Essere o non essere?

di Edoardo Blandino

 

 

Dopo la prestazione globale del Torino trovare un capro espiatorio diventa fin troppo facile, oltre che ingiusto. La maggioranza della squadra è scesa in campo molle, appesantita da questa pausa invernale. Da quanto si è visto nei 90 minuti di ieri sera la sosta di Natale non ha giovato alla squadra granata, anche se è ancora presto per poter dare giudizi…

di Edoardo Blandino

di Edoardo Blandino

 

 

Dopo la prestazione globale del Torino trovare un capro espiatorio diventa fin troppo facile, oltre che ingiusto. La maggioranza della squadra è scesa in campo molle, appesantita da questa pausa invernale. Da quanto si è visto nei 90 minuti di ieri sera la sosta di Natale non ha giovato alla squadra granata, anche se è ancora presto per poter dare giudizi definitivi. A parte pochi uomini che si sono salvati, la prestazione globale è apparsa piuttosto scadente e carente: non c’è stato un singolo uomo che abbia fatto peggio di tutti gli altri. Complessivamente la gara non è stata brillante ed il vero Toro è venuto fuori solamente dopo il vantaggio dei padroni di casa.

Tuttavia il fatto che la squadra (tutta o quasi) abbia mostrato uno dei suoi lati peggiori, non significa dire che non si possa portare l’attenzione su alcuni singoli uomini. Lungi da noi l’idea di voler criticare il tecnico o l’impegno dei giocatori, ma quello su cui vogliamo ragionare oggi riguarda l’utilizzo di un ragazzo: Luca Belingheri. Si tratta di un trequartista atipico, non adatto a dettare i tempi, né bravo ad agire da rifinitore. Il numero 4 granata, in compenso, è formidabile negli inserimenti ed è in grado di trovare lo spazio ed il tempo giusto per bucare la retroguardia avversaria. Nella scorsa stagione Colantuono lo ha spesso impiegato fuori ruolo e nelle poche partite dove ha potuto esprimersi dove ha lui più piaceva, non ha mai deluso.

In questo campionato, però, le cose sono andate in modo differente: le sue prestazioni non sono quasi mai state decisive. Il giocatore acquistato la scorsa estate dall’Ascoli ha trovato un discreto spazio con Lerda fino ad oggi, scendendo in campo in 10 match nel ruolo a lui più congeniale, eppure non è mai riuscito a far cambiare marcia ai proprio compagni, nonostante più volte abbia avuto la possibilità di incidere sul risultato, trovandosi a tu-per-tu con il portiere avversario.

Da quando Rolando Bianchi ha subito il lungo stop, Belingheri è diventato un punto fisso della formazione di Lerda: con Sgrigna centravanti, il mister granata ha affidato una grossa fetta dell’attacco anche all’ex ascolano. Tutto ciò era comprensibile: il fantasista proveniente da Vicenza non è una punta di ruolo ed il supporto fornito da Belingheri permetteva a Sgrigna di svariare su tutto il fronte offensivo.

Ma ieri sera è rientrato Bianchi e il numero 4 granata è stato nuovamente schierato dal primo minuto, nonostante in molti lo dessero in ballottaggio proprio con il capitano. In effetti Belingheri ha in qualche modo aiutato Sgrigna a sostituire il centravanti bergamasco, però ora non sembra in qualche modo adatto ad essere impiegato nuovamente titolare. Infatti, anche ieri la sua prestazione non è stata brillante e dopo 15′ della ripresa è stato sostituito. Quale sarà, dunque, il suo futuro? È difficile a dirsi, anche se Lerda sembra avere un debole per questo giocatore. Non bisogna dimenticare poi l’emergenza in cui si trova il reparto avanzato granata. Tuttavia se Belingheri dovesse continuare con gare incolore come quella di ieri sera, prima o poi sarà costretto ad accomodarsi nuovamente in panchina.

 

(Foto: M. Dreosti)

 

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