Torino, a Parma una preziosa vittoria sofferta e di carattere: c’è il 7° posto

L’editoriale di Gino Strippoli /  I granata riprendono la marcia in campionato

di Gino Strippoli

 

Senza dubbio è stata quella di ieri sera una vittoria sofferta per almeno 70 minuti poi con il raddoppio è stato tutto più facile. Finalmente il Toro è riuscito a chiudere la partita incamerando tre punti preziosissimi. Anche se il Parma è ultimo in classifica è squadra tutt’altro che arrendevole e se n’è accorto il Toro che ha rischiato più volte di subire il pareggio.

Era una partita difficilissima, quella che il Toro doveva affrontare, per molti motivi,perché arrivava dopo la mancata qualificazione di Europa League, sebbene immeritata, perché le energie messe in campo contro lo Zenit erano al limite e l’organico ridotto all’osso per via degli infortuni, perché  si arrivava  in campionato da due sconfitte consecutive, perché poteva esserci un rilassamento da effetto Coppa, perché il Parma a dispetto della sua classifica ha dei buoni giocatori e non avendo nulla da perdere poteva giocare “tranquillamente”.

Ed il Toro questa partita difficile l’ha vinta con carattere e acume tattico. Dopo il bel gol di Maxi Lopez, nato da una bella invenzione di Quagliarella  il Toro si è trovato un immediata autostrada spianata grazie all’espulsione di Lucarelli ma al posto di mettere le marce giuste ha iniziato a viaggiare in discesa  ma con marce ridotte per via di una stanchezza fisica evidente.

Da qui molti brividi per la porta granata con l’attacco del Parma sulle spalle di Belfodil a fare da guastafeste e a sfiorare più volte il gol del pareggio con tiri di poco alti sulla traversa o sciupati davanti a Padelli ed un palo che salva i granata. Tutto    questo fino al ’72 con il gran gol di Basha su un bel cross di Molinaro.

Nonostante il calo fisico il Toro ha dimostrato gran carattere e continuando a cercare  di far gioco in una metà campo parmense che non lasciava molti spazi alle giocare è riuscito a trovare  buone combinazioni tra El Kaddouri, Quagliarella, Molinaro e Maxi Lopez,  tant’è che anche al ’93 Quagliarella ha sfiorato il terzo gol evitato dalla bella parata  di  Jacobucci.

Chiaramente dopo il secondo gol subito il Parma si è arreso ma non è crollato e ha continuato a attaccare e questo va a onore alla squadra di Donadoni. La dimostrazione di forza del Toro invece si è vista proprio quando è riuscito a controllare  la crisi causata dalla stanchezza  accusata in campo, ha resistito e poi ha controllato bene la partita e la vittoria, rischiando qualcosa ma è accettabile dopo aver giocato la superpartita di Europa League solo 48 ore prima con il dispendio di energie fisiche e nervose .

L’unica nota stonata è legata al rendimento di Bruno Peres. Il brasiliano ha azzeccato poco o nulla ed è sembrato un lontano parente  di chi è riuscito a infiammare  la piazza granata con le sue accelerazioni brucianti e i suoi dribbling . Troppo distratto nella fase difensiva e poco costruttivo in avanti. Un bel rebus visto che il ragazzo non è entrato in partita  nè contro l’Udinese, nè contro la Lazio nè contro il Parma. Ieri alla fine è stato sostituito da Darmian.

Per il resto ottima la prestazione di Molinaro e di Gazzi un gradino sopra tutti per le energie spese nel’economia di gioco, poi buona l’intesa tra le due punte granata senza dimenticare  l’ormai recuperato alla causa granata Basha. L’albanese è un giocatore recuperato  al 100% lo si era visto contro la Lazio e ieri si è ripetuto siglando anche il gol della sicurezza.

La difesa ha accusato più sbandamenti del solito messa sotto più volte dalla potenza fisica di Belfodil ma come detto prima era normale andare sotto di ossigeno dopo il quasi capolavoro di soli due giorni prima.

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