Toro: troppi elogi, troppe feste, troppe scuse

Toro: troppi elogi, troppe feste, troppe scuse

Lavata di Capo / Il pensiero di Mario Giordano dopo Inter – Torino

di Mario Giordano

Troppi elogi, troppe feste, troppe scuse. Ho urlato in ogni posto e in ogni luogo contro i torti subiti, i rigori non dati, ma adesso con la stessa forza urlo che rivoglio il mio Toro, quello di cui andiamo orgogliosi quest’anno, quello che non rinuncia a giocare come ormai accade troppo spesso, quello che vince i contrasti a metà campo e non tira indietro il piede, quello che affonda in area e possibilmente non sbaglia l’ultimo passaggio, quello che sa far male, perché non parte dal presupposto mentale che “il più è stato fatto, il resto ci è dovuto”, ma ha la bava alla bocca perché, in realtà, non abbiamo ancora fatto nulla. Senza fame non si va da nessuna parte.

Senza coltello tra i denti siamo una squadretta. Non se la prenda Ventura, e mi raccomando: noi tifosi continuiamo a stare vicini alla squadra (che comunque sta facendo un campionato straordinario), applaudiamo i miglioramenti di Padelli, la generosità di Moretti, l’affidabilità in ogni luogo di Darmian, non buttiamo al vento la serenità che ci siamo conquistati. Ma, poi, da lunedì sera con il Napoli torniamo ad essere Toro come ci stavamo ri-abituando ad essere. Di Torelli negli ultimi anni ne abbiamo visti fin troppi.

 

 

 

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