”Se bastava insultare il presidente per andare al Milan…”

di Stefano Rosso

 

L’aveva giurato lui stesso durante la presentazione a Milanello – “sono cambiato, quella con Garrone è stato l’ultimo ‘colpo di testa’, non ne farò più” aveva dichiarato davanti ai cronisti – eppure Fantantonio c’è ricascato. Il talento di Bari vecchia non ha lasciato trascorrere nemmeno un mese intero per esibirsi nuovamente nei consueti colpi da maestro:…

di Stefano Rosso

di Stefano Rosso

 

L’aveva giurato lui stesso durante la presentazione a Milanello – “sono cambiato, quella con Garrone è stato l’ultimo ‘colpo di testa’, non ne farò più” aveva dichiarato davanti ai cronisti – eppure Fantantonio c’è ricascato. Il talento di Bari vecchia non ha lasciato trascorrere nemmeno un mese intero per esibirsi nuovamente nei consueti colpi da maestro: sul campo due assist nelle prime due partite, fuori una staffilitata alla prima occasione utile.

L’ha fatto nel suo solito modo – non parlando in barese stretto alla Lino Banfi – col viso ‘angelico’ e gli occhioni da monello al quale, tra una marachella e l’altra, alla fine si perdona tutto.

I giornalisti incalzavano, il Milan aveva scelto per la consueta conferenza stampa infrasettimanale: stavolta, però, c’era la presentazione dei quarti di finale di Coppa Italia, coi rossoneri attesi nella Genova blucerchiata.

Il mio trasferimento a Milano? – ha esordito Cassano – Se avessi saputo che bastava insultare il presidente per andare al Milan l’avrei fatto anche prima“.

Sebbene Garrone, un signore, abbia preferito astenersi dal rispondere l’accoglienza di Marassi – già attesa infuocata – ha pienamente rispettato le aspettative. Anche in questo caso, però, Fantantonio ha reagito nel suo solito modo: era il 33′ del secondo tempo e Allegri richiamava Robinho in panchina. Tutto lo stadio si trasforma in uno coro unico di fischi e lui, sorridente in volto, entra sul terreno di gioco applaudendo. Sarebbe superfluo indagare se in segno di sfida o in segno di scuse.

Nel mondo del pallone tricolore – la sponda istituzionale, s’intende… – continua a prevalere la ‘linea-Prandelli’: pollice giù all’indisciplina, pollice su al talento e occhio chiuso col talento di Bari vecchia. “Condivido pienamente la convocazione di Cassano” – ha commentato Petrucci, predidente del Coni, in merito al raduno della Nazionale della settimana prossima. D’altronde è un giocatore decisivo ed il commissario tecnico non può non tenerne conto.

Sembra incredibile, ma alla fine – tra una cosa e l’altra – riesce sempre ad avere ragione lui.

 

(foto: ecodellosport.it)

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy