Romero me lo ricorda ancora: nessun regalo

Romero me lo ricorda ancora: nessun regalo

Sotto le Granate / Torna la rubrica della nostra Maria Grazia Nemour

di Maria Grazia Nemour
Meroni

Guardare Attilio Romero mi provoca sofferenza. Nei tratti del suo viso c’è il mio Toro del dolore. Qualche giorno fa l’ho rivisto alla trasmissione “Rabona” e mi sono chiesta se anche per lui sia così, se si senta scritto nelle pagine nere della storia del Toro, quelle del tormento legato alla morte e all’agonia del fallimento.

Romero rilasciava un’intervista per raccontare che questa settimana incontrerà, dopo più di cinquanta anni dall’incidente, la sorella di Gigi, Maria Meroni. Due affetti, per Gigi, di materia umana completamente diversa – da una parte quello dell’unione fraterna delle molecole del sangue, dall’altra quello dell’ammiratore che fa dell’immagine di Gigi Meroni la sua carta da parati in camera, che una foto la tiene perfino in macchina, quella macchina che non si ferma in tempo in corso Re Umberto – che forse, dopo mezzo secolo, possono compenetrarsi e riempire qualche spazio di vita rimasto vuoto. Qualcosa di così intimo che si stenta a comprendere perché debba essere annunciato in televisione.

Per chi come me non crede alle coincidenze, ma classifica gli accadimenti della vita come parti di un disegno che si può interpretare solo guardandolo con la dovuta distanza (e a volte non è sufficiente una vita, per arrivare a quella distanza), il Toro è un arabesco incomprensibile. Meroni che chissà cosa ha pensato, scoprendo che il pilota dell’aereo sospeso per sempre su Superga si chiamava come lui, Luigi Meroni.

Gigi Meroni

Gigi Meroni che è fermo sulla striscia continua nel mezzo di corso Re Umberto – la sua originalità è la medesima fuori e dentro il campo di calcio, una di quelle persone che cambia le regole non per vezzo ma perché vive già con quelle che verranno. Amato e contestato come calciatore e come uomo. Felice della vittoria sulla Samp conquistata qualche ora prima, preoccupato di una scelta sentimentale che richiede continua cura – un attimo di indecisione che gli fa fare un passo indietro e un Romero di 19 anni che non riesce a valutare le distanze e spinge la vita del suo idolo dall’altro lato della carreggiata, addosso alla morte. Il primario Romero, padre di “Tilli” Attilio Romero, che era di turno in ospedale e quella notte prova a salvarlo, Gigi Meroni.
Romero, figlio della Torino che tutto può, che si pettinava come Meroni per avere successo con le ragazze; Romero che continua a vivere per cinquant’anni a pochi metri dal cippo commemorativo di corso Re Umberto. Indimenticabile, non dimenticare.
Romero che era un ragazzo della Maratona, che in famiglia frequentava i vertici del Toro ma anche quelli della Juve, che scala la dirigenza della Fiat e diventa il portavoce di Giovanni Agnelli. Romero che nel 2000 risponde sì, a Cimminelli, che gli chiede di fare il Presidente del Torino. E poi dice: “All’ inizio, quando Cimminelli mi ha fatto la proposta credevo che scherzasse, o che avesse detto certe cose per compiacermi, conoscendo il mio tifo. Ma quando mi ha assicurato che faceva sul serio, mi ha esposto i suoi programmi, ho avuto modo di apprezzarne la serietà, la solidità e soprattutto la durata. E non ho avuto difficoltà ad accettare”.  Cimminelli, un fornitore Fiat.

