Contano ancora i tifosi?

Contano ancora i tifosi?

Loquor / Torna l’appuntamento con la rubrica di Anthony Weatherill: “Mi sento di affermare senza nessuna remora: Antonio Conte, Maurizio Sarri e le dirigenze di Juventus ed Inter stanno disonorando la storia del calcio”.

di Anthony Weatherill
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“Entra in campo e insegui i tuoi sogni”
Cesar Luis Menotti

 

Antonio Conte all’Inter e Maurizio Sarri alla Juventus è più di un incubo diventato realtà: è uno sfregio ai sogni celebrati dal calcio. E’ una settimana strana, quella trascorsa; una settimana in cui persino Emmanuel Macron, attuale inquilino dell’Eliseo, ha avvertito il bisogno di scagliarsi contro la riforma della Champions League prefigurata dall’Eca(il salotto buono europeo dei club che contano). Una settimana dove, da fonte autorevole, mi è giunta l’indiscrezione di una possibile cessione del Napoli alla famiglia Al Thani del Qatar, per la “modica” cifra di seicento milioni di euro. Pare che ad amici Aurelio De Laurentis abbia confidato che, per quella cifra, la sua avventura nel calcio possa comodamente continuare con il Bari. Se questa indiscrezione trovasse tra qualche settimana riscontro nella realtà delle cose, parimenti alla volontà del Fondo Sovrano del Qatar di disimpegnarsi dal Paris Saint Germain, la presa di posizione contro la riforma Champions di Macron avrebbe trovato una sua razionale spiegazione. Una Ligue 1 senza i soldi qatarini diventerebbe davvero l’anello più debole dell’aristocrazia del calcio europeo, una cosa inaccettabile per l’orgoglio della Republique. Ecco perché forse Macron ha usato parole molto dirette e dure sulla questione riguardante la massima competizione europea per club: “sostengo in pieno il presidente della federcalcio francese – ha detto il presidente francese – contro la riforma della Champions League. Dobbiamo difendere i nostri club. Non possiamo sacrificare il nostro modello a beneficio di pochi”. Parole, queste di Macron, sicuramente interessate e strategiche per un calcio diventato sempre più al centro di obiettivi geopolitici, ma sarebbe stato bello sentirle pronunciare, con questa chiarezza, da un qualsiasi dirigente sportivo italiano. Ma uno come Giovanni Malagò, semmai fosse costretto ad una qualsiasi dichiarazione su tale questione, lo si vedrebbe avvitarsi in una spettacolare esibizione di equilibrismo tra aggettivi, avverbi, metafore avvertite, slalom di prudenze varie e, ovviamente, con una dichiarazione finale di grande fiducia per il futuro. Dire tutto, per non dire nulla. E’ dai tempi del “Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa che più o meno funziona così tra i salotti e i corridoi delle varie corti italiane. Stendo un velo pietoso sul presidente federale Gravina, visto che nemmeno l’esercizio di equilibrismo gli è mai riuscito bene. Sì, fa invidia la Francia che addirittura fa scendere in campo la sua massima autorità politica, in difesa dei propri interessi in uno sport ormai assurto a risorsa vitale del mondo. E fa impressione, sempre secondo alcune indiscrezioni, come Macron abbia già prefigurato il dopo Qatar, strappando l’impegno alla prestigiosa e potente Dassault Aviation di rilevare la proprietà del club parigino il giorno in cui scadranno i fatidici dieci anni (tra due anni) a cui Nicolas Sarkozy aveva vincolato l’impegno del fondo sovrano qatarino al destino del Psg, in cambio di favorevoli sgravi fiscali alle numerose attività della famiglia Al-Thani in Francia.

Stadio di proprietà: per fare cosa?

