Centenario Granata

Tutto pronto allo stadio per festeggiare i cento anni di una delle più gloriose squadre al mondo, che oggi compie un secolo di vita. Piero Chiambretti presenta, sul palco allestito all’Olimpico, tutti i grandi personaggi che hanno reso grande il club granata. In tutte le parti dello stadio sono state affisse tante gigantografie che ricordano i campioni di tutti i tempi.

Stadio gremito con tante bandiere…

di Redazione Toro News

Tutto pronto allo stadio per festeggiare i cento anni di una delle più gloriose squadre al mondo, che oggi compie un secolo di vita. Piero Chiambretti presenta, sul palco allestito all’Olimpico, tutti i grandi personaggi che hanno reso grande il club granata. In tutte le parti dello stadio sono state affisse tante gigantografie che ricordano i campioni di tutti i tempi.

Stadio gremito con tante bandiere al vento e il suono di tutti gli inni e le canzoni dedicate alla squadra negli anni.

Chiambretti, vestito di granata, è arrivato al suono del celebre coro: ‘Torino è e resterà granata". Pierino è come al solito scatenato. "L’emozione di oggi è unica" ricorda il presentatore. Adesso va in onda un filmato sulla storia della squadra. Si parte dalla fondazione, l’epopea del Grande Torino, Meroni, Ferrini, il Toro dello scudetto, i mitici derby, la finale di Amsterdam, l’ultima Coppa Italia, fino alla rinascita con Urbano Cairo, le tappe più importanti.

Tocca ad Urbano I Cairo aprire le danze degi ospiti sul palco di Chiambretti, accolto dalla Marsigliese, chiamato Napoleone da Chiambretti: ‘Lo scudetto lo vinceremo prima dei cent’anni! Sono orgoglioso di essere il presidente del Torino con questo popolo fantastico. Non avrei mai pensato il 2 settembre 2005 di essere oggi qua e in Serie A. E’ una bellissima cosa festeggiare il Centenario nella massima serie. Ricordiamo chi ha fatto la storia passata, come Novo, Orfeo Pianelli, loro dovrebbero stare qua al posto mio, meriterebbero più di me. Spero di darvi le soddisfazioni che meritate".

I giovani del vivaio consegnano una targa a Tomà e Gandolfi, Audisio. In parata arrivano tanti ex: Annoni, Lorieri, Maddè, Vullo, Rizzitelli, Albrigi, Gritti, Volpati, Fantini, Copparoni, Marazzina, Carbone, Iorio, Menghini, Zago, Ferri, Cois, Dino Baggio, Toschi, Bui, Ferrante, Ermini. Successivamente Caso, Sabato, Sergio, Bruno, Policano, Onofri, Romano, Ezio Rossi, Silenzi. Via, via Sordo, Asta, Sattolo, Francini, Galbiati, Rampanti, Martin Vasquez (purtroppo non sono riusciti a portare Scifo), Sinigallia, Schwoch, Pusceddu, Mascetti, Pigino, Mussi. Arriva il super Agroppi, a seguire Skoro, Vatta, Fossati, Mezzano, Camolese (emozionato).

Arrivano anche Nicola, Venturin, Dossena, Bonesso, Torrisi, Garella, Cancian, Danova, Garritano, Martina, il pallone d’Oro, l’unico della storia granata, Denis Law, Cereser, Mozzini, Cella. Cazzaniga, Mariani, Abedì Pelè, pallone d’Oro d’Africa, Moschino, Puja, Patrizio Sala, Crippa, padre e figlio. Pecci è venuto nonostante qualche problema di salute (smentito Zac), Lido Vieri.

Presente anche De Biasi, in seguito Fusi, Cesare Maldini, Terraneo, Polster, Cadè, Comi, Benedetti, due ragazzi del Filadelfia, G. Danova. Poi è la volta del grande amico di Meroni, Nestor Combin. Carelli, che sostituì proprio la farfalla dopo l’incidente. Non poteva mancare il grande Marchegiani, Fogli, Sclosa, lo scudettato Graziani, Rosato, Santin, Zaccarelli (estremamente commosso), C. Sala, l’uomo con il colbacco Giagnoni.

Vengono dedicate le targhe a Valentino Mazzola, Gigi Meroni, Giorgio Ferrini, Orfeo Pianelli, ritirano i premi Sandro Mazzola, Maria Meroni, la sorella, Amos Ferrini, Cristina Pianelli.

Leo Junior viene acclamato alla grande, cori per lui: ‘Mi sono mancati tutti, questo è il mio ambiente. Un ricordo da dedicare? Il mio angolo per il gol di Serena di un derby".

Dopo Leo arriva il mito vivente per eccellenza, Paolo Pulici. Come sei diventato davvero del Toro? "Quando ero ragazzino, raggiunto il traguardo della prima squadra, c’era Giorgio Ferrini che mi dava sempre le gomitate nelle partitelle. Un giorno sfinito gli diedi un pugno sul naso e lui mi disse – Adesso sei del Toro’.

Per concludere la festa arriva una grande torta dove vengono poste cento candele accese dai ragazzini del vivaio. Salgono tanti palloncini granata. Foto di gruppo finale con Cairo e Chiambretti protagonisti della festa. Poi giro di campo per tutti.

Junior: ‘Partecipare a cent’anni di una società non è facile, sono stati tre anni molto intensi, che sembrano di più. Ho dato qualcosa alla squadra in quel periodo, ma ho ricevuto tanto, il Toro non uscirà mai dal mio cuore. La maglia granata è la seconda pelle, uno che gioca nel Toro deve sentirla sempre".

Cairo: ‘Contento aver messo insieme tanti cori, giocatori, squadre. Rivederli insieme è stato davvero bello, tutti insieme. E’ un grande onore essere il presidente del Centenario. Spero di essere all’altezza della situazione potendo dare in futuro qualche soddisfazione. Trovare un solo campione del mio cuore è difficile, facile dire Pulici, Junior, ma anche Sala, Bruno, quelli che non ci sono più. E’ riduttivo sceglierne uno. Lo spirito è non mollare mai, vincere tutte le traversie, spirito particolare, il cosiddetto tremendismo, che spero di vedere anche alla mia squadra del futuro". Lo spirito Toro? "Viene grazie al contatto con questi tifosi, in 15 mesi facendo le cose in corsa non è facile averlo immediatamente, ma lavoreremo per questo". Conquista principale è aver riconquistato la gente? "I tifosi avevano così tanto entusiasmo che c’è voluto davvero poco, abbiamo 18mila abbonati, ma in B eravamo di più, purtroppo in qeusto stadio non è possibile averne di più. Pubblico straordinario".

Pulici: ‘Sembra che non siano mai passati questi trent’anni, i tifosi restano coerenti al loro passato. Lo spirito Toro non viene solo dall’indossare la maglia, ma anche da quello che si ha dentro. A me ha i nsegnato molto Ferrini, che non si tengono mai i gomiti bassi, ma sempre alti". La Maratona? ‘Era come festeggiare con un famigliare, la fine di un lavoro. La Maratona per me era un segnale, captavo dall’urlo dov’ero, anche con le spalle alla porta, di conseguenza mi regolavo".

Ferrante: "Emozionato stare vicino a Pulici. Sotto la Maratona è incredibile, Torino è Torino, unica".

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