Giampaolo pareggia con Ranieri: reazione e “cambio abito” le note liete

Il Confronto / Il testaccino ribalta la sua squadra con quattro cambi ad inizio ripresa: la Sampdoria cambia volto. Bene il Torino dell’ultimo segmento dopo l’ennesima rimonta patita

di Andrea Calderoni

Marco Giampaolo e Claudio Ranieri, entrambi assenti dalle rispettive panchine, si sono portati a casa un punto ciascuno ieri sera. Chi deve ritenersi più soddisfatto? Entrambi possono far leva su aspetti positivi: il primo ha visto una buona reazione della sua squadra dopo essere stato rimontato per l’ennesima volta, il secondo tiene a distanza i granata in classifica e resta lontano dai bassifondi, tornando a muovere la graduatoria. È chiaro, tuttavia, che i punti di domanda su Torino e Sampdoria giunti a fine novembre restano. L’approccio alla partita blucerchiato lo si può tranquillamente definire preoccupante. La rimonta incassata dai granata ad inizio secondo tempo, invece, sta diventando una spaventosa abitudine. I problemi psicologici del Torino rimangono irrisolti e con essi stentano ad arrivare i punti (non a caso il Torino è terzultimo, quando va in archivio il primo quarto del campionato). Tuttavia, ieri si è visto quanto meno il carattere nell’ultimo segmento di gara.

TURIN, ITALY – NOVEMBER 30: Francesco Conti Assistant Manager looks on ahead of the Serie A match between Torino FC and UC Sampdoria at Stadio Olimpico di Torino on November 30, 2020 in Turin, Italy. Sporting stadiums around Italy remain under strict restrictions due to the Coronavirus Pandemic as Government social distancing laws prohibit fans inside venues resulting in games being played behind closed doors. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

SCELTE INIZIALI – Di motivi per riflettere, pertanto, sia Giampaolo che Ranieri ne hanno parecchi. Partiamo dalle scelte iniziali. È lampante che Ranieri ha sbagliato più di qualcosa. Difficilmente al termine della prima frazione di gioco si sono viste quattro sostituzioni, quelle a cui ha ricorso il tecnico testaccino durante l’intervallo. Una vera e propria rivoluzione. Il tecnico – che si è sgolato per tutto il primo tempo dalla tribuna -tuttavia ha posto rimedio con decisione e i risultati si sono visti. Tonelli, Adrien Silva, Damsgraard e Gabbiadini hanno cambiato il volto della Sampdoria che tra il 9’ e il 18’ della ripresa ha ribaltato il gol di Belotti. Giampaolo, come a San Siro e in casa contro l’Entella, ha puntato dall’inizio sul 3-5-2. Complice le cinque assenze di giornata (Ujkani e soprattutto Lukic, Gojak, Vojvoda e Millico), non aveva molte scelte alternative in panchina. Anche così si possono spiegare le sole due sostituzioni effettuate, entrambe al 70’: Murru e Verdi dentro, Rodriguez e Ansaldi fuori.

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RITORNO AL 4-3-1-2 – Per l’assalto finale Giampaolo si è affidato al suo modulo, al suo 4-3-1-2, modifica definita poi da Conti nel post post partita come un “cambio d’abito”. Con l’inserimento di Murru la difesa è tornata a quattro (Singo, Lyanco, Bremer e appunto il sardo). Verdi si è posizionato dietro a Belotti e Zaza. Il nuovo schieramento ha prodotto una reazione veemente dei granata che è valsa il 2 a 2 e sarebbe potuta valere anche qualcosa in più senza gli interventi di Audero. Si sta dunque delineando un Torino capace di cambiare modulo a gara in corsa e questo può essere un dato favorevole. In un match così tirato e con poche alternative stonano i 90’ in panchina di Bonazzoli, ma d’altronde l’ex Sampdoria non ha ancora convinto e attualmente sia Belotti che Zaza gli sono superiori. L’alternanza di un modulo a partita in corso è, comunque, una nota lieta della serata. Sapersi adattare ai momenti della gara risulterà decisivo a lungo andare, anche, si spera, per superare i cronici problemi mentali che hanno afflitto il Torino in questo avvio di stagione. Infine, un dato statistico: per la prima volta, dopo sette tentativi, Giampaolo non ha perso con Ranieri cogliendo il suo primo punto in carriera contro l’ex tecnico del Leicester.

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  1. scifo66 - 2 mesi fa

    A questo punto della stagione bisogna fare alcune riflessioni: è una costante essere rimontati (accadeva anche con Mazzarri e Longo in panchina),Giampaolo doveva portare avanti il suo credo calcistico ( il 4312 ) salvo poi tornare per varie ragioni al vecchio 352, infine abbiamo subito nell’arco del 2020 un numero di sconfitte senza precedenti. È chiaro che l’obiettivo di quest’anno non può che essere la salvezza, però penso che sia necessario fare dei cambiamenti profondi nella nostra rosa prima di pensare ad un nuovo cambio di allenatore.

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  2. Nero77 - 2 mesi fa

    Pareggiare in casa con una squadra in crisi ,cosa cè da essere ottimisti?

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  3. avvopal_14171626 - 2 mesi fa

    Premesso che penso che Giampaolo sia l’ultimo dei responsabili e che meriti ancora del tempo, inizio a pensare spesso ad un mio amico milanista, memore della stagione scorsa, che dopo il 3-4 con la Lazio mi ha detto: “liberatevi in fretta del maestro che senza che ve ne accorgiate andate in B……”

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