Ultrà serbi arrestati ritornano in patria

Dopo i clamorosi scontri di Genova dello scorso 12 Ottobre, in occasione della partita di calcio della nazionale italiana contro quella serba, vennero arrestati otto ultrà “ospiti”, rei di aver dato il via a fenomeni di violenza. Il fatto comportò l’esplosione di una questione internazionela, legata alla sicurezza (carente) dgli stadi in Italia e alla penalizzazione della Serbia, costretta dalla UEFA a giocare le prossime due partite…

di Redazione Toro News

Dopo i clamorosi scontri di Genova dello scorso 12 Ottobre, in occasione della partita di calcio della nazionale italiana contro quella serba, vennero arrestati otto ultrà “ospiti”, rei di aver dato il via a fenomeni di violenza. Il fatto comportò l’esplosione di una questione internazionela, legata alla sicurezza (carente) dgli stadi in Italia e alla penalizzazione della Serbia, costretta dalla UEFA a giocare le prossime due partite casalinghe a porte chiuse.

Gli otto teppisti identificati, tra cui il “capo” Ivan Bogdanov, erano stati identificati, arrestati e trasferiti al carcere di Genova, dove restano tutt’ora. Non per molto per quattro di essi, i cui avvocati, secondo quanto riporta il quotidiano belgradese Kurir, hanno trovato un accordo con i giudici italiani per l’estradizione in patria, a Febbraio. Esclusi Bogdanov ed altri tre ultrà, i quali rimarranno ancora nelle carceri del capoluogo ligure.

(Nella foto di Ansa.it, Ivan Bogdanov a volto coperto)

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