Toro Show a Stoccolma: buona la prima

Toro Show a Stoccolma: buona la prima

Brommapojkarna, Torino 0-3, L’Editoriale di Gino Strippoli / Tre gol, belle azioni e qualificazione in tasca

di Gino Strippoli

Se qualcuno avesse ancora avuto qualche minimo dubbio  sulla condizione atletica dei granata dopo il pareggio contro il Teramo è stato servito! Tre gol a Stoccolma contro il modestissimo Brommapojkarna vogliono dire molto non tanto per le tre reti ma per ciò che i granata hanno saputo fare in campo, dominando dal primo all’ultimo minuto di gioco. Poche le briciole lasciate agli avversari anzi una sola per di più nata da un errore di Vives che prima si fa sradicare un pallone e poi nel tentativo di recupero  va a far fallo di rigore rimediando  l’espulsione: ma il Toro era già in triplo vantaggio! Una piccola leggerezza ma è stata davvero l’unica degli uomini di Ventura.

Gli undici granata hanno macinato buone trame di gioco supportate da una buona condizione atletica. Il giro palla è stato quasi sempre fluido e veloce con rapide verticalizzazioni verso  l’accoppiata Larrondo –Barreto., già quei due che lo scorso anno per varie cause non si sono mai visti ieri hanno fatto vedere il loro valore gonfiando per tre volte la rete difesa  da Blazevic.

Le due punte granata hanno sin da subito tentato triangolazioni e scambi che hanno messo immediatamente in difficoltà la difesa avversaria, supportati sulle fasce dagli ottimi  movimenti di Vesovic e Molinaro che son sempre rimasti molto larghi per cercare di aprire le vie centrali del “Bromma” per poi affondare in incursioni a cercare traversoni soprattutto per la testa di Larrondo.

La vittoria in terra svedese deve essere vista come un ottimo allenamento per cercare sempre più di oliare i meccanismi di gioco , soprattutto per i nuovi granata ovvero Nocerino, lo stesso Vesovic, Molinaro ma anche per il nuovo tipo di movimento richiesto da Ventura nella zona di attacco con le due punte molto vicine tra loro.

Poi certamente lode al Toro e a questi ragazzi che hanno giocato con la giusta concentrazione per centrare non solo il risultato che prenota la qualificazione quasi a occhi chiusi ma anche la prestazione atletica e di gioco.  E’ stato molto bello vedere, dopo 10 minuti di studio,  il Toro in pressing costante per tutta la partita.

Se pensiamo al gol di Barreto e a come è nato possiamo capire quanto Ventura abbia lavorato sui ragazzi anche sugli schemi sui calci da fermo. La punizione battuta da Nocerino con la sovrapposizione di Bovo a sinistra e conseguente assist di quest’ultimo per il tocco di Barreto è stata concepita con la fantasia brasilera, Era tanto che in granata non si vedeva una punizione battuta con tale furbizia. Ecco queste sono le cose importanti più che i tre gol .

Vedere la capacità di essere squadra vera fatta di carattere, organizzata e con tanta fantasia. E se pensiamo che all’opera mancavano Quagliarella, Darmian, Cerci, Maksimovic, Sanchez Mino, Farnerud, possiamo capire quanto l’organico del Toro quest’anno sia completo e importante al di là della vittoria di oggi . L’innesto di Nocerino a centrocampo sta dando quell’esperienza e quella qualità che tanto mancava  al Toro come  ottimo è stato l’ingresso di Benassi  a dieci minuti dalla fine , deciso  e intraprendente,  o la prova di Vesovic  soprattutto nei recuperi difensivi. Molinaro? Un grande terzino che ha sfiorato pure il gol con una bella legnata di sinistro.  Che dire della retroguardia granata: Bovo, Glik e Moretti hanno formato la solita cerniera  difensiva invalicabile. Padelli è stato praticamente inoperoso ma sempre attento anche nei disimpegni. Bravo El kaddouri che è stato onnipresente a centrocampo.

Se teniamo conto che il Toro arriva da una preparazione durissima e che quindi la condizione è buona ma ancora non ottimale possiamo solo  immaginare quando i granata raggiungeranno il Top della condizione psico fisica e di gioco quali soddisfazioni potranno regalare ai tifosi . La maturità raggiunta da questa squadra,  grazie al suo maestro Ventura, sta proprio nella partita di ieri dove sebbene l’avversario fosse notoriamente più debole non lo ha mai preso sottogamba: questo è il segreto delle grandi squadre!  

 

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