Dal “Lodo” al fronte anti-Tavecchio: Cairo si candida a uomo forte del calcio

Protagonista / Il peso politico del presidente del Torino cresce con il passare dei mesi: gli orizzonti si allargano, frutto dei suoi successi imprenditoriali

di Nikhil Jha, @nikhiljha13

Tra le sale dei bottoni della politica calcistica e gli stadi dove accorrono gli spettatori ad assistere alla propria squadra del cuore c’è spesso un abisso: società arci-rivali che studiano alleanze in materia di diritti tv, squadre che in campo spesso oppongono scarsa resistenza, ma che diventano in grado, nelle sedi opportune, di mettere eccome il bastone tra le ruote alle altre. Ma ci sono anche casi in cui i risultati sul campo e la credibilità che ne consegue aiutano a costruirsi un proprio spazio di tutto rispetto anche nei palazzi del pallone nostrano.

IL TORO LANCIA CAIRO – È certamente, questo, il caso di Urbano Cairo, volto relativamente nuovo nella politica del calcio. Un volto costruito sull’immagine positiva del Torino di cui è presidente: risultati non eccezionali ma pressoché costanti uniti ad una solidità economica con pochi eguali in Italia. Elementi che ne accrescono il prestigio e, di conseguenza, anche il peso politico. Un peso che Cairo si sta costruendo passo dopo passo.

LODO CAIRO – Uno dei primi, sicuramente, è stato quello che è stato ribattezzato dai media come “lodo Cairo”: una formula di riforma della gestione del campionato italiano che finalmente ha messo d’accordo tutti – condizione tanto difficile quanto necessaria – sulla direzione verso la quale dirigere il calcio nostrano. Il presidente granata si è messo in prima fila sulla necessità di impostare la Lega, oggi sotto commissione della FIGC, su un modello manageriale sullo stile inglese.

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CONTRO TAVECCHIO – E Cairo è sceso in prima fila anche per quanto riguarda la stessa FIGC, e più in generale il futuro della presidenza della federazione dopo la fallimentare mancata qualificazione ai Mondiali di Russia 2018: il patron del Torino, infatti, si è apertamente schierato contro Tavecchio, attualmente in capo e non-dimissionario: “I manager devono pagare il prezzo, quando accade qualcosa. Io da proprietario del Toro, quando commettevo degli errori, ci rimettevo economicamente”.

NUOVO LEADER – Un pensiero chiaro che trova molti appoggi, sia all’interno della Federazione sia nell’opinione pubblica. Quella di Cairo, però, non è più una voce del coro, ma anzi il coro lo sa anche dirigere. E con lui il Toro guadagna spazio, anche nelle stanze dei bottoni.

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  1. ALESSANDRO 69 - 3 anni fa

    Io penso che avere un presidente il cui peso politico nelle stanze dei bottoni cresce in maniera esponenziale non possa altro che portarci bene.
    Lui possiamo criticarlo all’infinito,chiamarlo braccino…..ecc. , ma è un manager che ha imparato dai suoi stessi errori e oggi si è costruito un credito di tutto rispetto proprio per meriti acquisiti sul campo….
    Non penso debba assumere la carica di presidente federale,non credo sia questo il suo obiettivo, ma può sicuramente avere l’autorevolezza per guidare la federazione ad un radicale cambiamento di politica calcistica…Che dire??? Speriamo bene..

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  2. prawn - 3 anni fa

    Diciamo che coi suoi media (soprattutto la gazzetta) puo’ cospargere di merda Tavecchio quanto vuole.. per cui e’ potente da quel punto di vista…

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    1. RobyMorgan - 3 anni fa

      Credo che Tavecchio abbia le doti x provvedere da solo a ricoprirsi di ridicolo….
      Sembra una macchietta ma purtroppo ha il potere e la responsabilità dei danni che ha fatto e che può continuare a fare!

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  3. Junior - 3 anni fa

    Sarebbe il candidato più idoneo a sostituire Tavecchio.

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    1. Granat....iere di Sardegna - 3 anni fa

      Non credo gli interessi questo ruolo però gli interessa che chi lo occupa non gli crei danni economici e la mancata qualificazione li ha creati alle sue testate e anche al valore dei suoi giocatori come Belotti ma anche baselli che poteva essere tra i nazionali…Cairo al posto del cuore ha un registratore di cassa però va bene così. Più soldi arrivano e più c è speranza che incrementi gli investimenti anche nel Toro. Ora c è anche il centro per le giovanili da valorizzare, speriamo diventi la nostra cantera per dare giocatori alla prima squadra e,perché no, alla nazionale

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      1. Junior - 3 anni fa

        si é vero, ma ogni business ha i propri interessi e a quei livelli si ragiona poco col cuore, siamo onesti. é un uomo nuovo, con idee e soprattutto obiettivi concreti. ne abbiamo bisogno. e se questo porta anche beneficio al toro, ben venga.

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      2. maraton - 3 anni fa

        di quello che fà cairo sinceramente mi frega molto poco.
        detto ciò sicuramente preferisco avere un presidente che “conta” sia in federazione sia tra i colleghi, che un povero cristo squattrinato e magari anche un pò pirla.
        naturalmente sperando che tutto ciò si risolva in ricadute positive per il nostro TORO, sia economiche (che ci sono) che sportive (speriamo).
        diciamo che pur senza essere una super-potenza ad oggi siamo messi meglio di ieri, ma non dimentichiamo “da dove partiamo”…..avevamo le pezze al culo (francesismo) 😉

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