Cessata la sbornia araba, ecco che l’Eliseo prepara la sua contromossa e manda messaggi chiari in chiave autarchica(o sovranista) a tutto l’establishment del calcio europeo. Una bella gatta da pelare per Andrea Agnelli e la sua Eca, e una storia tutta da vedere per verificare a quale esito approderà. Se la Dassault si insedierà tra i corridoi del Psg, Raffaello Follieri sembra sempre più vicino a concludere, per conto di un fondo americano, l’acquisizione del Genoa. Non è, questa, un’operazione da prendere sottogamba, come solo chi non conosce la biografia di Follieri potrebbe fare. L’uomo d’affari di origini foggiane, un tempo residente a New York tra le lussuose mura dell’appartamento che fu di Aristotele Onassis, viene da un passato turbolento(è stato anche recluso qualche anno in un carcere della Pennsylvania) ma è, secondo le riviste specializzate, gestore di un fondo che accumula più di due miliardi di dollari di patrimonio. Amico dei coniugi Clinton(sbaglia chi sostiene che ne millanti l’amicizia) e di parte del loro mondo lobbistico, se sbarcherà(accompagnato da un florido fondo americano) sul ponte di comando dell’antica società di calcio ligure, non sarà certo per limitarsi a fare da spettatore delle vicende della Serie A. La Serie A pare ormai essere diventato un avamposto statunitense(ultimo arrivato è Rocco Commisso) del calcio europeo, e anche se il regno di James Pallota alla Roma sembra essere volto al termine, dovrebbe  essere un altro americano(mi ha sussurrato un uccellino) tra un anno a sedere sul trono della società capitolina. Verrebbe da chiedersi il perché di tutta questa presenza a stelle a strisce nella Serie A, ma provare a tracciare delle ipotesi porterebbe l’analisi di questo articolo verso lidi molto lontani e complessi. Limitiamoci, per il momento, a registrare con lieve inquietudine tutti questi movimenti che stanno avvenendo nelle vicende del massimo campionato di calcio italiano. Tutto ciò, ripeto, nella totale assenza del governo e delle istituzioni sportive italiane. Nessuno che provi ad ergersi in difesa e in tutela dei diritti dei tifosi, che almeno avrebbero il diritto di sapere quale futuro la classe dirigente italiana prefigura per lo sport più amato nel Bel Paese. Ripartendo dal mio annoso concetto del calcio come bene comune, sono letteralmente basito come Inter e Juventus stiano completamente ignorando, e calpestando, le sensibilità dei loro tifosi ingaggiando Antonio Conte(l’Inter) e Maurizio Sarri(sembrerebbe imminente l’annuncio del suo insediarsi alla guida tecnica della società bianconera). I dirigenti di queste due società hanno dimenticato, con tutta evidenza, l’insegnamento evangelico dei mercanti cacciati dal tempio, perché accusati da Gesù di praticare volgare mercimonio in un luogo sacro. Il monito, per i posteri, è che un tempio è sacro perché non è in vendita, ed è quindi indisponibile alle logiche di mercato. La lezione dell’Uomo di Nazareth, con quel gesto di rabbia incontenibile, è che bisogna necessariamente porre un limite alla nostra ambizione e alla nostra avidità. Bisogna chiedersi sempre che tipo di ricadute possano avere i nostri progetti sulla libertà e sui sentimenti degli altri, quando si parla di beni non disponibili alle nostre voglie soggettive. Ed è francamente stoltamente retorico invocare le esigenze del professionismo nel caso Conte/Sarri. Bisogna avere il coraggio di dichiarare l’assoluta amoralità di queste due operazioni, e non importa se ci saranno persone che, scimmiottando un desolante e patetico pragmatismo di maniera, opporranno lo slogan dello spettacolo che deve andare avanti, in un calcio ormai  diventato industria. Bene hanno fatto Jorginho e Lorenzo Insigne ad usare parole dure contro un eventuale approdo di Sarri alla corte juventina. C’è stato un tempo in cui nel calcio venivano osservati patti non scritti, perché vi era ancora un senso del “sacro” tra tutti gli attori principali di questo fantastico gioco. Certe scelte non si facevano nemmeno in nome del professionismo, ed è bene ricordare come il professionismo nel calcio non è certo nato con l’onnipresenza delle televisioni e dell’Eca. Una delle perversioni delle classi dirigenti di quest’epoca, è sicuramente quella di voler far credere alle masse, con modalità quasi surreali, come il mondo sia nato oggi, come lo “ieri” sia stato solo un atto preparatorio, esercitato in una bolla del nulla, alla nascita della storia delle storie. E’ davvero incredibile e stupefacente come molti stiano credendo a questo strano e malefico teorema. Mi sento di affermare senza nessuna remora: Antonio Conte, Maurizio Sarri e le dirigenze di Juventus ed Inter stanno disonorando la storia del calcio. Stanno prendendo a calci il buon senso. Stanno mancando di rispetto ai tifosi di tre squadre. Che nessuno abbia provato a fermarli, rientra nello spirito di questo tempo disgraziato. A volte mi verrebbe di fare un appello, probabilmente dal sapore un po’ retorico, alla coscienza dei professionisti del calcio. Ma poi, quasi sempre, mi ritorna in mente uno degli aforismi più fulminanti e crudeli di Leo Longanesi: “certo, la nostra coscienza è un grande impedimento, ma poi ci si accorda sempre con lei, come col fisco”. E allora desisto, e mi metto a guardare la grandezza piena di luce delle stelle. Questo spettacolo non potrà mai mandarlo in onda Sky in cambio di un costoso abbonamento e di interminabili interruzioni pubblicitarie. Non sarà mai ghermito da uno sponsor tecnico ansioso di venderci una maglietta cucita in Vietnam. E’ una consolazione e una certezza non indifferente. Ve lo assicuro.

Di Anthony Weatherill
(ha collaborato Carmelo Pennisi)


Anthony Weatherhill, originario di Manchester e nipote dello storico coach Matt Busby, si occupa da tempo di politica sportiva. E’ il vero ideatore della Tessera del Tifoso, poi arrivata in Italia sulla base di tutt’altri presupposti e intendimenti.

 

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  1. PaoloSWE - 5 mesi fa

    Stavo leggendo su altro sito di notizie sportive, cosa comporterebbe e come sarebbero pensate le coppe europee pensate da Agnelli e i suoi “compagni di merende”
    4 gironi da 8 in CL, con le prime 6 per girone (24 squadre) già ammesse l’anno successivo, le ultime 8 comunque in EL.
    Dall”EL con 32 squadre le 4 semifinaliste promosse l’ anno successivo in CL, con solo 4 posti rimanenti in CL da assegnare con non ho capito quali criteri. PRATICAMENTE un club chiuso!
    E un’ EL 2 da 64 squadre divisa per criteri geografici, nord, ovest, sud, est e le prime 4 che l’anno dopo salgono in EL.
    NO AL CALCIO MODERNO, NO ALL’ECA, NO AGLI AGNELLI

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  2. dattero - 5 mesi fa

    turin,nessun problema,ci mancherebbe!!!!contraccambio i saluti

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  3. dattero - 5 mesi fa

    belin dimenticavo preziosi ferrero..

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  4. dattero - 5 mesi fa

    comunque se vuoi vendere,qualcuno che compra c’è..
    se un sistema permette l’esistenza di zamparini,campedelli,lotito,puo’ reggere tutti.non ho messo cairo perchè non è disonesto,solo immorale come altri

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  5. dattero - 5 mesi fa

    erickson passo’dalla roma alla lazio,capello,mai alla juve disse…il ns amato Radice,milanista,alleno’ l’inter.
    molto amici interisti non son dispiaciuti,in fondo conte è un paranoico esaltato,ma il campo parla x lui.
    il sarri che conoscevo allenava il pescara,ora tutt’altra persona entrato nel giro ramadami.
    non trovo niente di drastico.
    il drastico è che tutti se ne fottano riguardo i soldi che girano,drastico è avere tanti presidenti mariuoli ed alcuni borderline,ridicolo permettere ad una pagliacciata come sky di esistere.
    il tifoso conta eccome,dipende pero’ da lui,da nessun altro.
    poi,lasdciamo stare il Cristo e pensiamo cosa ha deciso x Lourdes Sua Santita’ in questi gg..

