Sirigu e Ospina, mani contro piedi: così i due si adattano ai rispettivi tecnici

Focus on / Il granata è tra i migliori in Serie A, mentre l’azzurro si è recentemente conquistato il posto da titolare grazie all’abilità nel palleggio

di Lorenzo Chiariello, @lorechiariello

Una sfida nella sfida all’interno della partita tra Napoli e Torino sarà quella tra i due portieri. Se i granata hanno trovato ormai da tempo un punto fermo tra i pali in Salvatore Sirigu, altrettanto non si può dire degli azzurri. In casa partenopea infatti, David Ospina ha scavalcato solo di recente Alex Meret nelle gerarchie. Il portiere colombiano, che sotto Ancelotti aveva raccolto tante panchine, ora sembra essere più congeniale al gioco voluto da Gattuso.

MANI – L’importanza del portiere sardo per il Toro è fuori discussione. Al di là del carisma e del grande carattere, Sirigu ha più volte dimostrato di essere tra i migliori nel suo ruolo nel nostro campionato. Riflessi felini e senso della posizione tra i pali, ne hanno fatto una colonna portante del reparto difensivo granata. Tant’è che alla fine del campionato scorso, il classe 1987 si è piazzato al 5° posto tra i portieri meno battuti della Serie A. Spesso poi in questa stagione, Sirigu ha terminato le partite da migliore in campo tra i granata nonostante i 43 gol subiti sino a oggi, a testimoniare quanto sia stata complicata la stagione del Torino.

PIEDI – Ospina invece ha trovato in Gattuso nuova fiducia soprattutto grazie alla sua abilità nel gestire il pallone con i piedi. Tra i pali il colombiano staziona poco e ha mostrato qualche insicurezza, ma il suo coinvolgimento nella manovra architettata dall’allenatore calabrese è testimoniato dai numeri: sono 237 i passaggi effettuati fin ora dal portiere azzurro e quasi il 90% di questi è andato a buon fine. A farne le spese è stato Alex Meret, che in casa Napoli sembrava avere il posto assicurato. A riguardo, proprio nella conferenza di presentazione della gara con il Toro, Gattuso ha chiarito: “Meret è fortissimo, ma in questo momento, per come voglio giocare, ho bisogno di altro”. Toccherà ancora al portiere colombiano, allora, scendere in campo stasera al San Paolo.

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