Ricordo che in quel giugno del 2000 avevo assoluta necessità di sperare per non disperare e ho pensato: mio padre ha lavorato tutta la vita per Agnelli – in linea, non si scambiavano propriamente il buongiorno – e vivere otto ore in Fiat ogni giorno ha rinforzato, semmai ce ne fosse stato bisogno, il suo essere del Toro nella Torino della Fiat. Ma Romero l’ho sopravvalutato, no, lui non era mio padre, il ragazzo della Maratona in cinque anni ha sporcato il Toro di bancarotta documentale. Un giorno fu esposto uno striscione deprecabile “Romero assassino”. Lui disse che aveva messo in conto coltellate di quel tipo, quando decise di accettare la presidenza. Nella mia testa non ho mai collegato quella scritta a Gigi Meroni, “Tilli” aveva assassinato l’onore del Toro, questa era l’accusa. Nella migliore delle ipotesi, per superficialità. Un gioco, a cui sapeva che avrebbe giocato poco. Nella peggiore delle ipotesi, con dolo, per tornaconto. E poi la Fiat che chiude uno dei cerchi dell’arabesco Toro, rilevando la ditta di Cimminelli dal fallimento.

In pochi lo hanno detto meglio di Federico Buffa: «Se la sorte ti ha dato in dote di essere innamorato di una squadra come il Torino, allora avrai la ragionevole certezza che quel tuo amore non sarà mai angustiato dalla monotonia. Ma da qualsiasi altra possibile condizione dell’anima, inevitabilmente, sì». Ogni momento di gioia, pagato con profonda sofferenza. Nessun regalo.


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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  1. BIRILLO - 1 anno fa

    Un bel pò di persone che hanno vissuto direttamente o quasi le vicende..abbastanza per un talk sull’argomento (chiaramente da club e per privacy meno da blog, ovvi motivi legali). Per me stimolante da farmi ricercare molte situazioni in rete, come la presidenza di Aghemo di 40 gg.. Cose che non avevo rimosso del tutto ma quasi. Vuoi vedere che lo scopo dell’articolo era quello del bicchiere mezzo pieno ?.. No, anche fosse sarebbe ininfluente per numeri. D’altronde sono un complottista, terrapiattista, e se si gioca sul campo troppo in riva si rischia di perdere la palla per sempre(battutaccia).

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  2. dattero - 1 anno fa

    Granata,mi ricordo che Cimminelli,dopo una partita,nel primo anno di ezio rossi,mi disse,a me e ad altri,”che qualcuno mi girasse la faccio,lo sapevo,ma uno proprio non me l’aspettavo..”
    Comunque storia di cui so ancora troppo poco x poterne discutere con discernimento.
    un caro saluto

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    1. Granata - 1 anno fa

      Infatti, il buon Cimminelli , sulle promesse ricevute, investì molto del suo, poi le cose andarono diversamente e lui, che aveva un bel “caratterino” , fece qualcosa di cui si pentì ma era troppo tardi. Ecco perché ho scritto del carattere….. Buona giornata

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  3. dattero - 1 anno fa

    Granata..granata..mi confondete bojafauss

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    1. Granata - 1 anno fa

      @dattero, buongiorno, la confusione può essere sul Nick perché ,per il resto, credo ci sia moltissima differenza. Per rimanere in tema, quando Romero fu chiamato da Cimminelli per ricoprire la carica di presidente, lui, Romero, accetto convinto soprattutto del fatto che fosse per lui un occasione per ripagare il “misfatto” di molti anni prima. Cercò in tutti i modi di compiere il suo mandato nel migliore dei modi ma si trovò di fronte molte persone che gli girarono le spalle. Gente che prometteva sapendo di non poter mantenere. Così come fece una persona con Cimminelli, promise cose che non fece e ,a seguito di questo comportamento, Cimminelli ,fece un azione che ebbe come conseguenza il fallimento non solo del Toro ma anche della Ergom. Non c’era nessun piano preordinato per il fallimento da parte di quelli la. Furono una serie di eventi che si vennero a creare, dai quali, né Romero , nè Cimminelli seppero venirne fuori.

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  4. dattero - 1 anno fa

    Granata,come spesso accade son in linea coi tuoi argomenti,con le tue delucidazioni.
    Son un po’ piu giovane di te,ma avendo entrambi vissuto il Toro dall’interno,normale che ci sia piu’ sintonia.
    Il derby del gestaccio mi sembra fosse quello col gol di Serena,l’inseguimento Lo Bello,dopo un Torino L.R.Vicenza 2-3 con Cade’ allenatore,il mio papi porto il suddetto arbitro a Caselle,ricordo bene!!!
    Gigi Meroni..quella tragica sera,papa’ torno’ a casa madido di sudore,cravata slacciata,occhi rossi e viso pallidissimo,si sedette sulla sedia in cucina,mani sulla faccia sibilando piu’ volte “è solo piu’ un pacco d’ossa”,neanche malato lo vidi cosi sofferente,davvero!
    Su Tilli sei stato esaustivo,anche su altre cose e sull’Ergom,comprendo,so che è un discorso che,per ora,meglio non entri nei siti.
    Mi fece specie,vedere un leone lavorativo,tale era,come Cimminelli,ridotto cosi.
    Mi ricordo le parole di don Aldo nell’omelia del funerale: ” saluto un uomo che faceva 400mila km all’anno x lavorare”..

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  5. biziog - 1 anno fa

    Ho visto anche io la trasmissione citata nell’articolo dove era ospite il signor Romero, ecco il problema sta proprio lì: parlare di Meroni e invitare la persona che lo investì (non entro nella polemica sterile su colpe e responsabilità).E’ un abominio: il signor Romero NON dovrebbe MAI più apparire in pubblico, e soprattutto NESSUNO dovrebbe invitarlo a parlare di Meroni. Anche il siparietto per cui chiamano in diretta la signora Maria (sorella di Meroni) per programmare un loro incontro, lo trovo indegno. Se vogliono farlo sono liberissimi e per carità può essere catartico, ma l’annuncio in TV è agghiacciante, perché si utilizza una morte tragica di un ragazzo per fare spettacolo.
    Non mi interessa accertare responsabilità di Romero in merito alla morte di Meroni e al fallimento del TORO, non mi interessa.
    Ma lui deve sparire dalla nostra storia, cancellato, dimenticato.
    Come fosse solo un brutto, brutto sogno

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  6. user-13658508 - 1 anno fa

    grazie profondo granata per la ricerca su Google

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  7. ellelibo_669 - 1 anno fa

    certo… mancano solo i tarallucci e il vino… per me queste spiegazioni lasciano il tempo che trovano… ciminelli e romero erano i massimi dirigenti del toro che e’ fallito. per questo e solo per questo li ritengo imperdonabili

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    1. granata - 1 anno fa

      Non c’ entrano nulla i taralluci ed il vino, ho ricostruito la verità storica dei fatti, tratta da cose conosciute di prima mano e da quanto hanno accertato due processi, quello per la morte di Meroni e quello per il fallimento del Toro. Forse a te la verità non interessa. Se vuoi aggiungo che il fallimento del Toro ha origini lontane: dal fallimento Borsano che portò anche in quel caso la società in tribunale e che fu salvata in extremis dall’ arrivo di Calleri, il quale la spolpò (cito solo la vendita di Vieri per Petrachi e modesto conguaglio) e la consegnò al terzetto capeggiato da Vidulich (alle spalle c’ era un Regis Milano, che viveva in Indonesia e la cui famiglia era coinvolta nel grande crack del gruppo genovese Cameli). Il terzetto fece un sacco di minchiate (ricordi Sounes allenatore?), accumulò una montagna di debiti e passò il tutto a Cimminelli, che non riuscì a reggere anche perchè nel frattempo la Fiat, di cui era fornitore, andò a scatafascio. Non so comunque se tu hai visto giocare Meroni, hai pianto la sera che morì e anche i giorni successivi. Tieniti pure le tue granitiche opinioni, o meglio i tuoi pregiudizi (nel senso di opinioni preconcette). Ribadisco che preferisco fallire (sorte toccata anche a club nobili come Fiorentina, Napoli e Parma), piuttosto che essere condannato alla Serie B per slealtà sportiva. Il fallimento non è un’ onta, la condanna sportiva sì.

