Torino-Palermo, Mihajlovic sfida Lopez: un 4-3-3, due interpretazioni differenti

Torino-Palermo, Mihajlovic sfida Lopez: un 4-3-3, due interpretazioni differenti

Testa a testa / Confronto tra due tecnici dal diverso bagaglio d’esperienza; sul campo come in panchina, il serbo più offensivo e spregiudicato

di Federico Bosio, @fedebosio19

Manca sempre meno all’incontro tra Torino e Palermo, in campo domani pomeriggio, una sfida che sarà inevitabilmente caratterizzata da parecchi testa a testa ma che dipenderà come al solito dal confronto principale, ovvero quello tra le due personalità che siederanno in panchina: Sinisa Mihajlovic accoglie ed affronta Diego Lopez, due tecnici con alle spalle carriere e caratteristiche parecchio differenti che, sembra, influiscono tutt’ora sul modo di intendere il calcio e disporre le rispettive formazioni sul terreno di gioco. Questo avvincente duello a distanza risulta ovviamente determinante per le disposizioni tattiche delle due compagini e per lo sviluppo e l’esito dell’incontro; ma andiamo con ordine.

NUMERI A CONFRONTO – Tornando al bagaglio esperienziale, i dati vedono senza alcun dubbio favorito il tecnico granata sotto tutti i punti di vista: il serbo ha collezionato fino a questo momento ben 254 panchine da allenatore in Serie A, frutto delle sue numerose esperienze alla guida di club della Penisola, mentre per quanto riguarda il tecnico uruguagio i gettoni nel massimo campionato italiano sono 83. Al termine della carriera da giocatore infatti Diego Lopez decide di rimanere legato al Cagliari e dopo una rapida scalata tra Giovanissimi e Primavera, nel 2012 è già vice sulla panchina della prima squadra, per poi conquistare le vesti di tecnico l’anno successivo. Dopo la rescissione del contratto con i sardi e l’infelice avventura alla guida del Bologna l’anno successivo, ecco arrivare la chiamata del Palermo poco più di un mese fa. In termini di bilancio, quello dell’allenatore rosanero viaggia su una quasi totale parità (26 le vittorie, 29 i pareggi e 28 le sconfitte) mentre i successi sono percentualmente più numerosi per Mihajlovic che ne ha totalizzati 96, collezionando 80 “X” e 78 sconfitte. L’unico incrocio precedente tra i due risale al 9 febbraio 2014 ed era uno scontro valido per la 23° giornata di Serie A 2013/2014: la Sampdoria guidata dal serbo si impose sul Cagliari per 1-0, con gol decisivo di Gastaldello.

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LE CARRIERE – Alle spalle, un percorso decisamente differente: entrambi difensori, interpretavano il ruolo in modo totalmente opposto e non per nulla Mihajlovic venne largamente impiegato come centrocampista iscrivendosi in numerose occasioni al tabellino dei marcatori, mentre Diego Lopez incarnava il classico difensore centrale all’occorrenza in grado di giocare anche come terzino destro. Cresciuto nelle giovanili del Rivel Plate, nel 1996 vola oltreoceano e si accasa in Spagna, al Racing Santander; dopo due stagioni si trasferisce al Cagliari ed in Sardegna diventa un vero e proprio simbolo della squadra, dove milita per dodici stagioni – sino al 2010 – collezionando 314 presenze e sette reti ed arrivando ad indossare anche la fascia di capitano: è ad oggi il quinto giocatore nella storia della squadra rossoblù per presenze in campionato. Più giramondo invece la carriera di Mihajlovic, che però al ritiro poteva vantare ben 315 presenze e 38 reti in Serie A contro i 194 gettoni e tre gol nel massimo campionato italiano del diretto avversario di giornata; senza contare le 74 partita in totale tra tutte le competizioni europee del serbo, un’emozione che l’attuale tecnico del Palermo non ha mai avuto l’onore di assaporare nel corso della propria carriera.

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I MODULI UTILIZZATI –  Anche in questo caso, il modo di interpretare il calcio risulta fondamentale: dal suo arrivo in Sicilia, Lopez ha ‘disputato’ cinque partite ed in quattro di queste occasioni (contro Napoli, Crotone, Atalanta e Juventus) ha utilizzato un 4-3-3 tatticamente improntato ad una disposizione in campo particolarmente bassa e con fini di contenimento, volta alla ripartenza attraverso il contropiede come arma principale. Per la prima volta la settimana scorsa, nella sfida con la Sampdoria, ha utilizzato invece il 4-2-3-1 sfruttando quindi il trequartista alle spalle della punta. Il 4-3-3 dunque come modulo base, così come per Mihajlovic: ma la filosofia di gioco del serbo – e quindi anche dei granata – è improntata ad un attacco costante ed alla pressione sul portatore di palla, ad “aggredire” l’avversario piuttosto che attenderlo aspettando un suo errore. Stesso modulo, due differenti interpretazioni: la sfida tra Mihajlovic e Diego Lopez accende questo Torino-Palermo.

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