Tra favole a svastiche

Tra favole a svastiche

Sotto le granate / Torna l’appuntamento con la rubrica di Maria Grazia Nemour: “La Serie A porta addosso già così tante macchie di frode, iniquità e malaffare che proprio non ha bisogno di unire il nero più truce allo sporco”

di Maria Grazia Nemour

C’è chi scende e c’è chi sale. Noi, se riusciremo a salire in Europa lo dobbiamo ancora capire, staremo a vedere quali saranno i movimenti del Milan, che non ha rispettato il “Patto sociale” del calcio –  direbbe quell’illuminato di Rousseau – e deve essere sanzionato.

Cittadella-Verona, ultime partite per sapere chi scende e chi sale. 

E peccato che in questo caso chi sale, Hellas Verona, si porti appresso la zavorra di esaltati nazi-fascisti che, spacciandosi per bucolici amanti dello sport, marciano per la città urlando: “Siamo una squadra fantastica, fatta a forma di svastica, che bello è, allena Rudolf Hess”. La Serie A porta addosso già così tante macchie di frode, iniquità e malaffare che proprio non ha bisogno di unire il nero più truce allo sporco. L’apologia nazi-fascista è contraria non solo al Patto Sociale del calcio, è contraria alla Costituzione, e semplicemente non si ha la libertà di rappresentarla. Neanche un po’. Così come non c’è da discutere sul fatto che non si può rubare, neanche un po’. E non di può un po’ stuprare e non si può un po’ ammazzare. No, non si può e basta. Sennò se ne pagano le conseguenze, possibilmente al chiuso, con il cielo che si vede a scacchi alla finestra. Il Verona si è dissociato dalla marcia nazi-fascista di quei tifosi, spero che sfrutti sempre di più l’occasione di dichiarare in modo stentoreo: io, non sono quella violenza lì. Io la violenza la ripudio, anche quella verbale.

Moretti-Toro: 3 a 1

Tra le squadre che scendono c’è l’Empoli. Empoli…caspita che eco ha acquistato per noi questa parolina. Empoli, poli, oli, li, i. Rimbomba almeno quattro volte nelle orecchie granata…Io credo che si debba rendere grazie all’Empoli, con noi si è battuto da toro 4  a 1 e ci ha permesso di ripassare i nostri confini, ricordarci cosa è il Toro. Un Empoli toscanaccio e cristallino, un presidente fedele nei secoli dei secoli, una città a dimensione uomo, dove il tuo beniamino finisce che lo incontri mentre fai benzina o vai dal tabaccaio. Beniamini empolesi talentuosi, mica gli ultimi della fila, quelli che bucano le reti della serie A, come Bennacer e Traorè. Caputo…Un Empoli che avrebbe dovuto esser maggiormente tutelato dal “Patto sociale” del calcio. Un Patto che dovrebbe imporre il rispetto di tetti, ingaggi e diritti che diano un senso alla parola uguaglianza, perché uguaglianza non significa disputare tutti 38 partite, significa partire con le stesse possibilità, e giocarsele.

C’è chi scende e c’è chi sale: sale l’Union Berlino in Bundesliga. L’Union quando lo aspiro trovo che sappia di Toro. L’Union era dal 1989 che non appoggiava più la scarpetta coi tacchetti in un campo di Bundesliga, già, proprio quel 1989 dei mattoni del muro che vengono giù. L’Union  era quello che intonava il coro “Il muro deve sparire” quando gli avversari si schieravano in barriera. E ci voleva un certo coraggio a cantarlo, con la Stasi – specializzata in sicurezza e spionaggio – alle spalle. Altro che telecamere e daspo, quella sì che era ribellione civile. Ferro, è il soprannome del tifoso dell’Union, ferro, quello del metalmeccanico, chiaro. Il derby era contro la Dynamo, squadra più ordinata e, inevitabilmente, ordinaria. Ma dopo l’89, con l’arrivo del meritocratico calcio economico occidentale, ecco che l’Union sprofonda giù in terza, quarta divisione. Annega anche la Dynamo e insieme si ritrovano a giocare un derby in quarta serie, l’Union vince per 8 a 0 e in quello stadio, il tabellone non è stato più azzerato, ancora riporta l’epico risultato. Ma non basta, perché l’Union nel 2001 sbalordisce l’Europa, saltando dalla serie B alla Coppa e poi doppio salto mortale in Uefa. Ma non basta ancora. Il destino sappiamo quanto possa essere iniquo con qualcuno, così iniquo che qualche tempo dopo la favola Uefa, l’Union rischia di fallire. Giocare il meritocratico calcio economico occidentale è sempre più difficile per chi non è speculatore finanziario. Ma i tifosi dell’Union hanno fibra di ferro, no? E allora il ferro lo donano insieme al sangue, perché le donazioni in Germania vengono remunerate. Si “svenano” letteralmente e raccolgono una discreta somma nel farlo, tanto da assicurare alla squadra la liquidità per sopravvivere. Nel 2008 lo stadio ha bisogno di urgenti e costose manutenzioni, il comune dichiara che non interverrà e di nuovo i tifosi di ferro usano forza e fantasia: oltre duemila persone vanno a lavorare gratis per la ditta incaricata di effettuare i lavori. Infine, lo Union Berlino i tifosi di ferro se lo comprano, una scheggia – qualche azione – ciascuno. Sarà proprio che si sentono a casa lì, se durante i mondiali sistemano nello stadio centinaia di divani per guardare le partite, e se a Natale si ritrovano con una candela, dolcetti e capello bianco e rosso, per farsi gli auguri. In campo, mercatino e concerti. Un rito inaugurato da qualche decina di tifosi di ferro che un anno hanno pensato fosse normale passarlo lì il Natale, a casa.

