Primavera, il Toro affronta il tabù Lazio: Aramu l’uomo in più?

Primavera, il Toro affronta il tabù Lazio: Aramu l’uomo in più?

Due sconfitte consecutive in Final Eight per i granata, nel 2012 e nel 2013, entrambe ai quarti. Una “classica” che ha visto grandi protagonisti: da Emmanuel a Diop, da Lombardi a Verdi. E per il fantasista granata è la terza volta…

di Diego Fornero, @diegofornero

Dici Lazio, in casa granata, e pensi al 1 giugno 2013, quando, ai quarti di finale della Final Eight Primavera, i biancocelesti di Bollini rimandarono a casa il Torino di Longo con una rete di Lombardi. Un 1-0 beffardo, in una gara condotta all’attacco per novanta minuti, contro quelli che sarebbero poi diventati i Campioni d’Italia di categoria, battendo poi 3-1 il Chievo in semifinale ed, infine, 3-0 l’Atalanta nella finalissima.

LOMBARDI NON CI SARA’, DIOP E’ PARTITO… CON FORTUNE ALTERNE – Il capocannoniere biancoceleste (per lui 14 goal in 28 presenze complessive in questa stagione, 8 in quella passata) stavolta non ci sarà: il cartellino rosso rimediato contro la Roma ai quarti e l’inevitabile squalifica gli faranno, infatti, saltare l’appuntamento contro quel Toro che già ebbe occasione di “matare”. Quella di Città di Castello nel 2013, tra l’altro, fu l’ultima gara in granata di Abou Diop, poi partito in direzione Juve Stabia per la prima, e non certo memorabile, stagione da professionista: trasferitosi a gennaio a Crotone, ha messo insieme in stagione 24 presenze tra campionato e Coppa Italia, con due sole reti. Nel 2012/2013, però, in Primavera il senegalese aveva segnato reti a grappoli: in 10 presenze a supporto della formazione di Longo, tra Campionato e Viareggio, ben 8 reti, per poi, però bloccarsi all’appuntamento più importante.

EMMANUEL LA METEORA, CON LA LAZIO L’ULTIMA DI ASTA (E VERDI IN CAMPO) – Cose che capitano nel calcio: del resto, ne sa qualcosa la stessa Lazio, che, sempre in Final Eight, e sempre in Umbria, fece fuori il Torino anche nel 2012. Fu l’ultima partita ufficiale di Antonino Asta sulla panchina della Primavera granata, anche quella volta ai quarti di finale: all’epoca fu un indiavolato Emmanuel, con una doppietta, a stendere i granata, salvo l’inutile rete di Pinelli ad accorciare le distanze. In campo, tra i ragazzi di Asta, anche quel Simone Verdi che quest’anno ha fatto molto bene in Serie B ad Empoli, ma il vero protagonista fu l’attaccante nigeriano dei biancocelesti, che contribuì a stendere la Roma in semifinale salvo, poi, arrendersi all’Inter nella finalissima che incoronò i nerazzurri come Campioni d’Italia nel 2012. Emmanuel pareva essere, allora, uno dei migliori prospetti del calcio italiano: la Lazio lo girò, senza successo in prestito al club satellite della Salernitana, per poi finire, l’estate scorsa, addirittura gli svizzeri del Bienne, anche qui senza prestazioni memorabili (ed ora, è addirittura in scadenza di contratto e potrebbe finire svincolato).

PER ARAMU E’ LA TERZA SFIDA CONSECUTIVA CON LA LAZIO ALLE FINALI – Questo è il calcio: sport che, nel passaggio dalla fase giovanile a quella professionistica, può dare ed, allo stesso tempo, togliere tantissimo. Il Toro spera, però, che da questa fase cruciale nella carriera di un calciatore possa uscirne alla grande uno dei suoi migliori talenti, quel Mattia Aramu che, con quella di sabato sera, sarà alla sua terza sfida consecutiva ai biancocelesti in una Final Eight. A diciannove anni appena compiuti, è già un “veterano”: scese in campo, infatti, già con Asta nel 2012, rilevando proprio Verdi, seppure per una decina di minuti nel finale. L’anno passato, fu uno dei protagonisti, sfoggiando assist a raffica per i compagni, nonostante il risultato. Nel 2014, l’anno della sua grande maturità, come dimostrano le impressionanti statistiche di rendimento in campionato, sarà lui l’uomo in più per il Torino?

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