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    1. turin - 5 mesi fa

      dattero, come sai io ti stimo e leggo sempre volentieri i tuoi post. ma stavolta credo ti stia sfuggendo il nocciolo della questione. sarri e conte delle vicende di questi giorni non possono essere paragonati, a mio modesto parere, a quelli che hai citato. rappresentano per la storia juventina e napoletana qualcosa di molto profondo a livello di appartenenza. credo che weatherill abbia intenso avvertire che un limite al cinismo del calcio moderno, prima o poi, bisognerà pure pensare di metterlo. non possiamo sempre giustificare le cose, perché qualcuno prima ne ha commesso una simile. ci sarà un momento in cui si dirà basta. il riferimento ai mercanti del tempio è stato pertinente, visto il significato sociale e morale che ha avuto nell’azione di Gesù, indipendentemente se si creda alla sua essenza(di Gesù) divina o meno. Ma sia chiaro che non è un polemica nei tuoi confronti, caro dattero, solo, spero, un confronto. ti mando un saluto con la stima di sempre

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  6. Hastasiempre - 5 mesi fa

    Grande articolo , i governi che intrecciano loschi affari con sordidi imprenditori , tranne il nostro che non ne ha bisogno … è già colluso e complice da decenni !!
    La cosa più preoccupante è che se quell’ommo immerda di DE LAURENTIS si concentra sul Bari …son cazzi amari , non oso immaginare cosa si inventerà x dimostrate che Bari è il buco del culo del mondo e dalla nuova Champions League non può stare fuori

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  7. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    Paghi? Rinnego! Il Marketing ha “stracciato” gli ultimi baluardi dello Sport. Etica e Regolamenti. Non conta più niente il “come”, ma il “cosa”. Il giornalismo “compiacente” e prezzolato lusinga i corrotti e mortifica i corretti. Orgoglio e dignità vengono rivendicati da tutti al solo scopo di alzare il prezzo della loro vendita. Basta pagare. I tifosi? A questo punto non li reputo più vittime, ma complici. È un Calcio drogato. E fatalmente porta alla assuefazione. Basta continuare a spartirsi “la dose” tra pochi privilegiati e ricchi consumatori. E lo Sport? Sarà per la prossima volta!

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  8. Policano - 5 mesi fa

    Ma se l’Inter aveva già ingaggiato Marcello lippi e Gasperini…. Di che parliamo??

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    1. turin - 5 mesi fa

      di tutto ciò che è successo tra inter e Juventus a causa di calciopoli, delle ripetute dichiarazioni di sarri contro la juve a suo tempo e di ciò che lui ha rappresentato e rappresenta per i tifosi del napoli, di un maldini che mai si sognerebbe di andare a rivestire qualsiasi incarico all’inter allo stesso modo di come non lo farebbe zanetti con il milan, e potrei continuare. di questo stiamo parlando, caro fratello policano. ma come si fa a non capire che stanno continuamente spostando il confine della decenza, trasformandoci da tifosi in spettatori? è tanto tempo che weatherill, con i suoi scritti, sta tracciando un panorama razionale di ciò che sta accadendo al calcio.se due icone come antonio conte per la juve e maurizio sarri per il napoli, vanno a guidare inter e Juventus, cosa ci è rimasto di vero nel calcio?

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      1. Policano - 5 mesi fa

        Se uno ti fa fuori, ti licenzia e ci litighi é chiaro che accetti un incarico altrove per rivalsa

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    2. turin - 5 mesi fa

      qualcuno, qua dentro, potrebbe con serenità definire normale che, in nome del professionismo, paolino pulici allenatore della Juventus?

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      1. Policano - 5 mesi fa

        Di PULICI c’è n’è Uno, Trapattoni che carriera ha fatto?

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  9. Torello_621 - 5 mesi fa

    Di solito uso il wrestling come metafora dell’avatar dello sport. È infatti uno spettacolo in cui, per esplicita dichiarazione degli organizzatori, tutto è preordinato.
    Gli spettatori lo sanno benissimo eppure, forse rimuovendo inconsciamente il pensiero, affollano i palazzetti intorno al ring.
    Spero di tutto cuore che il calcio non faccia questa fine e soprattutto che non facciamo questa fine noi tifosi, non ce lo meritiamo.

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    1. GlennGould - 5 mesi fa

      La tua speranza è vana, andrà esattamente come hai descritto.
      Poi capiranno che gli europei non sono americani. Questi ultimi vanno nei palazzetti per hamburgher e hotdog, per lo spettacolo a metà primo tempo, per un sacco di cose, e poi per vedere una partita. Gli europei non sono così, ecco perché il format superchampion è una cagata che verrà applicata, e dopo qualche anno si dimostrerà un fallimento.

