Gillet salva un brutto Toro e il pareggio diventa prezioso!

Gillet salva un brutto Toro e il pareggio diventa prezioso!

L’editoriale di Gino Strippoli / Il Brugge gioca, i granata no, e zero tiri in porta!

di Gino Strippoli

Il ritorno in campo di Jean François Gillet, in terra belga, contro il Brugge è stata l’ancora di salvezza di una squadra che squadra ancora non è! Il Toro ancora una volta  ha finito la gara senza tirare mai nello specchio della porta e adesso son ben tre le partite consecutive in cui i granata finiscono la partita senza reti all’attivo. Sta diventando un dato preoccupante l’astinenza da gol, soprattutto quando anche i tiri fuori dallo specchio della porta risultano fiacchi e imprecisi. Il numero uno granata, senza ombra di dubbio il migliore in campo, si è superato per ben tre volte da campione, da vero “gatto di Liegi”, salvando il Toro da una sconfitta che se fosse arrivata sarebbe stata meritata, un po’ come è stato contro la Sampdoria.

Questo al di là della possibile scusante che si potrebbe accampare alla prestazione granata, ovvero che la formazione del Toro fosse formata da calciatori che giocavano insieme per la prima volta. Una vera rivoluzione quella attuata da Giampiero Ventura, che non ha dato i frutti sperati, anche perché alla fine, oltre Gillet, coloro che si sono salvati da questa brutta prestazione sono stati l’esordiente Jansson (la sua prova è stata impeccabile) e il solito Gazzi, gladiatore contro tutti, giocando da incontrista. Male invece Maksimovic per la seconda volta consecutiva.

D’altronde, i dati sono impietosi: 17 i tiri del Brugge e 10 quelli granata, ma soprattutto dei dieci tiri del Toro solo un paio son stati degni di nota, per giunta fuori dallo specchio della porta. Ancora una volta il centrocampo è sotto accusa. reo di non saper inventare nè una giocata degna di nota per le punte, nè dimostrare l’ombra di fantasia. Insomma, senza idee. Cambiano gli interpreti, ma il gioco non c’è e nemmeno la creazione di azioni che possano dare movimento agli attaccanti per puntare a rete. Ci ha provato un paio di volte Sanchez Miño ma davvero troppo poco; il ragazzo è sembrato ancora troppo acerbo rispetto a quello che dovrebbe rappresentare in questa squadra. Sicuramente è solo questione di tempo ma intanto il Toro fatica a segnare .

Anche contro il Brugge si è visto come manchi a questa squadra un uomo che dia ordine al centrocampo e soprattutto – visto che le ripartenze dello scorso anno in velocità sono solamente un ricordo – (ieri i nostri hanno avuto occasioni di ripartire almeno quattro volte in contropiede e per quattro volte sono apparsi lenti e impacciati) ci vorrebbe un giocatore di fantasia capace di innescare le punte. Anche contro la Sampdoria si era verificato lo stesso ‘non gioco’! Anche perché gli attaccanti granata sono tutt’altro che fulmini di guerra, sia Amauri che Quagliarella (i due si sono comunque sbattuti per la squadra) non sono giocatori veloci capaci di ripartire in velocità, per cui per essere innescati hanno bisogno di essere serviti almeno vicino l’area. Invece, anche ieri, questa cosa non è successa.

Sicuramente mister Ventura dovrà lavorare molto per far lievitare questo gruppo, che ad oggi sembra essere un pallidissimo e lontano ricordo di quello dello scorso anno. Il materiale su cui lavorare non manca; Martinez, ad esempio, ieri è entrato subito in partita e si è messo subito in evidenza. Detto di Sanchez Miño ieri apparso troppo discontinuo e persino acerbo, son stati buoni gli innesti di Jansson e Gaston Silva, ma parliamo del reparto migliore che ha il Toro, ovvero la retroguardia. E si sa che per vincere occorre segnare magari con gol dei centrocampisti e degli attaccanti.

Del Toro contro il Brugge c’è da salvare il primo quarto d’ora, dove sembrava che i granata avessero la capacità di portare a casa la partita e mettere sotto l’avversario, ma è stata pura illusione. Infatti appena i belgi hanno pigiato sull’acceleratore, il Toro è andato in crisi, incapace di arginare gli avversari. Se poi ieri si è perso anche uno come Darmian, allora i problemi aumentano a dismisura. Gedoz, Vasquez, Duarte , Silva hanno fatto letteralmente impazzire i centrocampisti granata.

La grande preoccupazione non è sicuramente il risultato – che è prezioso sebbene si tratti di un pareggio – ma la prestazione ancora una volta rimane incolore, con disimpegni sbagliati, tante altre imprecisioni a metà campo e soprattutto un attacco isolato. Con un attaccante bravo nel gioco aereo come Amauri non c’è stato un solo cross degno di questo nome per la sua testa. 

Adesso si deve ripartire domenica sera contro il Verona e il Toro deve risvegliarsi presto da questo letargo, che potrebbe creare alla lunga danni non indifferenti. Fiducia al gruppo è giusto darla e Ventura saprà ancora una volta rimettere le cose al posto giusto. Quindi diamo tempo a questa squadra. Di certo, i tifosi non possono essere contenti di vedere certe partite così importanti giocate così male.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy