Toro, a San Siro a doppia faccia

Toro, a San Siro a doppia faccia

L’editoriale di Gino Strippoli / Buon esordio di Vesovic. Granata sconfitti di misura

di Gino Strippoli

Perdere a San Siro ci poteva stare vista la qualità dell’avversario , ma perdere per una palombella venuta per caso da un colpo di testa di Palacio fa aumentare sempre più il rammarico per ciò che poteva essere e non è stato per  i granata.  Il Toro si è svegliato tardi , troppo tardi , solo nel secondo tempo dove ha avuto la capacità di imbastire più volte azioni pericolose prendendo anche possesso del centrocampo con  Handanovic  che  si è dovuto presentare con i guantoni un paio di volte per salvare la rete nerazzurra,  oltre ad un tiro di Basha che ha lambito il palo. Ma sono anche tante le occasioni sprecate dai granata.

Ecco, guardando i secondi 45 minuti espressi dalla squadra di Ventura con una buona prestazione, mettendo in difficoltà l’Inter,  viene sempre in mente la fatidica domanda : ma il Toro non poteva recitare in campo la buona performance  per tutti i 90 minuti? Domanda legittima  ma che analizzandola bene trova anche i suoi perché. Infatti i granata sono scesi in campo  con una formazione davvero inedita  con il solo reparto  d’attacco titolare già in piena intesa mentre la linea difensiva dei tre centrali era nuova , mai prima d’ora avevano giocato insieme stesso dicasi per il centrocampo  con Vives  centrale e ai suoi fianchi Basha e Kurtic mentre sulle fasce  ha fatto il suo esordio a destra Marko Vesovic e a sinistra lo svedese Farnerud, nuovo del ruolo.

Con questa formazione sarebbe stato impossibile vedere  un Toro dal primo minuto con i meccanismi già ben oliati tali da dare sincronizzazione al gioco. Nonostante tutto  nel primo tempo il Toro ha chiuso bene le vie centrali di attacco dell’Inter con le due linee di difesa  e centrocampo molto compatte e unite lasciando pochi spazi ai nerazzurri. L’unica volta che ha concesso spazio a Cambiasso  è nato il gol, ma un gol davvero casuale nella sua traiettoria beffarda. Più che un tiro quello doveva essere  un passaggio al centro ed invece per via dell’effetto ne è nata una palombella che ha sorpreso il bravo Padelli che solo pochi minuti prima si era dovuto superare in una superparata sul tiro di testa  di Palacio. Davvero peccato  che un episodio  davvero casuale  abbia condannato il Toro alla terza sconfitta consecutiva. Poi a parte due ottime uscite di Padelli sui piedi degli avversari, tenendo il Toro di fatto in partita fino al ’93,  il Toro non ha subito più di tanto. E’ stata tutto sommato una partita equilibrata.

Una sconfitta a San Siro ci può stare , è contro la Sampdoria e il Bologna che il Toro ha sprecato e ha davvero sbagliato, ieri no. Ieri ha giocato bene con l’ottimo Vesovic che ha dimostrato grande personalità, ha difeso bene e non ha mai perso la posizione, ha annullato Nagatomo e quando sul finire il mister gli ha dato il via libera  per affondare in attacco si è reso protagonista  di un ottimo contrasto vincente  e di una buona ripartenza che per un non nulla si è tramutata in occasione importante. Se di Vesovic  si possono raccontare note positive così non si può dire per El Kaddouri , mai convincente e soprattutto sprecone ed egoista nell’occasione che lo ha portato in area. Stesso dicasi per Kurtic , il ragazzo ha molta fisicità ma ancora non da segni di qualità, al di là del tiro che ha portato Handanovic a superarsi. Troppo poco, con passaggi sbagliati e contrasti quasi mai vincenti. Fa ancora rimpiangere Brighi anche a  mezzo servizio mentre  il greco Tachtsidis, quando ha sostituito  Vives, è sembrato appesantito e lento e non ha dato certo un cambio passo che sarebbe servito al Toro in quel momento. Ecco spiegato il perché non gioca.

La difesa è stata impeccabile con  Rodriguez, ( rientro dopo lungo periodo di inattività) davvero baluardo e insuperabile nei contrasti, più volte barriera umana sui tiri avversari, stessa prestazione per Moretti “Cuore Toro” a meno di 15 giorni dall’operazione al menisco, forte nei tackle e sempre attento. Su Darmian possiamo solo dire che ad oggi è uno dei più forti difensori della serie A. In attacco?  Immobile oggi non ha avuto grandi servizi ed è  marcato bene mentre Cerci è stato spesso raddoppiato e triplicato e nonostante tutto è stata l’unica luce granata in avanti.

Quello che comunque è piaciuto e stato vedere fino al ’93 minuto un Toro che ha dato battaglia. Si è usciti sconfitti dal Meazza ma non travolti.  Un pareggio vista la prestazione dell’Inter sarebbe stato più giusto.

 

 

 

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