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  10. One plastic - 5 mesi fa

    l’articolo condanna giustamente il pragmatismo di maniera quando si invoca il professionismo per giustificare scelte altrimenti incomprensibili e lesive della sensibilità dei tifosi.
    l’autore, però, dovrebbe essere coerente nel condannare lo stesso pragmatismo quando da più parti ,compresa la dirigenza del Torino fc, vi si ricorre per giustificare la nostra impossibilità a competere ai livelli cui dovremmo aspirare.
    quindi non dovremmo più ascoltare o leggere frasi del tipo : il calcio è cambiato, ora ci sono gli sceicchi e via dicendo.
    o siamo pragmatici sempre o sempre condanniamo il provincialismo e il vittimismo che ci fa essere entusiasti per un settimo posto…
    perchè sempre di rispetto per i tifosi parliamo , di tifosi del Toro…

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  11. GlennGould - 5 mesi fa

    E davanti a tutto ciò, Cairo diventa un principe del romanticismo.
    Godetevi ciò che resta del calcio, perché dal 2024 non ne rimarrà più nulla. Solo un campionato privo di meritocrazia, gonfio stracolmo di soldi. Un teatro costruito con i mattoni d’oro. Ma sempre teatro è. Non conterà più chi vince una pArtita, chi la perde, chi arriverà primo, secondo o terzo, penultimo o ultimo.
    L’unica cosa buona e che noi, a sta merda tempestata di diamanti, non parteciperemo.

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  12. Kalokagathia - 5 mesi fa

    Ogni volta che ci provo mi torna in mente il motivo per cui passo ogni volta che vedo un titolo ad effetto, e grazie al cielo questa volta ci hai scampato dalla solita scarica di citazioni. Il tuo romanticismo reificato al mondo del calcio intriso di morale da 4 soldi opprime il mio senso del gusto e probavilente anche del giusto. É assoluto l’anacronismo dei concetti che esprimi in questo articolo. Senza andare a sondare le mirabolanti situazioni che si verificano ormai da anni nel calcio a livello globale, guardiamo un attimo in casa nostra. L’anno passato di questo periodo MOLTI si sono presi chili del mio cyber-disgusto per aver espresso, a più riprese, il cocente desiderio di voler Antonio Conte alla guida tecnica del nostra squadra; poi, qualche tempo più lontano, ci sono stati quelli che volevan vedere Giovinco in maglia granata, pronti a venerarlo come il nuovo messia; come non citare infine i petali di rosa che hanno celebrato l’arrivo di Zaza. Antony caro ma che stai a di’??! Quella resistenza del povero tifoso a cui fai allusione Antonino caro sai dove esiste ancora? Nei bar autentici dove per merito della tua ideona della tessera del tifoso i “VERI” sono costretti fuori dallo stadio. Dunque prendi il tuo romanticismo da canale 5 e…..

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    1. Alberto Fava - 5 mesi fa

      Escludendo la tua ultima frase da cui mi dissocio ( scusami ), ho letto l’articolo , e trovo il tuo post completamente condivisibile.
      In particolare l’accenno ai Bar, ultimo baluardo degli appassionati con spirito libero, mi è piaciuto tanto.
      E’ vero , è così lo vedo tutti i giorni.
      Ciao

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    2. turin - 5 mesi fa

      alla fine di ogni articolo del signor weatherill, toronews spiega a caratteri cubitali come la tessera del tifoso adottata in italia non sia quella pensata dall’articolista. quindi, messo che oggi ci sia qualche tifoso che non entri allo stadio per colpa della tessera e sia quindi costretto a restare al bar, il tuo incolpare weatherill di questo stato di cose è francamente un tentativo scorretto di mettergli contro i lettori per motivi evidentemente personali. un tentativo il tuo, questo sì, da quattro soldi. il tuo essere inutilmente offensivo e sciocco lo dimostri nell’ultima riga del tuo post, e non mi sorprende come uno del tuo “livello” non apprezzi le citazioni colte che a volte weatherill usa. Siete 3/4 a insistere con questa storia, usando dei toni lapidatori inaccettabili in una civile discussione. Fortunatamente weatherill non calcola i vostri “autorevoli” giudizi, e continua a scrivere da par suo. come in questo ultimo articolo, che trovo condivisibile in toto. ma comprendo come ad uno che voleva sulla panchina del nostro toro antonio conte trovi tutto ciò che weatherill ha condannato in questo articolo un moralismo da 4 soldi. chi non ha morale dice sempre così, verso chi prova a far ragionare sulla necessità di averne almeno una parvenza come riferimento. un consiglio gratuito: leggi altro, questa rubrica ti fa stare troppo male. tutti quelli che l’apprezziamo possiamo fare a meno dei tuoi scorrettissimi e volgari commenti, e tu sicuramente ne guadagneresti in serenità d’animo. un saluto riverente, genio della lampada

