La regola dell’equilibrio

La regola dell’equilibrio

Prima che sia troppo Tardy / Torna la rubrica di Enrico Tardy: “Debbo dire che siamo stati molto bravi ad invertire la rotta”

di Enrico Tardy

È il titolo di un gradevolissimo romanzo di Carofiglio e mantra che il tifoso (in quanto tale malato) granata dovrebbe talvolta ricordare. Riavvolgiamo il nastro: quasi tutta la gara in ciociaria è stata caratterizzata da scontri fisici, contrasti, falli, poche giocate apprezzabili gol fantastici esclusi, ovviamente. Era prevedibile e debbo dire che “siamo” stati molto bravi ad invertire la rotta, dopo un primo tempo di sofferenza. Avere una rosa con alternative di discreto livello ci consente di provare, e riuscire, a capovolgere situazioni complicate. Il risultato conta tanto, in questi anni in tante occasioni avevamo mancato l’appuntamento vincente con squadre obiettivamente inferiori alla nostra, dunque il miglioramento c’è, eccome.

Il filo sottile

Potrei parlare della realizzazione del famigerato “percorso di crescita”, ma ve lo risparmio… Dunque togliamoci (lo dico a me stesso in primis), dalla testa più che dalla bocca, il retrogusto dell’insoddisfazione per il gioco espresso, è cosa buona e giusta. In Italia tifosi entusiasti per la qualità di calcio proposto dalle loro squadre non ne esistono. Persino i primi in classifica si lamentano… Contano risultati e identità, tenendo ben a mente le potenzialità della squadra. Il Toro è dove tutti noi ambivamo fosse a questo punto del campionato: i calciatori si impegnano, alcuni rendono meglio altri meno, certo non possiamo dire di avere una  rosa da Champions che non rende quanto dovrebbe. Abbiamo ritrovato uno straordinario Gallo, abbiamo un gran portiere ed un gigantesco Nkoulou, giusto essere felici.  Aspettiamo Sinisa, ben consci della dura lotta che ci attende, le differenze di classifica possono svanire in un lampo senza consapevolezza. Nell’attesa, mordiamo questi istanti di godimento e sputiamo via il nocciolo avvelenato della lagnanza.


 

Avvocato penalista, appassionato di calcio (ha partecipato al corso semestrale di perfezionamento in diritto e giustizia sportiva presso Università di Milano), geneticamente granata, abbonato al Toro da circa trent’anni.

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  1. Maroso - 6 mesi fa

    Io non mi stanco di raccomandare prudenza e prudenza. Adesso va meglio, ma abbiamo ancora davanti tante partite da vincere a tutti i costi, tante prove del nove o occasioni da sfruttare. Facciamo come dice Mazzarri, affrontiamo partita per partita gli avversari che arriveranno, cercando di imboccare la strada del miglioramento continuo, per dirla alla Cassardo.
    Ciao a tutti.
    FVCG

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  2. Simone - 6 mesi fa

    Se tutte le gare che disputiamo sono caratterizzate da scontri fisici, contrasti e falli non sarà che dipende da noi?
    Vorrà dire qualcosa se siamo la squadra più fallosa di TUTTA la serie A?!?!
    È una nostra caratteristiche che, bene o male, sta dando i suoi frutti e allora non possiamo lamentarci di questo!

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  3. Toro71 - 6 mesi fa

    Il Toro deve acquisire una mentalità vincente e credo che Mazzarri sia nella direzione giusta. Il calcio è proprio strano. Noi tifosi fino a 10 giornate fa volevamo la testa di Mazzarri. Adesso che i risultati stanno arrivando con una certa continuità lo osanniamo. Mancano 11 partite alla fine del campionato e noi dobbiamo sostenere la squadra con la speranza che il sogno possa continuare. Forza Toro.

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  4. rokko110768 - 6 mesi fa

    C’è un salto mentale importante nel Toro, oltre ad una quadratura in campo che è marchio di fabbrica di Mazzarri.
    Ci sono miglioramenti da perseguire: giocare con Iago-Belotti-Zaza insieme dall’inizio in determinate partite (esempio contro il Bologna e Sinisa), il recupero di Meitè, il miglioramento di De Silvestri che fino ad oggi ha reso meno rispetto allo scorso anno.
    Dunque buone/buonissime cose e, per me aspetto positivo, il poter crescere ancora.
    Quindi tanto lavoro ed applicazione. Possiamo farcela ma serve dare il 150% da ora in poi.

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  5. Ardi - 6 mesi fa

    A prescindere dal piazzamento finale di stagione la prossima estate sarà la cartina di tornasole per conoscere le reali intenzioni di Cairo. Se terrà i migliori, tra cui nkulu e belotti, e comprerà le due tre pedine che mancano allora sapremo che tiene davvero ai risultati sportivi del toro. Altrimenti,purtroppo, sarà evidente che gli basta rimanere a metà classifica

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    1. PrivilegioGranata - 6 mesi fa

      A me pare che Cairo sia ambiziosetto anzichenò.
      Prudente ma ambizioso.
      E come diceva un Vate che è passato da queste parti: “Non importa chi parte, ma chi arriva”. E’ su chi arriva che si deve giudicare.
      Facciamo un esempio: per me se partisse Falque e arrivasse una seconda punta velocissima e che sa usare entrambi i piedi, la scelta sarebbe ottima. Così come se al posto di Lollo (che stimo molto) arrivasse il fratello gemello di Ansaldi.
      E avanti con esempi dello stesso tenore.
      Al di là di tutto, mi sembra un po’ prematuro pensare al calciomercato futuro, non sapendo se arriveremo a qualificarci per l’Europa. E questo è un crinale che porterà a scelte piuttosto differenti.

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  6. Cecio - 6 mesi fa

    Battiamo Sinisa e non mi lamenterò più fino a fine cammpionato!

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    1. PrivilegioGranata - 6 mesi fa

      Sinisa e Soriano, due diSSgrazie del Toro.

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  7. Pimpa - 6 mesi fa

    che te passa pure er mar de panza.

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  8. giangi - 6 mesi fa

    Sputiamo via il nocciolo avvelenato della lagnanza.
    🙂

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  9. PrivilegioGranata - 6 mesi fa

    Ahi ahi, oltre al “percorso di crescita”, detto e negato, salta fuori anche “consapevolezza” verso la fine.
    Spirito di Ventura esci da questo corpo!!!

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