Toro, conquistare l’Europa e riconquistare la città

Toro, conquistare l’Europa e riconquistare la città

Occhi Sgranata / Torna la rubrica di Vincenzo Chiarizia: “Il nostro capitano deve solo pensare a giocare con la cattiveria e la determinazione che l’ha contraddistinto negli ultimi due match”

di Vincenzo Chiarizia

Tramite social il primo presidente del Torino post fallimento, Pierluigi Marengo, ha condiviso alcuni articoli di giornale nei quali si parla di alcuni esponenti istituzionali locali che hanno lodato l’altra squadra di Torino, complimentandosi per il passaggio del turno in Champions League, per il valore aggiunto che la squadra strisciata darebbe alla città e che per questo motivo dovrebbe essere supportata nella valorizzazione del fortissimo brand che questa squadra rappresenta. Il tutto come se Il Torino e la sua storia non rappresentassero nessuno e per nulla l’identità cittadina. Io non sono torinese, ma è cosa ormai nota a tutti che per il Toro ci sia una maggiore appartenenza identitaria nel capoluogo sabaudo. E allora Marengo si chiede giustamente come mai né la società né i tifosi facciano sentire la propria voce per rivendicare in primis l’esistenza, e poi parità di trattamento. Sì perché se vogliamo parlare di “brand”, il marchio Toro porta con sé valori certamente più profondi e radicati tra le persone e probabilmente meriterebbe un’attenzione certamente maggiore rispetto al cosiddetto “fortissimo brand”. In maniera un po’ romantica Marengo invita a raccolta tutti i tifosi a “riconquistare la città”. Concettualmente non è sbagliato, perché se c’è una squadra che non è stata supportata questa è proprio il Toro. Nelle scorse settimane ho scritto di come non ci sia ancora l’ombra di un progetto con la sindaca Appendino per fare in modo che il Toro abbia uno stadio di proprietà, quando però è cosa assai nota che all’altro club torinese sia stata concessa l’enorme area della Continassa ad un prezzo irrisorio. Dunque mi sento di condividere il pensiero dell’avvocato Pierluigi Marengo, nella speranza che il presidente Cairo possa essere stimolato ad investire sul serio sul marchio Toro e ad allacciare proficui (per il Toro) rapporti con l’amministrazione!

Toro, credere nel progetto per prendersi l’Europa

Il tutto mentre il Toro domani sera giocherà un altro di quei match importanti e dalle mille variabili da considerare. Sulla carta il Toro è più forte del Bologna di Sinisa Mihajlovic. Eppure sappiamo come il tecnico serbo sia un grande motivatore e, soprattutto, quante motivazioni ha per uscire vittorioso dal Grande Torino. E’ prevedibile che il Bologna domani aggredirà sin da subito il Toro e, vedendo anche la partita di domenica scorsa a Frosinone, è probabile che il Toro si appresti a giocare in maniera piuttosto attendista. Il confronto tra Mazzarri e Mihajlovic sarà lo scontro tra due idee di calcio completamente opposte. E’ probabile che assecondare il gioco aggressivo dell’ex tecnico granata potrebbe risultare un errore. Quelle poche volte che il Toro targato Mihajlovic ha incontrato formazioni venute al Grande Torino con un atteggiamento remissivo, il Toro ha quasi sempre dilagato, ad esempio ricordo proprio il 5 a 1 con cui il Toro superò il Bologna con la tripletta del Gallo. Dunque a Mazzarri la scelta della strategia. Io confido che il Toro possa aggredire il Bologna sin dal primo minuto. Dello stesso avviso parrebbe essere il tecnico toscano visto che in conferenza ha affermato che desidererebbe far sua la gara già nel primo tempo.

Il Toro corre, ma sulla rete i tifosi continuano a dividersi

Fortuna che ora il Toro ha un Gallo ritrovato. Della mancata convocazione di Mancini, fossi in lui, non mi preoccuperei. Dopo tutto è vero che Belotti si è sbloccato, ma questo è avvenuto soltanto da due gare e magari il CT aveva già fatto un programma sulle convocazioni. Il nostro capitano deve solo pensare a giocare con la cattiveria e la determinazione che l’ha contraddistinto negli ultimi due match. Solo così il Toro potrà conquistare l’Europa, quell’obiettivo che potrebbe essere intanto il primo passo per “riconquistare la città”, come Marengo ed il sottoscritto sperano. Ottenere il pass per l’Europa League farebbe aumentare il potere contrattuale del Toro nel trattare con le istituzioni e mirare ad avere parità di trattamento.


