La redazione de La Gazzetta dello Sport risponde a Cairo: “A rischio il futuro del giornale”

La situazione / Ecco un altro comunicato sindacale dei giornalisti della Gazzetta dello Sport in risposta a Cairo

di Redazione Toro News

Nei giorni scorsi, la redazione de La Gazzetta dello Sport aveva pubblicato un comunicato criticando alcune scelte del proprio editore, ovvero Urbano Cairo, fatte in questo momento di emergenza coronavirus. Subito è arrivata la replica del patron granata che in tre punti ha risposto alla redazione (QUI i dettagli). Questa mattina la redazione, in assemblea permanente e in stato d’agitazione, ha rigettato le accuse dell’editore invitandolo a garantire alla Gazzetta un futuro all’altezza della sua storia.

Ecco il comunicato:

Cari lettori, come avrete probabilmente notato nei giorni scorsi la vostra Gazzetta vive un momento di acceso confronto interno, solo in parte dovuto all’emergenza coronavirus. La redazione aveva emesso un comunicato in cui offriva disponibilità a un piano di sacrifici economici chiedendo solo che fosse commisurato alla situazione generale dell’azienda (che ha distribuito 31 milioni di dividendi nel 2019 e aveva ipotizzato di distribuirne 15 nel 2020, salvo poi cambiare idea anche dopo aver registrato il nostro stupore) e auspicando un programma di sviluppo ormai indifferibile. La risposta dell’editore è stata decisamente scomposta.

Evitando di alimentare polemiche sterili e stridenti con il tragico momento attuale del nostro Paese e del mondo intero, rigettiamo però in modo deciso ogni accusa più o meno velata nei confronti della redazione. La Gazzetta è un giornale sportivo e in quanto tale ha peculiarità evidenti anche ai bambini che per fortuna continuano a leggerci e magari imparano a farlo sulle nostre pagine: è assolutamente fuorviante accusarci di voler lavorare la domenica per guadagnare di più e non per la necessità di raccontare gli avvenimenti sportivi o di proporre altri servizi che soddisfino le esigenze dei lettori. Nascondersi dietro al contratto per attaccare altre voci della retribuzione non è solo irrispettoso della dialettica sindacale ma soprattutto della professionalità di una redazione che da sempre ha deciso di andare oltre lo stesso contratto, che se fosse seguito alla lettera da noi complicherebbe pesantemente la regolare uscita in edicola del giornale e il costante aggiornamento del sito.

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La redazione ha sempre sottolineato che in un periodo di gravissima crisi sono ammissibili tagli di natura economica (e infatti ne abbiamo accettati alcuni particolarmente onerosi) a patto che non incidano sulla qualità del prodotto. Di cifre ha parlato l’editore chiedendo alla redazione un milione e centomila euro in poche settimane. Noi avevamo sollevato argomenti di ripartenza progressiva e avevamo chiesto progetti di sviluppo, parametrando i sacrifici economici alla situazione dell’azienda, assolutamente florida al di là della grave contingenza. L’editore invece ci ha manifestato l’intenzione di accedere alla Cassa Covid, uno strumento di legge nato per le situazioni di estrema emergenza, per le aziende che non possono più pagare gli stipendi ai loro dipendenti.

Chiarito tutto questo, la trattativa per quanto ci riguarda torna a svolgersi nelle opportune sedi. Ci preme, però, far sapere a voi lettori che la redazione aveva chiesto degli sforzi legati alla situazione contingente come aumentare i contenuti sul sito, diffondere gratuitamente la versione digitale del giornale, aprire l’area Premium del sito più tante altre iniziative che sono state tutte respinte dall’azienda.

Ci preme raccontarvi la nostra preoccupazione per il futuro della Gazzetta. Un futuro che noi vorremmo in linea con la storia gloriosa di questo giornale, ma che temiamo possa essere negativamente condizionato da progetti che restano fumosi. Non abbiamo ricevuto risposta alla richiesta di un piano aziendale per l’attuale periodo di crisi e per la ripartenza. Siamo preoccupati in prospettiva di vedere indebolita la nostra indipendenza, baluardo fondamentale per offrire un’informazione credibile nel solco della tradizione della Gazzetta. Questi sono i grandi temi – che coinvolgono anche la direzione, responsabile dei contenuti di giornale e sito – su cui da tempo ci interroghiamo e sollecitiamo invano l’azienda. Le risposte finora si sono limitate a proposte di tagli, dopo trattativa sindacale o in via unilaterale. Ribadendo lo stato di agitazione e non escludendo alcuna forma di protesta, ci auguriamo che il dialogo con l’azienda possa riprendere su basi diverse e in un clima di reciproca fiducia e ritrovata serenità”.

8 Commenta qui

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  1. al_aksa_831 - 6 mesi fa

    Minchia, una lotta tra titani.
    Gente che fa più gossip che informazione contro braccino corto cavasangue dalle rape.
    I primi dovrebbero avere più dignità e ringraziare chi li ha salvati sull’orlo del fallimento, l’altro potrebbe pure rinunciare a qualche soldo (visto che ne avanzano) per darne a degli stipendiati e alle loro famiglie, invece di ingrassare gli azionisti.

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  2. peter1 - 6 mesi fa

    I giornalisti di Repubblica vanno in sciopero per le decisioni del loro padrone juventino. Quindi saremmo pari.

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  3. maxx72 - 6 mesi fa

    Adesso cari giornalisti non fatela tanto lunga e tirate la cinghia come tutti e non rompete troppo le balle. Sono tempi duri per tutti.

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  4. Toronelcuore - 6 mesi fa

    Io non sto con i giornalisti ma la sensazione che il nostro caro (per me un eufemismo) presiniente non sia il miglior capo è evidente. È un accentratore (scelta sbagliatissima perché tutti i più grandi hanno sempre avuto validissimi collaboratori) dando la sensazione di non accettare mai proposte di altri. E tutto questo è ribaltato sulla nostra squadra del cuore. Aggiungiamo poi che personalmente proprio non lo sopporto la speranza è che presto tolga il disturbo. FVCG.

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  5. Bela Bartok - 6 mesi fa

    Si tengono sul generico e sull’emotivo evitando accuratamente di arrivare al punto. Visto che il futuro del giornale è a rischio propongo a Cairo di chiudere immediatamente la testata e venire a riaprire la Tripletta a Torino. O anche Lo Sport del Popolo.

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  6. lucapecc_908 - 6 mesi fa

    Da ex giornalista esodato dopo 30 anni di lavoro nello stesso giornale posso solo dire che possono accendere un cero per essere ancora lì e non dover correggere bozze o tradurre riviste scientifiche sulle spugne, altro che balle…

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  7. Valceresio granata - 6 mesi fa

    Ma non dire cagate se non ci fosse stato Cairo sarebbero già disoccupati dopo UNDICI bilanci in netta perdita.
    Ma sapete che il gruppo rcs perdeva 100 milioni all’anno o noooooo.
    Andate a vedere i bilanci che sono pubblici prima di commentare senza essere informati abbiate la decenza di essere un ‘attimino coerenti senza dimostrare di essere dei pecoroni che parlano solo per sentito dire.
    Forza toro

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  8. Andrea63 - 6 mesi fa

    Ve ne siete acvorti tardi!!!

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