Dovremmo esigere che il meritocratico calcio economico occidentale rispetti il Patto sociale del calcio, quello che permette storie piccole, infinite e fantastiche come queste. 

C’è chi scende, chi sale e chi vola. Oggi ero in macchina e un pallone è sbucato da un prato, volando in strada. Mi sono fermata e subito è apparso un bambino, gli ho fatto segno di passare e lui è corso a recuperare il pallone, si è abbassato per agguantarlo con le mani, ma poi ci ha ripensato e ha cercato di agganciarlo col piede. Una, due, alla terza volta c’è riuscito. Il Patto sociale del calcio e perfino il meritocratico calcio economico occidentale avranno un senso solo fino a quando ci sarà un bambino che calcerà forte un pallone, stupendosi di quanto possa andare lontano. 


Mi sono laureata in fantascienze politiche non so più bene quando. In ufficio scrivo avvincenti relazioni a bilanci in dissesto e gozzoviglio nell’associazione “Brigate alimentari”. Collaboro con Shakespeare e ho pubblicato un paio di romanzi. I miei protagonisti sono sempre del Toro, così, tanto per complicargli un po’ la vita.

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  1. PaoloSWE - 2 mesi fa

    E l’antisemitismo con gli adesivi di Anna Frank dove li mettiamo?
    Mi associo a SiculoGranataSempre: Hasta la Victoria sempre!! FVCG e aggiungo: o Toro o muerte!!!

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  2. SiculoGranataSempre - 3 mesi fa

    E ovviamente Hasta la victoria siempre! e FVCG! . 🙂

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  3. SiculoGranataSempre - 3 mesi fa

    L’apoteosi di fascismo e nazismo è reato ed è scritto anche chiaramente sulla nostra Carta. Punto. Tutto il resto: ma, però, ma il comunismo, i gulag etc. non c’entrano una beata…

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    1. Bilancio - 3 mesi fa

      Apologia, apoteosi non c entra una bestia

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      1. SiculoGranataSempre - 3 mesi fa

        Capo chino di ceneri. È vero. Errare Humanum Est

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  4. claudio sala 68 - 3 mesi fa

    Razzismo e politica sono un male per il calcio e andrebbero combattuti più seriamente dalle istituzioni e dalle società. La feccia che usa la squadra di calcio per esternare ideologie aberranti dovrebbe sparire dagli stadi. Però vedendo la deriva che sta prendendo l’Italia, non mi stupisco di simili manifestazioni, anzi probabilmente nel prossimo campionato la situazione peggiorerà.