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  8. granata - 1 anno fa

    Leggo alcuni eccessi da repartino psichiatrico. La vicenda Romero-Toro ha dell’ incredibile, ma non ci trovo nulla di “criminale”. Ero ragazzo quando morì Meroni, sfilai nella sede del Torino dove c’ era la camera ardente. Lessi tutti i giornali possibili e immaginabili e ricordo benissimo che fu una tragica fatalità: una serata di pioggia molto scura, Meroni che si avventura in mezzo alla strada con Poletti, senza badare che in quel momento sta sopraggiungendo un’ auto. Viene urtato e ucciso dall’ auto che arriva dalla parte opposta (non quella di Romero). Ricordo bene il gruppo di tifosi del Toro con cui si accompagnava Romero, fra loro c’ era anche il figlio del vicepresidente del Toro di allora. Una domenica inseguirono l’ arbitro Lo Bello fino all’ aeroporto di Caselle perchè durante la partita ne aveva fatte di cotte e di crude ai danni del Toro. Supertifosi, nessun dubbio.
    Cimminelli l’ ho conosciuto casualmente per via di comuni amici. Era stato spinto a prendere il Toro, in mano al terzetto disastroso genovese, dall’ allora amministratore delegato della Fiat, tifoso granata (fra gli alti dirigenti degli Agnelli ce n’ erano non pochi, fra cui Giraudo, che in un derby al gol del Toro fece il gesto dell’ ombrello a Boniperti, che non glielo perdonò mai nemmeno quando divenne amministratore delegato della Juventus). Cimminelli era il più importante fornitore del gruppo Fiat, solidissimo: un dirigente bancario che conoscevo e che lo conosceva lo definì “quasi inaffondabile”. E invece affondò con la crisi disastrosa della Fiat. Anche in questro caso, secondo me, Romero fu più vittima che carnefice. Vittima di un destino tragico e beffardo. Cimminelli lo aveva chiamato per farsi perdonare la colpa di essere juventino, ma non servì. Buttò nel Toro una fortuna (accollandosi fra l’ altro il disastro economico e gestionale di chi lo aveva preceduto che gode chissà perchè di un benevolo oblio). Nonostante ciò, non evitò il fallimento. Ma la squadra che era riuscita a riconquistare la Serie A era di tutto rispetto, aveva un vivaio ottimo, gente come Marazzina, Quagliarella, Comotto, Mudingayi, Balzaretti, Marchetti, Pinga (testa matta ma gran talento). Se vogliamo dirla tutta, Ciminelli ebbe le sue colpe (Romero era una “figurina” da album Panini), ma in quei giorni tragici nessuno fra i tifosi vip del Toro si fece avanti per dargli una mano a ottenere quella maledetta fidejussione. Questa è la storia (non la peggiore del calcio italiano, pensiamo alla Juve mandata in B e privata di 2 scudetti con infamia) e per questo dico che, pur con tutte le sue mancanze, Cairo non è il peggiore dei mali, anche se va criticato quando è il caso e tenuto sotto pressione perchè non tiri indietro il braccino.

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    1. BIRILLO - 1 anno fa

      Grazie, per spiegozzo e memoria storica. Siamo tifosi eterogenei come la società (Italia) del resto, chi la pensa nera e chi la pensa bianca ma avere delucidazioni così chiare è opportuno e degno di nota. FVCG

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    2. Granata - 1 anno fa

      Nella storiella elencata manca il racconto dell’episodio che fece da innesco alle manovre per far fallire il Toro ed accaparrarsi la ergom da parte degli Agnelli. Non lo scrivo qui, non è il caso. Dico solo che c’entra il carattere di tutti i protagonisti. Carattere che ha portato a scelte a dir poco disastrose.

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      1. granata - 1 anno fa

        Guarda un po’…il mio omonimo che si firma con la “G” maiuscola sa le cose e non ce le dice. Più modestamente ho scritto, cercando di sinetizzare, quello che è documentato e che ho appreso di prima mano. Non amo le dietrologie e gli “ammiccamenti” (“so cose che voi umani non potete neanche immaginare”). Io ho raccontato (non si dice “elencato”) la mia “storiella”, vediamo un pochino che cosa ci sai dire tu. Purtroppo chiunque abbia voluto “innescare” il fallimento aveva la strada spianata dai debiti via via accumulati dalla società per 60/70 milioni di euro. E’ anche vero che le autorità sportive la Lazio (combinazione squadra della Capitale) la salvarono e noi no. Se poi per carattere dei protagonisti intendi “incompetenza” e “superficialità”, è evidente che ci sono state.

