Toro: e adesso proviamo a sognare l’impossibile…

Toro: e adesso proviamo a sognare l’impossibile…

Saldature / La rubrica di Beppe Pagliano

di Beppe Pagliano

Frequentavo la prima media l’ultima volta che il Toro vinse quattro partite di seguito in serie A, per la precisione eravamo tra febbraio e marzo del 1978 quando i granata, con Pulici e Graziani in campo, sconfissero in serie Foggia, Genoa, Bologna e Napoli.

Effettivamente sono passati un bel po’ di anni.

Da quel Toro vincente degli anni settanta pian piano siamo arrivati a quello di fine anni novanta fino a quello dei giorni nostri in cui l’onta della serie B è stata quasi la normalità!

Probabilmente da questo stato di cose è nata la contrapposizione attuale tra noi tifosi, chi come me ha avuto la fortuna di vedere un Toro vincente o quanto meno costantemente piazzato nelle posizioni nobili della classifica non riesce a rassegnarsi nel vedere un Toro tendente ad accontentarsi a scapito di quello che la logica impone, al contrario chi è più giovane ed ha solamente avuto modo di tifare per un Toro debole e squinternato riesce a vedere le cose sempre in modo più positivo, con una dose maggiore di pazienza e sicuramente è più portato ad accettare le logiche del calcio attuale.

Nessuno e ripeto nessuno però può permettersi di insinuare che chi critica possa in qualche modo gioire per le disgrazie del Toro. Chi come il sottoscritto critica lo fa per amore della maglia granata e forse a causa di un calcio come quello moderno in cui fatica a riconoscersi.

Non è mia abitudine salire sul carro del vincitore e non ho nessuna intenzione di farlo adesso, spesso ho criticato le scelte di Ventura, ma dopo le ultime prestazioni ho dovuto ricredermi, le epurazioni avvenute all’interno dello spogliatoio hanno dato vigore e maggiore sicurezza alla squadra, che scende ora in campo con una determinazione mai vista prima durante gli anni della gestione Ventura.

Non rinnego il fatto di non aver mai perdonato certe affermazioni del Mister granata, ma qui ci dobbiamo riallacciare al mio discorso di prima, il Toro della mia infanzia è lontano anni luce ed in fondo il realismo ed il pragmatismo di Ventura sono argomentazioni veritiere, forse inconsciamente io non ho mai accettato di giocare a Cittadella, per me eterno adolescente il Toro è sempre sceso in campo quanto meno a San Siro e qualche volta pure al Santiago Bernabeu….
Ora però dopo queste considerazioni ne voglio fare un’altra: dopo la quarta vittoria ci vuole la quinta, è assolutamente vietato accontentarsi.
E’ arrivato il momento di sognare.

Sognare di scalare posizioni in classifica fino a raggiungere ancora (questa volta sul campo) la qualificazione all’Europa League.
Sognare che il prossimo 26 aprile, quando sarà in programma il derby di ritorno la Juve venga finalmente sconfitta, perché io non ce la faccio più a non vincere un derby, voglio impazzire di gioia e voglio che mio figlio e tutti coloro che hanno meno di venticinque anni provino anche loro la sensazione indescrivibile che si prova a battere i gobbi!

Voglio sognare di continuare il cammino in Europa League senza pormi traguardi, voglio avere la consapevolezza che chi vuole battere il Toro, deve meritarsi la vittoria, voglio che i nostri giocatori continuino ad onorare la maglia che indossano senza paure e timori vari, ben sapendo che nessuno negherà mai loro un incitamento ed un applauso a patto che loro in campo diano tutto ciò che hanno in corpo.

Una delle cose che ha fatto sì che il Toro sia entrato prepotentemente nella mia fantasia di bambino e non ne sia mai più uscito è la certezza che nulla è impossibile, il Toro mi ha insegnato che sognare l’impossibile a volte è possibile, di conseguenza facciamo in modo, tutti insieme, che da qui a maggio nessuno si accontenti, a costo di sognare l’impossibile!

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