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  5. Rock y Toro - 3 mesi fa

    Comunque se non siete d’accordo con la Nemour potete sempre far ricorso al TAS

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    1. Diego Madrid - 3 mesi fa

      Si…e sai quando rispondono… Quando fascismo e comunismo saranno passati di moda…

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  6. Pikabu - 3 mesi fa

    Credo Maria Grazia volesse evidenziare, senza se e senza ma, che la deriva nazi-fascista non si possa e non si debba tollerare. Che, con qualche se e qualche ma, neppure si debba e possa tollerare quella del socialismo reale. Ma cita Rousseau. Il patto o contratto sociale indicato come la via d’uscita e sopravvivenza agli estremismi. Penso anch’io che sia molto difficile mischiare sport e politica, come è difficile mischiare leggerezza con argomenti almeno teoricamente seri. Ma devo dire che lei riesce sempre a farci volare alto. E spero proprio che la volontà comune riesca sempre a prevalere su quella individuale, a condizione che questa possa esprimersi e trovare rispetto. Ma questo lo scriveva già Rousseau. E di Robespierre purtroppo è pieno il mondo.

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  7. user-13963758 - 3 mesi fa

    bruciamoli tutti sti fasci veronesi bastarxi. altro che onore… hanno dovuto rubare vergognosamente al povero cittadella. gente così va appesa a testa in giù come il loro idolo. nessuna pietà.

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  8. bertu62 - 3 mesi fa

    Sempre detto di Maria Grazia, UNA DI NOI!! Granata dentro, sanguigna, pulsante, emotiva…..Così “emotiva” che le passo quest’articolo, fatto sull’onda dell’emozione e come tale un po’ “traballante” invece sul piano razionale. Traballante perché per prima cosa si tralascia un aspetto fondamentale, nel calcio e “DEL” calcio, cioè che è nato (ed è ancora oggi, anzi lo è ancora di più) come “espressione popolare”, e come tale si porta dentro e dietro TUTTO, tutto ciò di cui “il popolo” è fatto: emozioni, amori, odi, anche politica…. Non sta certo a me ricordare come nacquero di gruppi ULTRAS e come e perché si sono sviluppati, però ricordo invece che spesso sono state le squadre stesse a sostenere questi gruppi soprattutto nelle trasferte perché altrimenti non avrebbero avuto sostenitori al Loro seguito…
    Pretendere adesso che si vada tutti insieme appassionatamente allo stadio tenendosi per mano e cantando (magari…) la colonna sonora di “Jesus Christ Superstar” francamente è un pochino anacronistico e stucchevole!
    Se invece si vuol fare un discorso sulla violenza negli stadi (e non solo) allora ci sto ma anche qui non serve nulla più di quanto già c’è, dalla tecnologia (telecamere praticamente ovunque…) alle legge, l’unica cosa che non c’è è LA VOLONTA’ DI APPLICARLE!
    Il discorso è talmente valido che si può tranquillamente trasportare su qualsiasi altro “piano” si voglia della vita comune, dal codice della strada alla violazione di domicilio: inutile fare indagini, con dispiego di risorse umane ed economiche se poi i trasgressori NON PAGANO il giusto! Il recente caso del Milan e l’UEFA è un altro esempio in tal senso: REGOLE CHE NON VENGONO APPLICATE.

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  9. abatta68 - 3 mesi fa

    A Verona c’è gente di merda. Si sanifichi la zona. Un grazie da parte di tutti i neuroni ancora attivi al mondo.

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  10. andrea.granata - 3 mesi fa

    Io ho scritto che tutto va analizzato e contestualizzato.. altrimenti si parla ad minchiam (facendo una battuta). È diverso da dire che TU parli ad minchiam. Sarò confuso e infatti parlo anche di puttane.. ma nella mia confusione generale cerco di non offendere nessuno. Buonanotte e forza Milan. A no.. (porca puttana che confusione).. forza Toro!!! ahahah..

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    1. Bilancio - 3 mesi fa

      Ok Andrea. Capito. Forza Toro, sempre e comunque. Mi raccomando non confonderti.
      Notte.

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  11. Bilancio - 3 mesi fa

    Notte SSFT.

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  12. andrea.granata - 3 mesi fa

    Caro Bilancio.. la mia ultima frase “si parla ad minchiam” era una battuta con tanto di faccina che ride fatta con i due punti e la parentesi tonda. Rispetti il mio pensiero ma in 7 righe mi dai del confuso e del sempliciotto col prosciutto sugli occhi.. oltre a sbagliare clamorosamente l’importo della pensione di mia nonna che purtroppo è morta e prendeva molto di più di 450 Euro.. una caduta di stile che da te non mi aspettavo, credo principalmente dovuta alla tarda ora e alla stanchezza della giornata.. cmq da domani leggerò con attenzione i tuoi commenti nella speranza che un giorno io possa svegliarmi ed illuminarmi, mescolando fascismo, comunismo, nonne e puttane con natural leggerezza.. credendomi il Dio illuminato che ha la verità assoluta in tasca su tutto, ovunque e per sempre.

