Gardano, tecnico del Bra: “Che onore, per un tifoso, sfidare il Toro a Mondovì!”

Gardano, tecnico del Bra: “Che onore, per un tifoso, sfidare il Toro a Mondovì!”

Il mister dei braidesi, che scenderanno in campo domenica nel triangolare amichevole: “Una squadra così non si vedeva da anni… Bene anche la Primavera”

di Diego Fornero, @diegofornero

Da giocatore, Massimo Gardano, classe ’68, ha avuto l’onore di fare parte del settore giovanile del Torino, prima di una carriera intensa tra i dilettanti. Da allenatore, ha lavorato per tre stagioni nel vivaio granata, dal ’97 al 2000, per poi attraversare numerose categorie e numerosi club, Pro Vercelli, Aosta, Collegno Paradiso, Canavese, Chieri, Chiavari, ed oggi Bra, in Serie D. Da tifoso, ha, ovviamente, sempre seguito le vicende del Torino con particolare interesse, ed ora avrà anche l’onore di sfidarlo, da avversario, domenica 17 agosto, nel triangolare che si giocherà allo Stadio “Gasco” di Mondovì, comprendente anche la formazione locale della Virtus. Ieri, nel frattempo, si è goduto l’antipasto della sfida di domenica, sfidando la Primavera di Moreno Longo, e vincendo di misura contro i giovani granata.

Massimo, raccontaci innanzitutto la tua esperienza con il Toro: “Ho allenato nel settore giovanile all’epoca di Palazzetti, Bodi e Vidulich, in un Torino ruspante, dove ci davamo un gran daffare. Io ho lavorato con Pulcini, Esordienti e Giovanissimi Fascia B: di quel Toro è rimasto poco, in pochi hanno fatto strada. Mi ricordo, però, di Quagliarella negli Allievi Nazionali, di Mantovani nei Giovanissimi e di una buona amicizia col collega Giacomo Ferri, che all’epoca allenava le giovanili come me. Nella mia squadra giocava un giovanissimo Ebagua: erano altri tempi, era un Toro meno organizzato di adesso e c’erano altre situazioni. Poi, cambiò il responsabile del settore giovanile ed io, a malincuore, dovetti scegliere altre opportunità ed altre strade. Da giocatore, invece, giocai qualche anno con Beppe Marchetto, che purtroppo oggi non c’è più, e che è stato il mio primo tutor, anche quando ho deciso di fare l’allenatore”.

L’altroieri hai sfidato la Primavera del Torino, che squadra hai visto? “La Primavera granata è un’ottima squadra, io forse sono un po’ di parte nel giudicare, essendo anche amico di Moreno Longo, ma credo di poterlo dire con sicurezza. Al di là qualità indubbie dell’allenatore, però, credo che il Torino abbia operato bene innanzitutto sul mercato, è stato bravo Massimo Bava a trovare giocatori disponibili, ovviamente rispettando i parametri della società, che sicuramente non ha la disponibilità di altri club, senza fare nomi… Credo che Moreno stia facendo un ottimo lavoro di ricostruzione della squadra, credo che questo sia ciò che si debba fare in un settore giovanile, e in una Primavera in particolare, lavorando ogni anno con delle annate diverse. Ho visto sicuramente delle idee, anche nuove rispetto alle squadre di Longo degli ultimi anni, con un modulo diverso e una ricerca di soluzioni differenti. Ho notato, da parte dei ragazzi, un grande atteggiamento e una mentalità insolita per una squadra di diciottenni, con grande predisposizione al sacrificio, voglia di imparare e un ottimo atteggiamento. Sono molto positivo su questa formazione”.

E dopo la Primavera, domani sfiderai il Toro “vero”, quello di Giampiero Ventura: “Per noi, e per un tifoso del Toro come me, ovviamente, è una festa, e deve essere vista come tale. Questa, per il Toro, è la chiusura di un ritiro fatto molto bene, e giocheremo contro una squadra che raramente, negli ultimi anni, abbiamo visto così competitiva. Va dato atto calcisticamente a un allenatore come Ventura che, insieme a Zeman e a pochi altri, che hanno però lavorato con grandi club, credo sia uno dei migliori in Italia. Da tifoso, dico che un Torino che gioca a calcio così, e che ci diverte anche, non lo vedevamo da anni. Siamo felici di essere stati invitati al triangolare, e di avere questa opportunità”.

Nel tuo Bra gioca anche il fratello maggiore di Gastòn Silva, Martin, cosa puoi dirci di lui? “Martin è un ottimo giocatore, un ragazzo squisito, e, ovviamente in rapporto al nostro contesto di dilettanti, ci darà una grossa mano sul progresso di crescita di una squadra molto giovane. A volte lo prendiamo un po’ in giro, chiamandolo il “fratello meno forte dei due”, ma lui ci scherza su, ed è il primo ad ammettere, ed a raccontarci di quanto sia forte suo fratello, e delle sue qualità, nonostante il necessario periodo di ambientamento in un calcio molto diverso. Se rispetterà le premesse, Gastòn potrà essere un grande colpo per il Torino”.

Un Bra, quello che vedremo in campo domenica, fortemente “granata”, con tanti giocatori cresciuti nel Torino: “Nella mia squadra abbiamo numerosissimi giocatori cresciuti nel Toro: Umberto Ferrauto, andato via in occasione del Fallimento; Cristian Affinito, protagonista fino a due stagioni fa in Primavera; Fabio Mazzafera, che è appena arrivato della Berretti e che credo sia il nostro giocatore più positivo in questo ritiro; e poi c’è Gianluca Rolandone, che è arrivato fino alla Primavera granata. Sicuramente c’è tanto di Toro in questo Bra, ma, del resto, credo che sia difficile trovare a Torino chi non abbia un po’ di granata nel cuore… Forse persino i tifosi della Juve farebbero fatica senza di noi…”.

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