Moretti-Toro: 3 a 1

Moretti-Toro: 3 a 1

Sotto le granate / Torna l’appuntamento con la rubrica di Maria Grazia Nemour: “C’era la Lazio? Sì, ma a giocare sono stati il Toro e…Emiliano Moretti”

di Maria Grazia Nemour
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E se avessimo vinto a Empoli, poi avremmo sconfitto la Lazio?

E se il VAR fosse stato fedele alla sua funzione?

E se Parma e Bologna e Cagliari fossero stati affrontati con la testa pensante usata contro l’Inter, la Roma e la Juve?

E se l’Atalanta avesse vinto la Coppa Italia?

E se avessimo, oltre alla tenacia, la fantasia?

E se invece…partissimo dalla fine, da quello che è certo: settimo posto.

Un settimo posto che di norma si trova al settimo cielo, quello dove si gioca di diritto l’EL, e invece no, quest’anno che il settimo posto è nostro, no, non basta per fare la gita in Europa.

Ma l’ultima partita ha regalato qualcosa di più del settimo posto, è andato in scena il Toro, ne è stato rappresentato lo spirito, la passione. L’orgoglio.

Una Lazio dimessa, una tifoseria per la maggior parte piccola di spirito e domenica anche lesinata numericamente. 

C’era la Lazio? Sì, ma a giocare sono stati il Toro e…Emiliano Moretti. 

Ha iniziato a giocare prima della partita Emiliano, salutando i tifosi, ha continuato quando era seduto in panchina, quando cinque minuti prima della fine finalmente si è infilato il 24 prendendo posizione davanti a Sirigu e infine ha giocato la partita più bella alla conclusione della gara, quando tutti i compagni hanno indossato la sua maglia e il giro del campo lo hanno fatto così, come scorta dell’amato, per l’acclamazione del suo popolo: Emiliano Moretti. Per un momento ho creduto che non sarebbe riuscito a compiere per intero il giro, abbracciava il figlio e allo stesso modo abbracciava lo stadio. Temevo inciampasse d’emozione.

Se De Rossi ha raccolto in una lettera e in dieci canzoni le vibrazioni dell’addio, Moretti le ha infilate nel riserbo che gli è proprio da sempre. La rivoluzione di vita della settimana non gli ha consentito di affrontare gli allenamenti supplementari che lui stesso si è imposto e allora no, ha preferito giocare solo gli ultimi cinque minuti, perché con il 24 addosso non avrebbe accettato di dare qualcosa di meno di tutto il suo essere. Come sempre.

Vabbè non è che fosse ‘sto fenomeno, ho sentito dire da un tizio. Non parlava a me, ma io gliel’ho dovuto chiedere: scusa, ma tu c’eri allo stadio? Tu l’hai mai provata l’esperienza di abbracciare una persona senza usare le mani, solo con la voce, gli occhi, l’energia? Ti si è mai asciugata la bocca davanti a una persona che stimi, una persona che con la sua intransigenza davanti alla porta racconta il tuo difendere le giornate dagli assalti dei problemi?

Torino FC v SS Lazio - Serie A

Il fatto stesso che Emiliano Moretti sia così amato pur non essendo un fenomeno, lo rende un fenomeno. Non è difficile essere acclamati quando si è straordinari nelle prestazioni, molto più difficile è guadagnarsi, con la serietà e l’abnegazione, il rispetto di una tifoseria estremamente esigente come quella del Toro. Tanto più se non nasci Toro, se approdi in squadra a fine carriera, se non hai l’indole dello show man.

E se domenica per cinquanta, cento volte è stato intonato il nome di Emiliano Moretti, per una volta ha avuto spazio anche quello di Walter Mazzarri. Io non lo avevo mai sentito quel coro, però mi sono unita, sinceramente mi andava. E mi ha fatto sorridere il mister quando ha detto che non se lo aspettava, glielo hanno fatto notare dalla panchina e lui è rimasto zitto ad ascoltare. Non è certo uno di primo pelo Mazzarri, eppure aveva una voce un pelo insicura quando lo diceva. Sembrava proprio emozione, quella. 

E se fossimo speciali proprio perché capaci di abbracciare il Toro quando più ne ha bisogno, magari dopo una sconfitta sanguinante?

E se fossimo speciali perché capaci di abbracciare Belotti quando sbaglia un rigore più ancora di quando segna un eurogol?

E se fossimo capaci di arrabbiarci sempre un pelino meno di quanto siamo capaci di amare?

La cosa più lontana dall’essere Toro è la mediocrità.

Voglio essere speciale e tifare per una squadra speciale, il Toro.

Uscita dallo stadio, ancora avvolta dal vento dei cori della Maratona, ho visto Petrachi allontanarsi in macchina, tutto intorno c’era tanto da festeggiare, ma quella festa non era più per lui.