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    1. Bilancio - 3 mesi fa

      Caro Andrea, ho scritto cio che ho pensato veramente ossia che ho rispettato il tuo punto di vista fino all ultima parte. Se dici che parlo ad minchiam, scusa ma mi cadono i coglioni. Perdono, ma ho parlato anche di puttane?? Ma allora e’ corretto dire che sei un po confuso?? Sara’ l orario..

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  13. andrea.granata - 3 mesi fa

    Minchia no.. la trasmissione non è finita.. sto ancora aspettando che parlino della Uefa e del Milan.. ahahah

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  14. user-13967438 - 3 mesi fa

    Per parlare di calcio, non è esatto il riferimento.
    Ci furono due Union Berlino, una a Berlino ovest, che è quella promossa in Bundesliga, e l’altra a Berlino Est nella DDR, che tra l’altro esiste ancora seppure nei campionati regionali.
    La Stasi, per quanto “potente ed infiltrata” nulla poteva nel territorio di Berlino Ovest.
    I tifosi della Union Berlino della DDR erano ultraproregime (come stando ai dati ufficiali lo era il 110% della popolazione della ex DDR; si, 110% è giusto).
    Dentro al muro (a Berlino Ovest) la libertà di pensiero ed espressione di opinione era la medesima dell’occidente… certo erano coraggiosi a portare una idea politica in curva, ma non così eroi come lo sarebbero stati quelli fuori dal muro (a Berlino Est).

    Papillon

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  15. andrea.granata - 3 mesi fa

    Non mi piace si mescolino calcio e politica, personalmente ritengo che 4 stronxi con la svastica non andrebbero nè menzionati nè nominati.. però voglio dire bravo barrieradimilano, risposta esauriente ed educata.. non c’è molto da aggiungere su quello che hai scritto, ci sarebbe molto da aggiungere sull’affermazione di Bilancio.. evito proprio perché di sicuro questo non è il posto adatto per esprimere certi pensieri. Aggiungo solo che la bravissima articolista parla di nazismo e di Costituzione, un modo per dire che le regole vanno rispettate.. infatti il nazismo è vietato dalla Costituzione italiana, il Comunismo no.. o almeno a me non risulta che lo sia.. e infatti il Comunismo nell’articolo non è citato, proprio perché non c’entra niente con il senso del discorso o dell’articolo che dir si voglia.. altro che faccia della stessa medaglia, tutto va analizzato e contestualizzato.. altrimenti si parla “ad mimchiam”.. 🙂

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    1. Diego Madrid - 3 mesi fa

      E finita la trasmissione su 7gold?

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    2. Bilancio - 3 mesi fa

      Ciao Andrea, ti ho seguito fino all ultima frase, rispettando il tuo pensiero, ma lascia che ti rispondo amichevolmente in merito all ultima frase: hai un modo molto estetico di esternare le tue confuse cazzate. Se tua nonna prende 450 euro di pensione e’ proprio perche ci sono dei sempliciotti col prosciutto sugli occhi come te. Comincia ad aprire gli occhi.

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  16. Diego Madrid - 3 mesi fa

    Non so cosa scrivere, perché ho trecentosettantottomilioni di cose in testa, ma sto articolo della Maria Grazia, è una cagata colossale! Penso che per mail le risponderò, però se è vero che politica e sport non si mischiano…beh, il primissimo errore lo ha commesso lei,signora.
    L’ho appena scritto in un altro articolo, tutto sto buonismo del cazzo, ha rotto i maroni.
    Saluti cordialissimi.

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  17. Bilancio - 3 mesi fa

    Buonasera Maria Grazia. Ho letto il suo articolo e volevo idealmente schierarmi al suo fianco nel biasimare ogni tipo di violenza gratuita che sfocia nell’apologia indipendente dal suo colore: che sia nazista come a Verona o che sia comunista come a Livorno. Che sia perpetrata con tanto di svastiche a simboleggiare gli orrori dei campi di concentramento o che sia perpetrata con la falce e martello a ricordare i gulag, le purghe staliniane e le vittime dei partigiani di Tito.
    Fondamentalmente, i lati della stessa medaglia.

