Primavera, si guarda con fiducia al 2017: tra margini ampi e un gioco in crescita

Primavera, si guarda con fiducia al 2017: tra margini ampi e un gioco in crescita

Il bilancio di questi primi 4 mesi di Coppitelli non può che essere buono: i granata stanno maturando, e al di fuori degli scivoloni del derby e in Coppa Italia, il cammino pare continuo…

di Lorenzo Bonansea, @BonanseaLorenzo

Buone vibrazioni. Queste, senza dubbio, lascia la Primavera granata 2016/17 . In questi primi 4 mesi dell’anno calcistico Federico Coppitelli è riuscito ad dare identità ad una squadra giovane e poco esperta nella categoria, finendo l’anno solare al secondo posto, a pari punti col Chievo, nel Girone B, condotto dalla Juventus con un solo punto di vantaggio sugli stessi granata.

Le difficoltà del campionato Primavera sono molte, e quando si cambia la guida tecnica è l’intero assetto a dover essere riassemblato. Nuovi schemi,  nuovi dettami e nuove gerarchie. Coppitelli ha iniziato col 4-3-3, per poi propendere per un più equilibrato 3-4-3, riuscendo a trovare una continuità di risultati non indifferente: dalla vittoria alla prima giornata contro il modestissimo Avellino, ai tre punti sotto gli occhi di Miha e Cairo contro il Pescara, sino alle prestazioni mature contro Sassuolo, Benevento e Bari. La difesa risponde bene e con solidità alle nuove direttive, con un trittico d’eccezione composto dal sempre più positivo Buongiorno, capitan Auriletto e Rivoira, in cui ben s’inserisce Friedenlieb, al rientro e già autore di qualche buona prestazione nell’ultimo mese in Coppa Italia.

Ecco, l’unico neo di questa prima parte di stagione – lasciando da parte il derby, perso 2-1 ma giocato a viso aperto – risulta essere proprio l’eliminazione dalla Tim Cup per mano della comunque superiore Virtus Entella: una sconfitta – la seconda ed ultima, per ora, dell’era Coppitelli – che comunque non inficia in nessun modo il campionato fin qui portato avanti dai granata. Il Toro sta trovando nella qualità (seppur altalenante, ma spesso decisiva) di Berardi e nel cinismo sottoporta di De Luca i propri punti forti in zona offensiva, mentre sulle fasce si registrano continui miglioramenti da parte di Giraudo e Valerio da un parte, e Luise e Oukhadda dall’altra, con il marocchino in netta crescita nel ruolo di esterno del centrocampo a 4. Un appunto in meno per Bava, che in sinergia con Coppitelli deciderà il mercato: il cursore sta crescendo, e un terzino destro risulterebbe sì ancora utile, ma se i margini di Oukhadda venissero confermati chiunque possa arrivare dovrà vedersela con la sua enorme voglia di dimostrare. Discorso simile per il centrocampo, il reparto forse più criticato: anche qui la crescita nelle ultime giornate è stata evidente, con D’Alena e Rossetti chiamati nel nuovo anno a confermare i passi avanti, così che le loro indiscusse qualità in mezzo al campo possano essere ancora di maggiore aiuto per la manovra complessiva, che a volte ancora stenta.

Insomma: il nuovo Toro di Coppitelli chiude l’anno solare con tanto di buono fatto alle spalle, e con ancora tanto da fare. Di buono, e di meglio: tra poco si entra nel vivo della stagione e la maturità dei ragazzi verrà davvero messa alla prova. E se c’è una cosa di cui non ha paura questo Toro, sono proprio le sfide. Anche quelle difficili.

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  1. al_aksa_696 - 4 anni fa

    Ma per quale motivo dite robe del genere?
    Il Torino è terzo, a due punti dal Chievo e tre dalla gobba!
    Fare attenzione?

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