anche all’impossibile.L’unica cosa è che,una volta finito l’effetto,qualsiasi sia il risultato ottenuto,ad illuminare le nostre prime parole ci sia l’obbiettività… W Toro

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  11. user-13664072 - 4 mesi fa

    si si si si si si avanti e come diceva Macario:
    FORZA TORO FORZA TORO TORNERANNO I TEMPI D’ORO!!!

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  12. user-13958142 - 4 mesi fa

    Non c’è nessuna possibilità di andare in Champions perché il calendario è troppo sfavorevole e l’Atalanta ha 3 punti in più, però bisogna per forza tenersi dietro la Roma o il Milan e arrivare sesti perché se la Lazio come credo vince la coppa se no siamo fuori da tutto, piedi per terra e arriviamo sesti FORZA NON SI MOLLA NIENTE

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. patricio.hernandez - 4 mesi fa

      allora non capisci??!

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  13. user-13687521 - 4 mesi fa

    Piedi per terra….Diritti verso il nostro Obiettivo
    FoRzA ToRo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  14. Il_Principe_della_Zolla - 4 mesi fa

    Io ci credo, ci voglio credere, ci debbo credere: la gioia finale non sarà altro che una meravigliosa conseguenza. Meritata, aggiungo.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Marchese del Grillo - 4 mesi fa

      volli, volli, volli, fortissimamente volli.

      Rispondi Mi piace Non mi piace
  15. Toscotoro - 4 mesi fa

    Ottimo

    Rispondi Mi piace Non mi piace
  16. robertozanabon_821 - 4 mesi fa

    Ci vuole un “mental coach” per abbassare l’entusiasmo. Piedi per terra e pedalare.

    Rispondi Mi piace Non mi piace
    1. Granata - 4 mesi fa

      Ti riferisci ai tifosi ? Perché la squadra non ha bisogno di quella figura. Te lo assicuro.

      Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy