La difesa: marchio di fabbrica del calcio made in Italy. Anche in Europa League

La difesa: marchio di fabbrica del calcio made in Italy. Anche in Europa League

Europa League / Le squadre italiane sugli scudi: la difesa premia sempre. Inter, Fiorentina, Napoli e Torino le migliori del torneo in termini di gol subiti

di Federico Lanza, @LanzaFederico

Italia: paesi di santi, navigatori e…difensori! Il nostro calcio è sempre stato associato ad un’attenta organizzazione difensiva: ordine e pragmatismo sono state – e forse lo sono ancora – le fondamenta sulle quali costruire una squadra. D’altro canto, la Nazionale Italiana e le maggior squadre dello Stivale che si sono distinte, entro e fuori i confini nazionali, hanno sempre avuto un approccio difensivista (non catenacciaro, la differenza c’è seppur labile) ancor prima che offensivo. E questo si è visto, a titolo di esempio, nella vittoria del Chelsea della Champions League del 2011/2012. L’allenatore, guarda caso, era un italiano: Roberto di Matteo.

Questo tratto distintivo del calcio italiano, ovvero un maniacale taccicismo provato e riprovato in allenamenti al limite del sadico, persiste, nonostante le spinte innovatrici provenienti dalle nuove generazioni di allenatori che tentano di portare una ventata di cambiamento.

Anzi, sembra consolidarsi anno dopo anno. E proprio in questa prima parte di Europa League ne abbiamo avuto una conferma: le difese di Torino, Inter, Napoli e Fiorentina (tutte e quattro approdate ai sedicesimi di finale) sono risultate le migliori della fase a gironi. Non solo: tutte e quattro salgono sul podio nella speciale classifica delle squadre meno “bucate”. In questa statistica abbiamo incluso tutte le squadre qualificate ai sedicesimi di finale, ad esclusione delle 8 formazione scese dalla Champions League.

L’Inter di Walter Mazzarri prima e Roberto Mancini poi, si posiziona sul primo gradino del podio insieme a Legia Varsavia e Club Brugge: i nerazzurri hanno subito solo due reti, la prima contro il Saint-Etienne e la seconda a Baku contro il Qarabag. In vetrina il reparto arretrato del Legia Varsavia, vincitrice del Gruppo L. Bene anche il Brugge di Preud’homme: due reti al passivo contro Copenaghen ed Helsinki.

Le medaglia d’argento se la contendono Everton, Dinamo Mosca, Napoli e anche il Torino. Questo dato particolare non sarà di certo sfuggito agli attenti osservatori della competizione: la squadra di Giampiero Ventura (una delle Cenerentola della manifestazione) ha subito solo 3 gol: due reti a Helsinki in quella sciagurata partita persa 2-1 e il gol a freddo di Amartey nel corsaro 5-1 dei granata in Danimarca.

Al terzo posto troviamo la Fiorentina: la casella delle reti subite recita il numero 4. I viola – che hanno chiuso al primo posto il Gruppo K davanti a Guingamp e Paok Salonicco – condividono il podio con Borussia Moenchengladbach, Tottenham e Dynamo Kiev.

Una spiegazione può essere rintracciata, ovviamente, nella pochezza offensiva delle formazioni che hanno affrontano le quattro italiane. Pur non trattandosi di ostacoli insormontabili, Napoli e Inter hanno faticato moltissimo ad aver la meglio su Young Boys e Saint Etienne rispettivamente.

Un dato inequivocabile, però, è che l’Europa League sta acquistando valore e fascino, e se prima le formazioni italiane tendevano a snobbare questa competizione considerandola “minore”, oggi non è più così. E l’impegno profuso dalle nostre squadre ne è la prova.

 

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