Peccato non abbia saputo essere come Moretti nell’addio, speciale.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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  1. Mic - 4 settimane fa

    Mancavo dallo stadio dal 1999-2000.. ultima volta in maratona al delle alpi, avevo addosso la fida maglia del toro col 12 stampato dietro.. La maratona.
    Arrabbiato.. Mi ero detto stop.
    Quest’anno sono tornato allo stadio. Mio figlio di otto anni e mezzo granata duro. Avevo detto beh è passata mezza vita, che sarà mai tornare allo stadio, portare per la prima volta mio figlio a veder il toro.
    È stato una botta. Ho provato l’emozione che provavo quando da più piccolo vedevo il toro al comunale.
    E così siamo tornati un’altra volta, e poi un altra.. L’ultima volta ho tirato fuori dal cassetto la vecchia maglia, 12..la maratona.
    E ora aspetto.. Che ricominci.. Grazie toro. Grazie a tutti

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  2. Mic - 4 settimane fa

    Mancavo dallo stadio dal 1999-2000.. ultima volta in maratona al delle alpi, avevo addosso la fida maglia del toro col 12 stampato dietro.. La maratona.
    Arrabbiato.. Mi ero detto stop.
    Quest’anno sono tornato allo stadio. Mio figlio di otto anni e mezzo granata duro. Avevo detto beh è passata mezza vita, che sarà mai tornare allo stadio, portare per la prima volta mio figlio a veder il toro.
    È stato una botta. Ho provato l’emozione che provavo quando da più piccolo vedevo il toro al comunale.
    E così siamo tornati un’altra volta, e poi un altra.. L’ultima volta ho tirato fuori dal cassetto la vecchia maglia, 12..la maratona.
    E ora aspetto.. Che ricominci.. Grazie toro. Grazie a tutti

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  3. Antoniogranata76 - 4 settimane fa

    Articolo molto bello che genera emozioni complimenti

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  4. Marchese del Grillo - 4 settimane fa

    Io domenica allo stadio c’ero, le mie braccia hanno fatto parte di quell’abbraccio durato oltre due ore, le mie lacrime di gioia hanno bagnato il campo, la mia gola è andata e la mia voce sparita per due giorni a forza di urlare. Emiliano Moretti uno di noi, e poi il Toro che ti scorre dentro, il Grande Torino un fiume granata in piena, la partita che avrebbe potuto finire 0-6 ed io non me ne sarei accorto, troppo impegnato a rovistare con le mani nel barattolo della nutella.
    La mia prima volta a Torino a vedere il Toro dopo 40 anni di fede. Un universo di emozioni, tra le più intensa della mia vita.
    FVCG…per sempre!

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  5. Roland78 - 4 settimane fa

    Complimenti, Maria Grazia, mi hai emozionato.

    Orgoglioso di essere granata.

    Buona giornata a tutti, fratelli di fede.

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    1. eurotoro - 4 settimane fa

      si complimenti Maria Grazia…pero’ se non e’ un fenomeno chi ha sbagliato si e no 2/3 partite in 6 anni!…non scherziamo…Emiliano e’ stato un top player della serie A dal 1°giorno che e’ arrivato al TORO e x 6 anni…ha fatto sempre reparto da solo…vorrei vedere un Bonucci giocare con i padelli carlao rossettini janson

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      1. Roland78 - 4 settimane fa

        Credo che si riferisca alle parole pronunciate dallo stesso Moretti, che si è definito “non un campione”, proprio per ribadire tutt’altro… E cioè che sì lo è.

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  6. GlennGould - 4 settimane fa

    Noi STIAMO tornando i tifosi di una volta, ed è una delle ragioni per cui ho dato 8 alla stagione.

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    1. Marchese del Grillo - 4 settimane fa

      Forse perché avvertiamo che il Toro sta provando a ridiventare quello di una volta? Vedremo. Non possiamo che sperarlo.

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  7. Wallandbauf - 4 settimane fa

    Bell’articolo, brava!
    FVCG

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  8. abatta68 - 4 settimane fa

    …e se magari provassimo anche noi a tornare i tifosi di una volta? Credo che anche questo suggeriva Maria Grazia nel suo ottimo articolo. Perché se è vero che questa società sta cercando di svoltare e di tornare ai suoi antichi fasti, sarà anche ora che i tifosi ritornino a fare i tifosi… magari cantando un Po di più, venendo allo stadio un po’ di più, criticando un po’… di meno! Perché se lo spirito e la volontà sono quelli del modesto moretti e non quelli del talentuoso ljaic, il tifoso del toro, quello vero, può solo gioire!

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  9. Rock y Toro - 4 settimane fa

    Io avrei titolato, politicamente scorretto d’accordo, Moretti – petrachi 3 a 1.

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  10. Pikabu - 4 settimane fa

    Maria Grazia mi hai fatto pensare: e se rappresentasse il settimo anno che chiude la carestia per dar vita ai sette di abbondanza? e se fosse il settimo anno utile alla costruzione del tempio, in questo caso ovviamente granata? vero è che il nostro Salomone/Cairo di anni ce ne ha messi 14 ma sempre di multiplo di 7 si tratta.. E senza voler accostare sacro e profano (per quanto per noi il Toro possa apparire sacro) speriamo sia stato veramente un settimo posto bene augurante, anche per la futura carriera del fenomeno granata Emiliano

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  11. user-14142151 - 4 settimane fa

    applausi!

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  12. Veyser - 4 settimane fa

    Come sempre i tuoi scritti vanno dritti al mio cuore.
    Grazie.

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