Mou è ancora Special, ma non basta

 

Sono tempi duri per Josè Mourinho a Madrid. Lo Special One sta trovando parecchie difficoltà nel primo anno della sua avventura alla guida dei blancos. L’ultima disavventura è capitata ieri, quando le Merengues sono capitolate sul campo dell’Osasuna. Il Real Madrid è così sprofondato a -7 dal Barcellona capolista, che nell’anticipo di sabato aveva superato l’Hercules…

di Edoardo Blandino

 

Sono tempi duri per Josè Mourinho a Madrid. Lo Special One sta trovando parecchie difficoltà nel primo anno della sua avventura alla guida dei blancos. L’ultima disavventura è capitata ieri, quando le Merengues sono capitolate sul campo dell’Osasuna. Il Real Madrid è così sprofondato a -7 dal Barcellona capolista, che nell’anticipo di sabato aveva superato l’Hercules dell’ex italiano Trezeguet. 

Piovono dunque le critiche a Mourinho, accusato di essere troppo difensivista. Ma si sa, la stampa iberica è sempre dura contro gli allenatori che non praticano un calcio spettacolare. In Spagna era stato aspramente criticato anche Fabio Capello, nonostante l’attuale tecnico dell’Inghilterra abbia conquistato la Liga. Don Fabio veniva costantemente chiamato in causa per il suo modo di intendere il calcio, seppur vincente.

Oggi Mourinho sta ripercorrendo le orme di uno dei mister più vincenti di sempre, ma a differenza dell’italiano si trova costretto ad inseguire. E pensare che il Real Madrid in 21 partite ha conquistato 51 punti (2,4 ogni match), perdendone appena 12 per strada, segnando 48 reti (2,2 a gara) e incassandone 18 (0,8). 

Tuttavia il Barcellona di questi tempi è una corazzata inarrestabile. I blaugrana sfornano cifre impressionanti: 58 punti in 21 partite, frutto di 19 vittorie, 1 pareggio e 1 sconfitta, con una media punti di 2,7 a gara.  67 gol fatti (3,1 a match) e appena 11 subiti (0,5). E con questi risultati, anche l’ottimo campionato del Real Madrid passa in secondo piano.

 

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