Vincenzo Chiarizia, giornalista di fede granata, collabora con diverse testate abruzzesi che trattano il calcio dilettantistico, per le quali scrive e svolge telecronache. Quinto di sei figli maschi (quasi tutti granata), lavora e vive a L’Aquila con una compagna per metà granata.

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  1. SiculoGranataSempre - 5 mesi fa

    Proprio non capisco come si possa corteggiare “quella squadra lì” con discorsi di “appartenenza”, “brand”, “immagine della città”. Certo che in questo paese oltre alla memoria corta pecchiamo troppo spesso di paraocchi e tappi nelle orecchie.
    Quella squadra lì ha tolto il simbolo della città di Torino dal suo “marchio di fabbrica” con esplicita volontà di diventare una “cosa” globale, internazionale. La squadra “del mondo”. Sarebbe interessante chiedere ai tifosi della rubentus sparsi negli angoli più sperduti del mondo (ricco e non solo) che cercano di conquistare, se conoscono da quale città arriva. Mi sembra che l’argomento sia inutile e superato. Quindi ci sarebbe spazio per fare riconquistare al nostro Toro il suo legame con la Città, così come in Inghilterra e Spagna nessuno si sognerebbe di togliere ai tifosi della propria città il privilegio di essere i primi sostenitori e il 12° uomo in campo. Dalle ultime parole di Cairo sembra emergere che forse quest’uomo abbia preso gusto a vincere… Chissà: Citta, Stadio di proprietà, alleanze, sponsor e squadra già conosciuta in tutto il mondo per la sua storia. Sogno uno stadio denominato “Invincibili” di Torino. Tra l’altro per chi ha guardato ieri sera Propaganda Live su La7 avrà visto che nel servizio da Taranto i tatuaggi sui polpacci degli operai ExILva erano dei pigiami ma anche del Toro. Ed eravamo a Taranto ed io sono Siciliano. Cairo deve sapere che anche in giro per l’Italia ci sono migliaia di tifosi che aspettano. FVCG

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  2. alrom4_8385196 - 5 mesi fa

    Le simpatie e le opinioni di Mancini sono note per cui le sue convocazioni o esclusioni non devono stupire più di tanto. Quanto alla disparità di attenzione e trattamento riservata dalle varie amministrazioni di Torino alla squadra granata nei confronti della strisciata è cosa nata da quando la dinastia di Villar Perosa si dedicò al calcio (oltre che agli affari naturalmente ). L’autore Chiarizia si può documentare su come ,dal fondatore in poi , la famiglia ovina incrementò ed esercitò il potere in tutti i campi ed ovviamente non poteva esserne escluso quello sportivo . Chiedersi come mai la Appendino od i suoi predecessori non usino o abbiano usato gli stessi riguardi anche al Toro significa vivere sulla nuvoletta staccati dalla realtà. La vera domanda ,che ci deve riempire di un orgoglio enorme , è questa : come ha fatto il Toro a sopravvivere e rinascere sempre da tragedie e fallimenti nonostante le palesi e continue difficoltà ( ehm ehm ) ambientali ? Questa è la nostra forza che nessun sindaco , giunta, torti vari , società pluriscudettate e pluriinquisite riusciranno mai a scalfire !

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  3. apuano - 5 mesi fa

    Il nostro capitano meritava la convocazione anche senza i suoi ultimi gol.mihajlovic in conferenza oggi a riguardo del gallo e’ stato chiaro.il ciclista preferisce lasagna o grifo.poco male ce lo teniamo noi il gallo in questo momento importante e se non avesse convocato izzo e sirigu anche meglio.abbiamo un sogno da raggiungere e qualche squadre avanti le vedo poco concentrate.COLPO GROSSO 4 posto.maledetti i fottuti punti che ci hanno fottuto all’andata.Barra a dritta.FORZA TORO SEMPRE E OVUNQUE.non solo a Torino.

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