Centenario, assenti giustificati e..non

La festa è finita, tutti felici per aver rivissuto in un battito di secondi un secolo di vita granata, con tanti nomi e personaggi che sono rimasti nel cuore di tutti. L’evento è stato celebrato nel modo migliore, in modo semplice, ma forte e deciso, dove è venuto fuori il pragmatismo di Cairo, che ha saputo unire la passione con la sobrietà, senza perdersi in troppa retorica, come spesso può succedere in…

di Redazione Toro News

La festa è finita, tutti felici per aver rivissuto in un battito di secondi un secolo di vita granata, con tanti nomi e personaggi che sono rimasti nel cuore di tutti. L’evento è stato celebrato nel modo migliore, in modo semplice, ma forte e deciso, dove è venuto fuori il pragmatismo di Cairo, che ha saputo unire la passione con la sobrietà, senza perdersi in troppa retorica, come spesso può succedere in talune circostanze. E’ chiaro che tra gli oltre ottocento giocatori che hanno fatto la storia di questo meraviglioso club non tutti, tra i viventi, hanno potuto presenziare alla cerimonia, chi per motivi di salute, altri per impegni improvvisi e qualcuno perché ha voluto polemizzare anche in una circostanza così serena e fenomenale.

Innanzitutto mancava uno degli eroi dello scudetto ’76, vale a dire Giaguaro Castellini, che aveva impegni, ci è stato detto, con l’Under 21. Non è venuto nemmeno il coriaceo Vittorio Caporale, il quale anni fa si era un po’ lamentato di non essere stato ricordato a dovere, che però proprio il 3 dicembre aveva il battesimo della nipotina, perché questi giovani eroi, ebbene sì, molti sono già nonni (beati i nipoti, quante belle favole gli verranno raccontate). Non c’era nemmeno uno degli ultimi capitani e poi dirigente, vale a dire Roberto Cravero, del quale non è pervenuta notizia, i suoi recenti trascorsi con la dirigenza Cimminelli e l’intrigo Genoa forse gli hanno consigliato di stare alla larga dal calcio, ma la sua presenza sarebbe stata senza dubbio applaudita. Non s’è vista nemmeno l’ombra di Lentini e Fuser, impegnati in una partita tra i dilettanti con il Canelli, anche se sinceramente per un evento simile il permesso l’avrebbero ottenuto senza problemi. Cogliamo anche l’occasione per ricordare un giocatore che fece parte della truppa dell’ultimo scudetto, anche se da riserva, Fabrizio Gorin, deceduto qualche anno fa.

L’assenza più eclatante però si è avuto nella figura di Emiliano Mondonico, che ha fatto tanti passi nel Toro, a partire da ragazzo quando vestì la maglia granata, considerato addirittura l’erede di Meroni, mai sbocciato, fino a diventarne l’allenatore per ben due volte di seguito. Come per magia l’attuale mister dell’Albinoleffe è apparso in tutta la sua naturalezza a Controcampo. Certo non si aspettava la reazione e il quasi rimbrotto di Zaccheroni (splendido il mister, che carattere), il quale prima ancora di essere interpellato sulla partita l’ha redarguito: “Cosa ci fai lì, non dovevi essere da un’altra parte a festeggiare?”. Mondo c’è rimasto un po’ male, ma ha aggirato l’ostacolo adducendo che aveva preso impegni e non poteva disdirli, oltretutto l’invito era arrivato tardi. Cairo non poteva certo mandare inviti personalizzati, perché davvero avrebbe rischiato di dimenticare qualcuno, così ha preferito acquistare pagine sui principali quotidiani nazionali per invitare alla kermesse chi aveva fatto parte di questa fantastica famiglia granata. Dietro la scelta del ‘mister della sedia’ ci sono probabilmente altri motivi, ru.ggini derivanti dal suo ultimo periodo in granata, ferite mai più sanate. Ma di fornte al Centenario si poteva forse andare oltre. Il personaggio è sempre stato particolare, per cui va bene così. Purtroppo e ci spiace ammetterlo, questa volta l’indiano ha perso contro i cowboy senza gloria.

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