Serie A: commento alla 18.a giornata

La befana ci regala il ritorno al calcio giocato anche in Italia con la penultima giornata del girone d’andata, come oramai di consueto si è partiti all’ora di pranzo con la Juve giustiziata da due dei suoi ex, Giovinco con una bella doppietta e nel finale Palladino; va tutto storto ai bianconeri che perdono dopo qualche minuto Quagliarella per un infortunio che lo terrà per diverse settimane lontano dai campi di gioco,…

di Nino Mancini

La befana ci regala il ritorno al calcio giocato anche in Italia con la penultima giornata del girone d’andata, come oramai di consueto si è partiti all’ora di pranzo con la Juve giustiziata da due dei suoi ex, Giovinco con una bella doppietta e nel finale Palladino; va tutto storto ai bianconeri che perdono dopo qualche minuto Quagliarella per un infortunio che lo terrà per diverse settimane lontano dai campi di gioco, e Felipe Melo per un meritatissimo rosso dopo una scarpata da terra in faccia a Paci, Marino ha il merito di aver preparato bene la partita ma soprattutto di aver sempre tentato di far giocare la squadra, anche quando era fanalino di coda, e ora iniziano a vedersi i risultati e la relativa classifica, per Del Neri invece si complicano le cose e il ricorso al mercato per l’attacco diventa ora indispensabile.
Nel pomeriggio il Milan si laurea campione d’inverno a Cagliari grazie ad un gol in sospetto fuori gioco del giovane Strasser a 5 dal termine, autore dell’assist Cassano che ha fatto il suo esordio solo a ripresa inoltrata, i ragazzi di Donadoni avrebbero meritato il pareggio per le occasioni avute ed il gioco espresso durante i novanta minuti; anche a Roma il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, la spunta invece la Roma con due doppiette di Borriello e Vucinic ma gli etnei possono recriminare su qualche decisione arbitrale sfavorevole.
Non va oltre il pareggio la Lazio a Genova contro i rossoblù che pur giocando meglio e creando diverse occasioni da gol non riescono a superare un monumentale Muslera, da segnalare un bel palo di Hernanes che avrebbe potuto cambiare il corso del match; ne approfitta il Palermo che rifilando tre gol alla Sampdoria si avvicina alle zone nobili della classifica, con Pastore non particolarmente ispirato ci pensa Miccoli a mettere la partita in discesa, Di Carlo perde così il primato della difesa meno battuta del torneo a beneficio del Milan.
Sale anche l’Udinese che approfitta dell’assenza del Chievo per tutto il primo tempo e grazie a due perle di Sanchez e Di Natale (che si permette anche il lusso di sbagliare un rigore) chiude il match, neanche l’espulsione dell’ex Pinzi riesce a riaprirla e solo nel secondo tempo i veneti provano a rendersi pericolosi senza però bucare Handanovic; buon pareggio a Bologna per una Fiorentina ancora scossa dalla vicenda Mutu, i felsinei passano subito grazie al bomber Di Vaio ma non chiudono la partita e Santana ne approfitta per dare un po’ di serenità all’ambiente.
Nelle zone basse della classifica fa notizia la vittoria nel derby pugliese del Bari che a Lecce ringrazia il nuovo arrivato Stefano Okaka per il gol che potrebbe cambiare la storia della stagione; punti pesanti anche per il Cesena a Brescia, i romagnoli autori di un primo tempo perfetto riescono a bucare per due volte Sereni e potrebbero arrotondare ulteriormente il punteggio con diversi contropiedi.
Nel posticipo serale Leonardo festeggia l’esordio sulla panchina dell’Inter con una vittoria che rilancia le ambizioni della squadra per le zone alte della classifica, avendo due turni da recuperare; contro il Napoli i nerazzurri sono sembrati più pimpanti rispetto alle ultime prestazioni di campionato, il recupero di giocatori determinanti come Thiago Motta e la scossa determinata dal cambio nella direzione tecnica hanno fatto il resto, con un Napoli che dopo un buon primo tempo nella ripresa non è riuscito a reagire allo svantaggio.

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