Nasce il Toro Club ”Roberto Rosato”

di Arianna Luisa Lucania

Non esiste modo migliore per ricordare un campione che istituire un club a suo nome: il 2 luglio 2010, pochissimo dopo la scomparsa di “Faccia d’angelo” è nato il Torino Club Chieri “Roberto Rosato”. Un tributo per ricordare una figura importantissima del calcio italiano degli anni ’60, unendo la passione infinita del tifo granata.

di Redazione Toro News

di Arianna Luisa Lucania

Non esiste modo migliore per ricordare un campione che istituire un club a suo nome: il 2 luglio 2010, pochissimo dopo la scomparsa di “Faccia d’angelo” è nato il Torino Club Chieri “Roberto Rosato”. Un tributo per ricordare una figura importantissima del calcio italiano degli anni ’60, unendo la passione infinita del tifo granata.

Suo figlio Davide, presidente onorario del club, ci ha parlato di come è nata questa idea, e di come è stato avere un papà straordinario, sia in campo che fuori: “Farò tutto ciò che mi è possibile per onorare la memoria di papà, e parlarne mi fa sempre piacere”.

Prima di tutto, com’è stato essere il figlio di un calciatore così importante? In casa si sentiva la pressione?
Assolutamente no. E’ vero, abbiamo sempre avuto la possibilità di vivere una vita agiata, ma in realtà finchè papà non ha smesso di giocare non ci siamo accorti di nulla. Io avevo dieci anni quando si è ritirato, e mi rendevo conto di avere un papà che faceva un lavoro diverso da quello degli altri, ma non abbiamo mai fatto caso alla popolarità. Lui ha sempre cercato di farci vivere in maniera tranquilla.

Hai mai pensato di seguire le orme di tuo padre?
Mentirei se dicessi il contrario, ci ho pensato sì. E ho anche giocato in diverse categorie inferiori, ma non ho mai avuto la stoffa di mio padre. Ero un discreto giocatore, nulla di più. Ma essere il figlio di Roberto non mi ha spianato la strada, anzi, spesso era difficile solcare i campi di calcio, perchè c’era aspettativa nei miei confronti e spesso mi si puntava il dito contro. In ogni caso alla fine ho lasciato perdere, non era per me.

Tuo padre è stato un grande giocatore del Torino, ma ha giocato anche nel Milan e nel Genoa. In casa il tifo di che colore è?
Beh, io sono uno sfegatato granata: li seguo sempre, li vedo quando riesco. Ma sono l’unico in famiglia vero tifoso, anche se in casa si respira aria di simpatia per Torino e Milan.

Parliamo un po’ del club: quando è nato ufficialmente e di chi è stata l’idea?
Dunque, il club è nato ufficialmente il 2 luglio da un’idea di Paolo Bertola. Era da poco mancato papà e volevamo fare qualcosa per ricordarlo degnamente. Si è subito unito all’idea anche Don Aldo Rabino, che è conosciuto e stimato da tutti. E’ molto tempo che a Chieri non si vedeva un Club riconosciuto quindi è stata una bella idea.

Un’ultima cosa: dimmi la prima parola che ti viene in mente, magari legata al mondo del calcio, che ti fa pensare a tuo padre.
Tenacia. Direi tenacia, lealtà  e onestà. Sono gli stessi  valori che mi sono stati trasmessi anche fuori dal campo di calcio. Ma quando giocava mio padre era così, e lo riconoscevano anche gli avversari.

Un grande in bocca al lupo quindi a questo nuovo Toro Club da Toro News.

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