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      1. Alberto Fava - 5 mesi fa

        Senza entrare nella Tua polemica “ad personam”, ho letto il tuo post, e mi piacerebbe fare un paio di osservazioni /domande su quanto scrivi.
        Innanzitutto mi piacerebbe conoscere il progetto di “Tessera del Tifoso” ideata da Sr Anthony Weatherhill che non conosco per nulla, visto che da quanto scrivi parresti ferrato, ti ringrazierei per delucidarmi in proposito.
        Questa la domanda.
        L’osservazione è riguardo alla frase dove scrivi “ messo che ….. “ riferito a Tifosi che con l’introduzione della tessera rimarrebbero al Bar e che mi pare metteresti in dubbio, beh mi scuserai ma qui non concordo assolutamente con quanto scrivi.
        Posso presentartene delle decine ( visto che sono in pensione e frequento saltuariamente i Caffè) da Borgaro Torinese, passando per Trezzano sul Naviglio, Sala Bolognese , Pontassieve, Narni e Sangemini,
        , Casoria , Rosolini fino ad Alghero e Villasimius.
        Con tutto il rispetto per le Tue opinioni e per quanto pubblica in bravo reporter .
        Fidaci.
        Ciao

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        1. Alberto Fava - 5 mesi fa

          Fidati sorry per il refuso

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        2. turin - 5 mesi fa

          caro alberto fava, il mio dubitare non era sul fatto se alcuni tifosi restano al bar a causa della carta del tifoso o meno, ma era sulla mia scarsa conoscenza del fenomeno. confesso di avere una scarsa conoscenza sui motivi che costringerebbero dei tifosi a non andare allo stadio causa l’attuale tessera del tifoso. quindi dubitavo su di me. sbaglierò e sarò ingenuo, ma credo sempre nella buona fede degli altri, e quindi tendo sempre a credere alle testimonianze che mi fanno. per quanto riguarda la carta del tifoso, dopo essermi appassionato a questa rubrica, ho cercato informazioni sulla rete su Anthony weatherill, trovando molte informazioni se qualche intervista da lui rilasciata sulla carta del tifoso. non so se ci ho capito molto su quello che aveva ideato, ma la certezza che ne ho ricavato che la tessera del tifoso di cui siamo tutti vittime al momento non ha nulla a che fare con Anthony weatherill. come, del resto, è precisato alla fine di ogni articolo di questa rubrica. sarebbe interessante avere un articolo delucidativo da weatherill. grazie del civile confronto, fratello granata. alla prox

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          1. Alberto Fava - 5 mesi fa

            Grazie a te @turin.
            Ciao

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      2. Kalokagathia - 5 mesi fa

        Ma cosa sinifica “lapidatorio”? Mai sentito, io conosco il termine “lapidario” che oltretutto non c’entra nulla col senso della tua frase. Citazioni colte??? Appunto: sono frammenti decontestualizzati e violentati del loro reale significato. Antony ha scritto anche articoli apologetici in merito la tessera del tifoso, anche al di fuori di “toro news”, ricordando quanto questa trapiantata in Italia sia stata svuotata della sua naturale essenza di esistere; ma il fine di essa, sin dal principio, è stato quello di schedare le persone. E infatti l’idea nasce in Inghilterra all’epoca dei celebri disordini tra tifosi. Dunque Antony dovrebbe solo tacere a riguardo.
        Mi dispiace ma questi articoli che difendi con tanta grinta provengono dalla mano di un demagono e quelle che tu chiami “citazioni colte” sono infatti uno strumento di persuasione che fanno presa un pubblico che non è tanto avvezzo alla cultura, come mio caro hai manifestato di esser tu.