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    1. barrieradimilano - 3 mesi fa

      Dire che nazismo e comunismo sono state due facce della stessa medaglia è un errore storico grave, dovuto a poca conoscenza dei fatti o a paraocchi ideologici. Nel marxismo troviamo infatti principi ancora oggi preziosissimi per le scienze sociali e utili per analizzare le contraddizioni della società attuale, non altrettanto nel pensiero fascista. Le battaglie per i diritti dei lavoratori, per l’uguaglianza sociale, per la parità uomo-donna, per il diritto allo studio, per la sanità gratuita, ecc. Tutto questo è presente sia nel socialismo teorico di Marx e di Engels, sia in quello “reale” di Lenin. Tutto ciò nel comunismo (o nel socialismo, come sarebbe giusto dire) c’è sempre stato e c’è tuttora. Che dire poi della discriminazione razziale legalizzata? Essa non c’era in URSS, quanto piuttosto sotto Hitler, e fino agli anni ’60 pure nei democratici Stati Uniti d’America.Certo, nei paesi del socialismo reale vi sono stati errori tragici, alcuni casi vanno sicuramente classificati come orrori, ma questo non impedisce ad uno storico serio di analizzare gli accadimenti con occhio critico e soprattutto contestualizzandoli socialmente ma soprattutto culturalmente…tornando al calcio il Toro contro la Juve ricca, snob e maneggiona è proletario per definizione.. FVCG Siempre!

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      1. Bilancio - 3 mesi fa

        E’ proprio qui che volevo arrivare. Stavo proprio cercando questo. Ricordati che nei gulag ci andavano gli oppositori del regime ma non solo. Gli ebrei e gli omosessuali erano spediti li alla grande! E le discriminazioni razziali nei confronti dei dalmati italiani??
        Niente da dire sul socialismo che sposo in parte come sposo in parte alcuji dei capisaldi del nazionalismo. Ti ricordo che la finanza da sbarco degli intellettuali da salotti bene non era tollerata, come una banca nazionale privatizzata (come lo e’ oggi) per non parlare della difesa delle eccellenze della nazione. Una cosa volevo dirti e spero che tu la valuti:
        La storia viene scritta dai vincitori, ed io aggiungerei che viene rivista dagli ipocriti. Quanto sopra te lo dico con cognizione di causa avendo in famiglia moglie russa laureata con cui spesso discutiamo di questi argomenti. E sono fatti, non lezioni all universita.
        Buon Toro a te.

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        1. SSFT - 3 mesi fa

          Senza entrare nei meriti delle varie tifoserie, la differenza fondamentale è che l’urss non è la realizzazione del pensiero socialista, ma ne è una sua deformazione violenta e intollerabile, mentre la germania del reich e l’italia del ventennio sono esattamente il risultato del pensiero nazi/fascista. Per questo non si può inneggiare al nazi/fascismo rinnegando violenza e razzismo mentre si può inneggiare al comunismo (e lungi da me il farlo) escludendo tali fattori.

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          1. Bilancio - 3 mesi fa

            c’e’ stato del buono in entrambe le ideologie. La loro gestione estrema e’ stata un disastro. Ma hanno capito dai loro errori ed oggi, la dittatura soft a cui siamo sottoposti e’ ben pilotata, ed ogni tentativo di far rinascere una ribellione e’ stigmatizzata fin dall inizio. Artistocrazia, clero e ricca borghesia si sono ripresi la scena. E la vedo dura per ogni nuovo Robespierre.

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          2. SSFT - 3 mesi fa

            Se dico a mio figlio “condividi ciò che hai” e lui oltre a fare questo ammazza e discrimina, si potrà dare la colpa a mio figlio (l’urss, tito e così via) ma non alla mia ideologia, perché non ha fatto quello che essa prevede.
            Se dico a mio figlio “difendi la famiglia e ammazza chi non ne fa parte” e lui fa esattamente ciò, è da biasimare sia mio figlio (terzo reich, italia fascista e così via) che l’ideologia che sta seguendo. E non basta dire che c’è anche del buono, cioè la parte “proteggi la famiglia”, perché quell’ideologia non è solo quello.

            Comunque ho commesso l’errore di mettermi a parlare di politica alle 23, direi che posso finirla qui, buonanotte.

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  18. robertozanabon_821 - 3 mesi fa

    Brava come sempre Maria Grazia. Sarà importante preservare i sogni dei bambini, ma sarà ancor più importante insegnare loro a dare dei calci nei “palloni” a tutti i vessatori e stupratori di sogni che impediscono al pallone, quello vero, di andare “lontano”. Con stima.

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