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4 maggio, Susanna Egri: “Mio padre ha fatto dei campioni una squadra”

Le parole della figlia del tecnico del Grande Torino presso il Colle di Superga

Redazione Toro News

Susanna Egri, figlia di Ernst Erbstein, allenatore del Grande Torino, ha come da tradizione presenziato alla commemorazione di Superga. Le sue parole: "E' sempre una grande emozioni venire qui. A parte che mi chiamo Susanna Egri, Erbstein è il nome ricusato da mio padre perché di origine tedesca e mio padre non lo voleva. Per questo io mi chiamo Egri di cognome. La giornata più emozionante, però, per me, non è questa ma il 30 aprile, ovvero quando ho visto l'ultima volta da vivo mio padre e tutta la squadra. Ero andato a Milano dove il Grande Torino aveva affrontato l'Inter ed ero stata a cena con tutti i giocatori. Mazzola era al nostro tavolo. C'è il ricordo di quando ci siamo accomodati davanti all'hotel Touring e mio padre con la mano mi ha salutato mentre insieme a mia madre stavo rincasando. Si tratta di un'immagine che porto dentro. Il 30 aprile, perciò, faccio la mia personale commemorazione. E poi è bello vedere che il 4 maggio ci sono ancora tanti tifosi, anche giovani, che convergono a Superga per omaggiare una squadra che si fondava sulla forza del gruppo. Mio padre ha effettuato un grande lavoro. Purtroppo è stato un po' messo da parte, ma lui è stato l'artefice del Grande Torino. Non è stato importante soltanto dal punto di vista fisico e tattico, ma soprattutto umano. Aveva inculcato l'idea che tutti dovessero collaborare per la costruzione dell'immagine di una squadra divenuta simbolo di tutta l'Italia. Tutti erano qualificati ed erano tutti ugualmente importanti. Mio padre è stato capace di trasformare un gruppo di campioni in una squadra".