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        1. Kalokagathia - 5 mesi fa

          Demagogo

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          1. turin - 5 mesi fa

            poverino… qualcuno deve averti detto quanto tu sia perspicace, colto e geniale… e il problema vero è che tu gli hai creduto. sul resto nemmeno ti rispondo, anche se sarebbe molto facile farlo, visto che non è ripetendo una bugia che questa diventa verità. è talmente evidente quanto qualcosa di personale si muova dentro di te, da far quasi sorridere. ah, a proposito… non serve tu corregga i refusi, si era capito trattasi di refuso. sappiamo quanto tu sia colto e quanti tu sappia usare bene la tua cultura. quindi non affannarti…un saluto, genio

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  13. LeoJunior - 5 mesi fa

    Non si torna più indietro. E la super Champion la faranno comunque. Si sono già impegnati e i business plan delle big sono già tarati su questa ipotesi. Vi ricorco che il Tottenham si è costruito uno stadio da 1 miliardo di euro. E secondo voi si ripaga con il “vecchio calcio”?
    Secondo me si andrà verso una scissione e se la faranno a prescindere.
    E ci saranno due sport diversi. Se “chi resta” si organizza in modo giusto potrebbe anche resistere e alla lunga vincere. Difficile ma non impossibile. Io credo che in fondo la gente si stia stufando di questa logica. Ricordo che la finale di Coppa Italia ha avuto più spettatori TV della finale di CL.
    Vedrete che boom avrà il calcio femminile.
    La gente normale cerca cose normali e quando ci si spinge troppo oltre ci si allontana. E spesso la reazione è inaspettatamente contraria al main stream, lo si fa per reazione. E non mi sorprenderei che la gente si riavvicinasse ad un calcio più autentico.
    In questo caso l’avidità non porterà a nulla.
    Il problema sarà resistere

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  14. Marchese del Grillo - 5 mesi fa

    Un giorno, forse, usciremo di nuovo a mirar le stelle. Oppure no! E accontentiamoci, per adesso, della volta celeste, che poco non è ma è comunque altra roba.

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  15. tric - 5 mesi fa

    Ridateci il calcio! TAS di Losanna, miliardari americani, fondi del Quatar: facce di una stessa perversione che si è appropriata del gioco che ci piaceva così tanto!

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  16. SSFT - 5 mesi fa

    Chiedo scusa ma andrò off topic con il mio commento.

    Redazione,
    In questi giorni sarebbe possibile fare un approfondimento sul funzionamento del tas di losanna, magari contattando direttamente uno degli arbitri (non per forza quelli incaricati del ricorso del milan)? Mi interesserebbe conoscere funzionamento e tempistiche di tale organo in maniera definitiva e magari avere anche qualche informazione in piu sul caso concreto (a che punto siamo? a cosa è dovuto il prolungamento delle tempistiche?).
    Il giornalismo sportivo dopo aver dato la notizia della sospensione della uefa ha bellamente fatto finta di nulla e persino le testate e le reti più vicine al mondo milan spendono ore a parlare di maldini, boban, giampaolo ecc ignorando l’elefante nella stanza.
    Io onestamente leggerei molto più volentieri un articolo simile (ovviamente se ben fatto) piuttosto che l’ennesima lista di nomi di mercato spesso senza fondamento.
    Vi ringrazio.

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  17. mau69 - 5 mesi fa

    Articolo super. Magari i giornalisti italiani capissero che esiste un calcio “bene comune” da tutelare!

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  18. Nidam - 5 mesi fa

    I tifosi cantano solo e non contano nulla

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  19. TOROHM - 5 mesi fa

    Viva il Toro di Cairo.Perlomeno è genuino e soprattutto Italiano.

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  20. ToroMeite - 5 mesi fa

    I tifosi non contano nulla giá da un bel po’ di tempo, perché giá il fatto di lasciar giocare una Supercoppa in un posto lontanissimo e completamente diverso come l’Arabia Saudita… l’unica cosa che conta é che ci sia qualcuno che ci metta i soldi, ma tanti, tanti soldi.

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    1. ToroMeite - 5 mesi fa

      Preciso: Supercoppa Italiana, un trofeo N-A-Z-I-O-N-A-L-E. Non uno qualsiasi.

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