Antonino Asta: “Derby-Primavera? Il trend è positivo, possiamo vincere”

Antonino Asta: “Derby-Primavera? Il trend è positivo, possiamo vincere”

Esclusiva TN / Lo storico Capitano sul derby dei “grandi”: “E’ sempre una sfida particolare: non conta giocare bene o male, conta solo vincere”

di Cristina Raviola, @CriCuoreToro

Oggi è una giornata di festa per l’ex-capitano granata Antonino Asta. L’attuale allenatore del Bassano Virtus compie infatti 44 anni. Noi lo abbiamo contattato per fargli gli auguri e per chiedergli le sue impressioni sulla squadra di Ventura, e sulla Primavera di Longo, allenata da Asta per 3 anni dal 2009 al 2012.

Antonino, innanzitutto tanti auguri! Sei stato una grande bandiera per il Toro e sei ancora nel cuori di tutti qua a Torino, lo sai?

“Grazie mille. Si, lo so, e sono molto orgoglioso di questo. Penso sempre al Toro e ai suoi tifosi, e seguo con attenzione tutto l’ambiente granata. I tifosi sono stati e sono tutt’ora nel mio cuore, come io sono nel loro” 

La tua carriera è stata a tinte granata per lungo tempo, fino al 2012 quando hai lasciato il Toro Primavera. Che sensazioni hai sulla squadra di Longo? Nel weekend, tra l’altro ci sarà il derby-primavera.

“Quello che stanno facendo negli ultimi anni è veramente importante: la società e la guida tecnica stanno riportando il settore giovanile del Toro a livello europeo come una volta. Ora ci sono ancora più possibilità di quando c’ero io: la dirigenza sta facendo un mercato importante e stanno investendo molto bene e infatti i risultati si vedono. Il derby-primavera? Da un po’ di anni ormai il trend è positivo per i granata, mi auguro che non s’interrompa, si può sicuramente vincere”

Oltre al derby primavera tra poco meno di due settimane ci sarò il derby “dei grandi”. Pensi che sia l’anno giusto?

“Io credo che questo sia il sogno di ogni tifoso granata, lo si spera più che mai. E’ una sfida particolare: conta poco giocare bene o male, bisogna vincere. Ai tifosi manca come l’acqua una vittoria nella stracittadina. Ma attenzione non baratterei mai un campionato come quello dell’anno scorso con la sola vittoria del derby.”

Il Toro l’anno scorso è riuscito a guadagnarsi un posto in Europa, pensi abbia una squadra attrezzata per andare avanti?

“Io sono convinto che nonostante l’assenza di Cerci e Immobile, che è sempre meglio averli, si può fare bene. La squadra è più omogenea dell’anno scorso, Amauri e Quagliarella sono grandi giocatori, e la società ha investito su tanti giovani. La formazione è più completa e può fare bene anche in Europa, come ha dimostrato. Il girone è alla portata, quello di Helsinki è stato solo uno scivolone.”

In campionato la squadra però convince poco, complice forse un attacco poco assortito, qual è il problema secondo te?

“Io non credo sia poco assortito, forse non ci sono più i contropiedisti, ma c’è gente da area di rigore, che al primo cross buono può metterla dentro. Il problema forse è che si prova a ripartire ma non si hanno le caratteristiche, ma Ventura è un grande uomo di calcio e troverà la quadratura.”

Ci stiamo avvicinando al mercato di riparazione e si sentono speculazioni di ogni tipo. Secondo te Cairo si rinforzerà adeguatamente? Se si, dove?

“La squadra come ho detto mi sembra addirittura più completa dell’anno scorso. A centrocampo effettivamente forse manca qualcosina: non vedo infatti tra i granata un costruttore di gioco che unisca le due fasi, un regista che scandisca i tempi della manovra, ma la rosa nel complesso è ottima.”

Sei stato uno dei capitani più amati dalla tifoseria granata, cosa ne pensi del nostro capitano attuale, Kamil Glik? Incarna lo spirito di questa squadra, come facevi tu?

“Io non lo conosco personalmente, ma da quello che vedo credo proprio di si. E’ un ragazzo che da tutto ed è veramente sempre l’ultimo baluardo in campo, un giocatore che ci tiene veramente molto a questa maglia. Il tifoso, inoltre, credo sia ancor più orgoglioso di sapere che uno straniero che non conosceva bene la storia granata incarna così tanto efficacemente questi valori.” 

Da poco meno di sei mesi hai iniziato una nuova fase della tua carriera con il Bassano Virtus, lasciando il Monza. E’ una sfida stimolante? Non ti senti ancora pronto per salire di categoria anche come allenatore?

“Si diciamo che mi trovo bene con un realtà diversa da quelle in cui sono stato, ho sicuramente meno pressioni mediatiche qui in Lega Pro. La società è molto seria, e dopo 2 anni di Monza ho fatto questa scelta perché mi è sembrato subito un bell’ambiente. Spero di poter continuare a crescere, sto facendo esperienza e nessuno mi ha mai regalato niente. Spero di poter fare lo stesso percorso che ho fatto da giocatore anche da allenatore: sono salito di categoria piano piano, e il mio sogno da allenatore è quello di sedermi sulla panchina granata. Quello è il mio obbiettivo, e io sto lavorando per coronarlo in un futuro.”

Grazie mille Antonino, in bocca al lupo e ancora auguri!

“Crepi, e grazie a voi per l’affetto che mi dimostrate. A presto.”

 

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