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        1. Granata - 1 anno fa

          Per carattere intendo aspetti della personalità che fanno agire d’impegno, per esempio, azioni dettate da orgoglio, insomma se è per carattere può non essere razionale , mi sembra semplice da capire

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          1. Granata - 1 anno fa

            D’impeto
            Non impegno,
            Correttore ingrato

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      2. Granata - 1 anno fa

        @granata, le cose che so, le ho vissute io in prima persona. L’argomento dell’articolo ha a che fare con altre vicende che non il fallimento del Toro. Qui si scrive di Meroni. Tu hai elencato una serie di circostanze note a tutti ma non l’occasione che ha permesso alla famiglia di prendere due piccioni con una fava. Io sono disponibile a parlarne di persona (non con te vista la tua educazione). Avendole vissute in prima persona , certe vicende, le conosco nei minimi dettagli. Questo non mi rende meglio di altri, anzi, trovo solo questo un posto inadatto per scendere in particolari. Io , aggiungo e finisco, non ho sottinteso nulla sulla tua persona, tu invece, come sempre, tiri fuori il tuo biglietto da visita. Fai commenti, su di me, striscianti. Quanti granata ci sono ? Con “g” , “G” numeri e quant’altro ? Buona giornata “g”ranata

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  9. ProfondoGranata - 1 anno fa

    Ci sono due articoli su internet che vi consiglio di leggere e che parlano di come Agnelli e la Fiat abbiano sempre manovrato nell ombra contro il Torino.
    Andate su Google e cercate…
    1) ombra della Fiat sulla storia del Torino
    2) Juventus stadium costruito sul fallimento del Torino
    Ci sono diversi riferimenti alle vicende Goveani e Ciminelli.
    Illuminante per chi non ha vissuto quei periodi…

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    1. BACIGALUPO1967 - 1 anno fa

      Cercate anche la denuncia fatta da Oscar Giannino in merito allo Stadium…

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  10. BACIGALUPO1967 - 1 anno fa

    Personalmente disprezzo Romero quanto disprezzo la dirigenza gobba.
    È un vile che si è inventato una fidejussione mai arrivata!
    Piccolo uomo degno del lavoro che ha fatto per anni.

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  11. studio.borgn_85 - 1 anno fa

    Meroni l’ho visto giocare (avevo 14 anni) e da tifoso del Genoa sono diventato tifoso del Toro. Riguardo Cimminelli quasi tutti ne conoscevano l’inaffidabilita economica.. Come sia stato possibile che acquistasse il Toro per me è un mistero….

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    1. BIRILLO - 1 anno fa

      Cimminelli era un fornitore fiat, nel dopo Borsano che era spalleggiato da Craxi che a sua volta aveva favorito fiat negli anni della crisi, e avendo contatti con Gheddafi che aveva salvato fiat comprando azioni…
      Favori e contro favori, ma per una disamina più accurata ci vorrebbe un fratello che ora starà riposando. Credo.

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  12. BIRILLO - 1 anno fa

    Un altro articolo di questo taglio, un altro pareggio col Genoa, poi zeru punti tra San Siro e innominabili e ci si trasforma tutti in vampiri che si nutrono del cervello del presidente di turno e delle chiappe di allenatore e dirigenza e di chi propone articoli, evvero di livello, ma tormentanti.. Tra passato e presente siamo proprio apposto. Animo Cazzo !!!

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    1. CarlosMarinelliCampobasso - 1 anno fa

      Ooooh Finalemte , rega dovremmo aver tutti lo spirito di Birillo , questo dovrebbe essere lo spirito del tifoso Toro , ad esser sempre scontenti poi si fa il giro di 360 °dei mai cuntant , e ci si autoincula , forzaaaaa menaaa …

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      1. BIRILLO - 1 anno fa

        Ciao Carlos, non è che io sia contentissimo…. e che volenti o nolenti bisognerebbe andare un pò avanti con tutte le difficoltà relative a lacune squadra, tecnico difensivista e proprietà perfezionabile… Anche perchè il tifoso del Toro sta diventando una cosa amara da indossare mentre dovrebbe essere una cosa bella e festosa. Ci rendono la vita difficile è vero. Un pò di sani faffa e si va avanti. Ma che fatica però. Saluti al Molise e Forza Toro !! SEMPRE !

