Toro, Comotto 10 anni dopo: “Il gol del centenario? Lo riguardo ogni settimana”

Toro, Comotto 10 anni dopo: “Il gol del centenario? Lo riguardo ogni settimana”

Esclusiva / L’intervista a colui che decise la partita contro l’Empoli in una data storica, esattamente una decade fa

di Nikhil Jha, @nikhiljha13
TORINO 13/01/2008 CAMPIONATO DI CALCIO SERIE A 2007-08 / TORINO - LIVORNO / COMOTTO / FOTO MARMORINO/NEWPRESS

Oggi il Toro compie 110 anni di storia, e dieci anni fa scendeva in campo contro l’Empoli , in una gara dal sapore storico, a un secolo dalla celebre sera della fondazione nell’allora birreria Voigt. Il match du deciso, all’89’, da un gol capolavoro di Gianluca Comotto. L’abbiamo intervistato, per sapere cosa si prova ad entrare così nella Leggenda granata.

Gianluca Comotto, 10 anni fa forse uno dei gol più importanti della Sua carriera: un sinistro sotto l’incrocio che piegava l’Empoli nella partita del centenario. Che ricordi ha? La ricorda come una partita storica?

Questo gol lo riguardo ogni settimana, insieme a mio figlio. È un’emozione che sento ancora dentro adesso. Ricordo ancora quel giorno, io che mettevo la testa fuori dagli spogliatoi per assistere alla festa, io che entro in campo con la maglia vecchio stile del centenario, fatta di un tessuto particolare. Fino ad arrivare al gol, un momento storico – è l’aggettivo giusto – per me e per tutti. Tra l’altro, non è stato un gesto naturale per me, rientrare sul sinistro dalla fascia e calciare in porta: qualcuno dall’altro mi ha guardato e mi ha dato una mano.

Oggi gli anni sono diventati 110: cos’è cambiato nell’ultima decade?

È cambiato che il tifoso del Toro, oggi, soffre di meno (ride, ndr). Quando c’ero io ogni stagione era una gran rincorsa alla salvezza, sempre agguantata – almeno con me – ma sofferta. In questi anni, invece, l’asticella si è alzata, così come il livello.

Dove può arrivare questo Toro di Mihajlovic?

Il Torino di Mihajlovic ora può puntare all’Europa. Non sarà facile, ci sono tante squadre attrezzate per le zone alte; mi piace però il progetto granata: una squadra di giocatori giovani e italiani che si sta costituendo. Cairo ha superato il gradino.

Al Perugia ha chiuso la Sua carriera da giocatore, è diventato club manager ed ora ha ottenuto il patentino da direttore sportivo. In Umbria ha potuto conoscere un giocatore che al granata ambisce, come Parigini. Qual è il futuro del ragazzo?

Giovane di prospettiva, che deve ancora trovare la sua dimensione, perché non penso ancora possa essere pronto per il Torino. Deve fare esperienza, il tempo è dalla sua parte. Le qualità ci sono tutte, ma a mio avviso manca ancora un po’ di gavetta per arrivare dove può, magari, se continuerà a non trovare spazio al Chievo, in Serie B. Non sto dicendo che ci stiamo pensando (ride, ndr).

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