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  13. user-13967438 - 1 anno fa

    Immaginare una trama del genere in un libro o in un film, ti garantirebbe solo l’invio a un laboratorio per l’analisi del tuo cervello dissezionato…
    Invece è tutto vero.
    Ecco, se sei del Toro, hai fatto almeno una volta un percorso logico su queste storie paraoniriche.
    Dopo di che hai assassinato la tua stessa logica in svariati bicchieri di vino rosso e sei passato all’atto di fede granata, giurandoti di non pensarci mai più.

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  14. Pikabu - 1 anno fa

    non condivido gli eccessi di hagakure ma, certo, ho sempre pensato che dopo Superga la più grossa sciagura del Toro sia stata proprio Romero. Meroni e il fallimento. Solo il maledetto schianto contro il muro della basilica è stato peggio. E vivere da romero per tutta una vita non lo auguro a nessuno

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  15. BIRILLO - 1 anno fa

    Non ho avuto la fortuna di veder giocare Meroni dal vivo mentre ho avuto la sfortuna di avere come presidente Romero.
    La storia di Gigi è nota a tutti, e chi non lo ha visto sui campi avrà imparato ad amarlo dai racconti dei tifosi anziani o dai filmati e documentari in tivù, per il suo spirito libero per i tempi, per la sua classe che ricordava, ma forse è sminuente, George Best, l’anarchia ai cliche o il rifiuto leggero ma senza remore ai bigottismi di allora.

    Il documento relativo alla sua uccisione è offuscato dal tempo almeno per me, Romero era un tifoso granata di 19 o 20 anni, di buona famiglia e vicino a casa lo travolse per errore, pare. Ma era anche ossessionato da Gigi, al punto da vestirsi come lui e avere il suo taglio di capelli per far colpo sulle ragazze. Nessuno può saperlo oggi, nessuno sà, forse solo Romero, se ci fù qualcosa più di un errore, qualcosa di patologico che strabordava quella ricerca di assomigliare a Meroni a tal punto da sostituirsi con un atto psico-criminale.
    Non lo sappiamo.

    Sappiamo invece tutta la fase successiva, quella della sua presidenza, fittizia, di garanzia, che portò al fallimento.

    Considerò io personalmente il “fine pena MAI” più punitivo della..forca. Con il solo limite, ma è un altro discorso, della legge del taglione per chi scempia, stupra, uccide, i bambini.

    L’ergastolo, la pena da scontare di Romero, sarà di aver partecipato attivamente ad uccidere il Torino Calcio, sarebbe morto lo stesso temo e lui fù usato ma ne avrebbero trovato un altro, e di essere ricordato come il boia. E se crede di averlo amato, deve essere ancora più infamante, e lui lo sà.

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    1. GRANATAINSIDE - 1 anno fa

      penso che solo peggio di Romero, ci sia Goveani

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  16. user-14036712 - 1 anno fa

    Dopo tutto quello che è successo, appena sento il nome di Romero accostato a quello del TORO, mi tocco i coglioni!!!

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  17. Hagakure - 1 anno fa

    Se costui è ancora vivo (purtroppo) è perchè l’erba cattiva non muore mai.

    Doppiamente omicida: in primis perchè ha tarpato le ali alla Fafalla Granata, in secundis perche ha dato il colpo di grazia al Torino Calcio, insieme al suo compare merdoso strisciato Cimminelli.

    Quando creperà (e spero tra mille tormenti) sarà sempre troppo tardi.

    P.S: quello che costui ha dentro è lo stesso sentimento che aveva giuda, dopo aver tradito Nostro Signore e dopo aver visto quello che gli hanno fatto, soltanto che giuda ha avuto al decenza di impiccarsi, lui invece hai preferito continuare a vivere e nel prosieguo della sua esitenza, anche assestare il colpo mortale a Torino Calcio.

    Nessunadifesa, nessuna pietà.

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